Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28488 del 15/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 15/12/2020, (ud. 06/11/2020, dep. 15/12/2020), n.28488

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 31234-2019 proposto da:

I.V., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GOLAMETTO 4,

presso lo studio dell’avvocato GIOVAMBATTISTA FERRIOLO, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato FERDINANDO EMILIO

ABBATE;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso il decreto E.R. n. 361/2019 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,

depositato il 28/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 06/11/2020 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE

GRASSO.

 

Fatto

RITENUTO

che la Corte d’appello di Perugia, con il decreto di cui in epigrafe, rigettò l’opposizione proposta da I.V. avverso il capo del decreto monocratico, che aveva regolato le spese, liquidando alla predetta, a tale titolo, la somma di Euro 225,00, oltre accessori, avendo condannato il Ministero della Giustizia a pagare in favore di I.V., a titolo d’equo indennizzo per la non ragionevole durata di un processo civile, la somma di Euro 1.266,66;

che avverso il predetto decreto l’anzidetta istante propone ricorso esponendo, con l’unitaria censura posta a corredo dello strumento, che la Corte di merito aveva violato o falsamente applicato l’art. 91 c.p.c. e l’art. 2233 c.c., nonchè il D.M. n. 55 del 2014, per avere liquidato il rimborso spese al disotto del minimo legale, relativamente alla fase di rinvio;

che l’Amministrazione è rimasta intimata.

Diritto

CONSIDERATO

che questa Corte ha già condivisamente avuto modo di precisare che in tema di spese processuali, il giudice è tenuto a effettuare la liquidazione giudiziale nel rispetto dei parametri previsti dal D.M. n. 55 del 2014 il quale non prevale sul D.M. n. 140 del 2012 per ragioni di mera successione temporale, bensì nel rispetto del principio di specialità, in quanto il D.M. n. 140 del 2012 è rivolto a regolare la materia dei compensi tra professionista e cliente mentre il D.M. n. 55 del 2014 detta i criteri che il giudice deve applicare nel regolare le spese di causa (Sez. 2, n. 1018, 17/1/2018, Rv. 647642);

considerato che la liquidazione effettuata dalla Corte locale in complessive Euro 225,00 si pone al di sotto dei limiti imposti dal D.M. n. 55, tenuto conto del valore della causa (da Euro da 1.100,01 a 5.200,00) e pur applicata la riduzione massima, in ragione della speciale semplicità dell’affare (citato art. 4), stante la natura contenziosa della controversia (tabella 12 del D.M. n. 55 del 2014 (cfr. Sez. 6, n. 16770/2019); considerato che a motivo dell’esposto il provvedimento gravato deve essere cassato con rinvio, rimettendosi al Giudice del rinvio anche il regolamento delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia, anche per il regolamento delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Perugia, altra composizione.

Così deciso in Roma, il 6 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 15 dicembre 2020

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