Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28452 del 19/12/2013


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Civile Sent. Sez. 3 Num. 28452 Anno 2013
Presidente: UCCELLA FULVIO
Relatore: TRAVAGLINO GIACOMO

SENTENZA

sul ricorso 26461-2007 proposto da:
IMP. DOTT. ING. GIOVANNI TOGNOZZI S.P.A., in persona
del presidente del c.d.a. dott. EMIDIO PETRILLI,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ATTILIO
FRIGGERI 106, presso lo studio dell’avvocato TAMPONI
MICHELE, che la rappresenta e difende unitamente
2013

all’avvocato MANETTI PAOLO giusta delega in atti;
– ricorrente –

1109
contro

FUSI FIN. S.P.A.

EDILINVEST S.R.L.

S.P.A. ;

1

STARHOTELS

Data pubblicazione: 19/12/2013

- Intimati RUA_

FUSI

r -umrnn
FINANZIARIA

ts,r5Imszt dAì
S.P.A.

attualmente

HOLDING B.R.M. S.P.A. 03127610487,

denominata

in persona del

proprio amministratore legale rappresentante Geom.

persona del proprio amministratore legale
rappresentante, Sig. DAVIDE BARTOLOMEI, elettivamente
domiciliati in ROMA, CORSO DI FRANCIA 197, presso lo
studio dell’avvocato LEMME GIULIANO, che li
rappresenta e difende unitamente all’avvocato FERRARA
VINCENZO giusta delega in atti;
– ricorrenti non chè contro

IMP. GIOVANNI TOGNOZZI S.P.A. , STARHOTELS S.P.A. ;
– intimati –

sul ricorso 30303-2007 proposto da:
STARHOTELS S.P.A., in persona del Presidente del
Consiglio di Amministrazione Ing. FERRUCCIO FABRI,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G.G.BELLI 39,
presso lo studio dell’avvocato LEMBO ALESSANDRO, che
la rappresenta e difende unitamente all’avvocato
SANTORO PIER LUIGI giusta delega in atti;
– ricorrente nonchè contro

IMP. DR. ING. GIOVANNI TOGNOZZI S.P.A. , EDILINVEST

2

RICCARDO FUSI, EDIL INVEST S.R.L. 04109680480, in

S.R.L. , FUSI FIN. S.P.A. ;
– intimati –

avverso la sentenza n. 555/2007 della CORTE D’APPELLO
di FIRENZE, depositata il 11/04/2007 RR.GG. NN.
1705/03, 1713/03 e 1734/03;

udienza del 17/05/2013 dal Consigliere Dott. GIACOMO
TRAVAGLINO;
udito l’Avvocato PAOLO MANETTI;
udito l’Avvocato PIER LUIGI SANTORO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. CARMELO SGROI che ha concluso, previa
riunione, per il rigetto di entrambi i ricorsi.

3

udita la relazione della causa svolta nella pubblica

I FATTI
Nel febbraio del 2000 la s.p.a. Impresa Tognozzi convenne in
giudizio, dinanzi al tribunale di Firenze, la Starhotels s.p.a.,
chiedendone la condanna al pagamento della complessiva somma di L.
259.800.000 per non avere quest’ultima esercitato (nel più vasto

ad un’obbligazione alternativa – di noleggio ovvero di acquisto di una gru necessaria alla costruzione di un complesso
alberghiero.
La Starshotel, costituendosi, chiamò in causa la Fusi Finanziaria
s.p.a. e la Edilinvest srl, per essere tenuta indenne dalle
pretese attoree in forza di una convenzione per effetto della
quale le chiamate in garanzia dovevano ritenersi subentrate ad
essa convenuta nei suoi rapporti con l’appaltatrice Tognozzi.
Il giudice di primo grado accolse la domanda, condannando la
convenuta al pagamento della somma di E. 134.679, e dichiarando
nel contempo Fusi ed Edilinvest obbligate a tenerla indenne sino
all’importo di E. 73.521.
La corte di appello di Firenze, investita del gravame proposto
hinc et inde da tutte le parti in causa, in parziale riforma della
pronuncia di prime cure respinse la domanda dell’Impresa Tognozzi
relativa al pagamento del nolo della gru, condannando ad altro
titolo la Starhotels al pagamento, in favore della predetta, della
somma di 40.116 euro, contestualmente confermando l’obbligazione
di garanzia della Fusi e della Edilinvest a tenere indenne

4

contesto di un contratto di appalto) la facoltà di scelta relativa

Starhotels quanto alle somme relative al canone di noleggio della
gru per il periodo successivo al 27.5.1996.
Per la cassazione della sentenza della Corte fiorentina L’Impresa
Tognozzi ha proposto ricorso illustrato da 3 motivi di censura.
Resistono con controricorso integrato da ricorso incidentale la

LE RAGIONI DELLA DECISIONE

I ricorsi riuniti non possono essere accolti.

IL RICORSO PRINCIPALE TOGNOZZI
L’impugnazione è, prima ancora che infondata nel merito (per avere
la Corte territoriale fatto applicazione del tutto corretta della
norma di cui all’art. 1287 c.c. – ipotizzando altresì lo schema
alternativo, di tipo (pre)contrattualistico, adottato in prime
cure, della proposta irrevocabile/opzione – senza incorrere, nel
percorso motivazionale seguito, in alcun errore logico-giuridico,
in dichiarata adesione ad un indirizzo ermeneutico
convincentemente predicato da autorevole dottrina nel caso di
mancata scelta scelta da parte del creditore, e adottato in
passato anche dalla giurisprudenza di questa stessa Corte con la
sentenza n. 5225 del 1983 – mentre le pronunce oggi indicate dalla
ricorrente non si attagliano al caso di specie), inammissibile in
rito.
Con il primo motivo,

si denuncia

violazione o falsa applicazione

dell’art. 1286 c.c. (art. 360 n. 3 c.p.c.); motivazione illogica
su fatto controverso e decisivo per il giudizio (art. 360 n.
c.p.c.).

5

Fusi e la Starhotels, che ha depositato memoria illustrativa.

La censura è corredata dal seguente quesito di diritto (formulato
ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., applicabile

ratione temporis,

nel vigore del D.lgs. 40/2006):
Se ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1286 c.c. lo
stabilire chi sia creditore o debitore debba avvenire con

contrattuale.
Con il secondo motivo,

si denuncia

illogica e/o contraddittoria

motivazione su fatto controverso e decisivo per il giudizio (art.
360 n. 5 c.p.c.); violazione degli artt. 1286, 1321 e 1326 c.c.
(art. 360 n. 3 c.p.c.).
La censura è corredata dal seguente quesito:
Se ai sensi dell’art. 1286 c.c. la scelta sia elemento costitutivo
del contratto o ne presupponga l’esistenza.
Con il terzo motivo,

si denuncia

violazione dell’art. 1287 c.c.

(art. 360 n. 3 c.p.c.).
La censura è corredata dal seguente quesito:
Se, dinanzi alla perdurante omissione di scelta da parte del
debitore cui la scelta è riservata, il creditore della prestazione
sia onerato di far fissare al giudice un termine al debitore o se
invece la scelta trascorra a lui.
I quesiti, e con essi i motivi che li precedono, sono del tutto
inammissibili.
Questo giudice di legittimità ha già avuto più volte modo di
affermare che il quesito di diritto deve essere formulato, ai
sensi dell’art. 366 bis cod. proc. civ., in termini tali da

6

riferimento alla posizione originaria delle parti nel rapporto

costituire una sintesi logico-giuridica unitaria della questione,
con conseguente inammissibilità del motivo di ricorso tanto se
sorretto da un quesito la cui formulazione sia del tutto inidonea
a chiarire l’errore di diritto imputato alla sentenza impugnata in
relazione alla concreta controversia (Cass. 25-3-2009, n. 7197),

nella generica richiesta (quale quelle di specie) rivolta al
giudice di legittimità di stabilire se sia stata o meno violata o disapplicata o erroneamente applicata, in astratto, – una norma
di legge. Il quesito deve, di converso, investire la
decidendi

ratio

della sentenza impugnata, proponendone una alternativa

di segno opposto: le stesse sezioni unite di questa corte hanno
chiaramente specificato (Cass. ss. uu. 2-12-2008, n. 28536) che
deve ritenersi inammissibile per violazione dell’art. 366 bis cod.
proc. civ. il ricorso per cassazione nel quale l’illustrazione dei
singoli motivi sia accompagnata dalla formulazione di un quesito
di diritto che si risolve in una tautologia o in un interrogativo
circolare, che già presupponga la risposta (ovvero la cui risposta
non consenta di risolvere il caso sub iudice).
Tali appaiono, nella specie, i quesiti illustrati poc’anzi.
La corretta formulazione del quesito esige, in definitiva (Cass.
dapprima indichi in esso la

19892/09), che il ricorrente
fattispecie concreta, poi
tipico, infine formuli,

la rapporti ad uno schema normativo

in forma interrogativa e non (sia pur

implicitamente) assertiva, il principio giuridico di cui si chiede
l’affermazione;

onde,

va

ribadito

7

(Cass.

19892/2007

quanto che sia destinato a risolversi (Cass. 19-2-2009, n. 4044)

l’inammissibilità del motivo di ricorso il cui quesito si risolva
(come nella specie) in una generica istanza di decisione
sull’esistenza della violazione di legge denunziata nel motivo.
Quanto al denunciato vizio di motivazione, va rammentato come il
tema della sintesi necessaria per il relativo esame sia stato

analiticamente specificato

(Cass.

ss.uu.

20603/07)

l’esatta

portata del sintagma “chiara indicazione del fatto controverso” in
relazione al quale la motivazione si assume omessa o
contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta
insufficienza della motivazione la renda inidonea a giustificare
la decisione: si è così affermato che la relativa censura deve
contenere un momento di sintesi omologo del quesito di diritto
(cd. “quesito di fatto) – che ne circoscriva puntualmente i
limiti, in maniera da non ingenerare incertezze in sede di
formulazione del ricorso e di valutazione della sua ammissibilità.
Tutti

i motivi

esaminati

si

discostano patentemente

e

irredimibilmente da tali criteri,
mentre, alla denuncia di vizio di motivazione (motivo l), non fa
seguito alcuna sintesi espositiva che consenta alla Corte di
cogliere la decisività del (preteso) errore argomentativo in cui
sarebbe incorso il giudice di merito.

I RICORSI INCIDENTALI
Il ricorso incidentale Fusi

Il ricorso è inammissibile, per le ragioni già esposte in sede di
esame del ricorso principale, poiché entrambi i motivi che

8

ancora affrontato dalle sezioni unite di questa Corte, che hanno

sorreggono si concludono con la formulazione di quesiti del tutto
inidonei a superare la soglia minima della rispettiva
ammissibilità: il quesito di diritto che accede alla prima censura
“se nell’interpretazione di una

clausola contrattuale si debba o meno tener conto
pattuito nell’intera convenzione

e

di

quanto

nell’interpretazione

di

quest’ultima si debba o meno tener conto del complesso negoziale e
di fatto nel quale essa si inserisce”, mentre quello destinato ad
esplicitare il secondo motivo interroga la Corte di legittimità
sul

“se l’art. 664 possa essere suscettibile di applicazione

analogica”.
La patente astrattezza di entrambi impedisce ogni esame del merito
delle questioni.
Il ricorso incidentale Starhotels

Anche l’impugnazione incidentale della società alberghiera non si
sottrae alla scure dell’inammissibilità.
L’unico motivo di censura ripropone, sotto il profilo della
violazione di legge, il medesimo quesito di diritto già formulato
dalla Fusi
si

debba

(“se nell’interpretazione di una clausola contrattuale
di

o meno tener conto

quanto pattuito nell’intera

convenzione e nell’interpretazione di quest’ultima si debba o meno
tener conto del complesso negoziale e di fatto nel quale essa si
inserisce”), mentre la simmetrica e contestuale denuncia di vizio
motivazionale (erronea affermazione della Corte di merito circa la
mancanza di collegamento logico e convenzionale fra la costruzione
della sala congressi e quella della struttura alberghiera (di c

9

risulta, difatti, così formulato:

la prima doveva

essere pertinenza,

nella convenzione di

cui

oggetto di esplicita garanzia

causa)

pecca, in via del tutto

speculare rispetto ai vizi da cui risultano affetti tutti i motivi
sinora esaminati, per essersi la ricorrente limitata ad operare un
mero e parziale riferimento fattuale alla vicenda concreta senza
indicarne né trarne, poi, le necessarie conseguenze in termini di

fatto” di cui si già detto in precedenza.
La disciplina delle spese segue – giusta il principio della
reciproca soccombenza – come da dispositivo.
P.Q.M.

La

Corte,

inammissibili,

decidendo

sui

ricorsi

riuniti,

li

dichiara

con integrale compensazione delle spese del

giudizio di cassazione.
Così deciso in Roma, li 17.5.2013
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IL CONSIGLIERE UTENSORE

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Si attesta la registrazione presso

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diritto – omettendo, in sostanza, di formulare il quesito “di

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