Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28483 del 05/11/2019

Cassazione civile sez. VI, 05/11/2019, (ud. 11/07/2019, dep. 05/11/2019), n.28483

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. CAPOZZI Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11195-2018 proposto da:

RISCOSSIONE SICILIA SPA, in persona del procuratore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato GERMANO GARAO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende, ope legis;

– controricorrente –

contro

M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato ROSA MARIA D’ANTONE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4746/18/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di PALERMO SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata il

04/12/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’11/07/2019 dal Consigliere Relatore Dott. CAPOZZI

RAFFAELE.

Fatto

RILEVATO

che la s.p.a. “RISCOSSIONE SICILIA” propone ricorso per cassazione nei confronti di una sentenza della CTR di Palermo, sezione staccata di Catania, di rigetto del suo appello avverso una decisione della CTP di Catania, che aveva accolto il ricorso del contribuente M.G. avverso un provvedimento d’iscrizione ipotecaria.

Diritto

CONSIDERATO

che il ricorso è affidato a due motivi;

che con il primo motivo la ricorrente prospetta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 1, dell’art. 100 c.p.c., degli artt. 2 e 111 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nonchè violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per omessa pronuncia sull’eccezione d’improponibilità della domanda del contribuente, da qualificare come azione di mero accertamento negativo; invero il contribuente aveva impugnato un’iscrizione ipotecaria non notificata, si che la sua domanda era da qualificare come azione di accertamento negativo, non consentita nel processo tributario, il quale può essere introdotto solo impugnando specifici atti regolarmente notificati, mentre, nella specie, l’iscrizione ipotecaria non era stata notificata, si che non sussisteva alcuna azione esecutiva in corso; e la sentenza impugnata non si era pronunciata su detto specifico motivo di appello, pur formulato da essa società;

che, con il secondo motivo, la ricorrente deduce insufficiente motivazione su di un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in quanto essa società aveva prodotto i singoli referti di notifica delle cartelle di pagamento poste a fondamento dell’iscrizione ipotecaria impugnata, mentre la CTR si era limitata a dichiarare che non era stata data piena prova della regolare notificazione di dette cartelle, senza fornire alcuna adeguata motivazione al riguardo;

che si sono costituiti con controricorso sia il contribuente, sia l’Agenzia delle entrate;

che il primo motivo di ricorso è inammissibile per carenza di interesse, avendo la stessa CTR rilevato l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria, siccome effettuata per un debito tributario inferiore ad Euro 8.000,00 (cfr. D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, comma 1 bis, nella versione pro tempore vigente); e detta statuizione, che non ha formato oggetto di appello, è da ritenere passata in giudicato;

che anche il secondo motivo di ricorso è inammissibile per violazione del criterio dell’autosufficienza, avendo la ricorrente lamentato la mancata pronuncia del giudice di appello su di un motivo di gravame, concernente l’intervenuta regolare notifica delle cartelle di pagamento, poste a fondamento dell’iscrizione ipotecaria impugnata, senza avere compiutamente provveduto alla trascrizione integrale di dette relate di notifica, al fine di verificare la fondatezza della doglianza in base alla sola lettura del ricorso, senza necessità di accedere a fonti esterne allo stesso (cfr. Cass. n. 31038 del 2018);

che il ricorso proposto dalla s.p.a. “RISCOSSIONE SICILIA” va pertanto dichiarato inammissibile, con sua condanna al pagamento delle spese di giudizio, quantificate come in dispositivo;

che, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, si dà atto che sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del medesimo art. 13, comma 1-bis.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali, quantificate in complessivi Euro 1.000,00, oltre agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del medesimo art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 11 luglio 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 novembre 2019

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