Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2843 del 05/02/2021

Cassazione civile sez. III, 05/02/2021, (ud. 12/10/2020, dep. 05/02/2021), n.2843

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 30528-2019 proposto da:

K.Y., rappresentato e difeso dall’avv. ANDREA MAESTRI, del

Foro di Ravenna ed elettivamente domiciliato presso lo studio di

questi in via Meucci 7/d Ravenna;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS);

– resistente –

avverso la sentenza n. 1164/2019 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 08/04/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/10/2020 dal Consigliere Dott. LINA RUBINO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

K.Y., cittadino del (OMISSIS), patrocinato dall’avv. Andrea Maestri, propone ricorso nei confronti del Ministero dell’Interno, notificato il 2.10.2019, avverso la sentenza n. 1164 del 2019 della Corte d’Appello di Bologna, pubblicata in data 8.4.2019, con la quale la corte d’appello ha rigettato le domande di riconoscimento della protezione internazionale proposte dal ricorrente.

Il Ministero ha depositato tardivamente una comunicazione con la quale si dichiara disponibile alla partecipazione alla discussione orale.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in adunanza camerale non partecipata.

Il ricorrente ripercorre nel ricorso la propria vicenda personale: nato in (OMISSIS), viveva con i genitori e quattro fratelli minori, rimaneva orfano a sedici anni e manteneva i fratelli con un piccolo commercio al mercato. Veniva coinvolto in una discussione, degenerata in rissa, con un connazionale che vantava pretese sulla sua piazzola di sosta al mercato, rimaneva ferito ma riusciva a sottrarsi all’arresto da parte della polizia, intervenuta a sedare la rissa. Su consiglio degli anziani del suo villaggio, decideva di partire per sottrarsi al probabile arresto e alla detenzione in condizioni inumane nelle carceri del (OMISSIS).

Diritto

RITENUTO

che:

Con l’unico motivo di ricorso, il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 10 Cost., del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 e art. 19. Critica il provvedimento impugnato là dove ha ritenuto di non concedere la protezione umanitaria richiesta.

Denuncia una radicale contradditorietà della motivazione, che in primo luogo contiene l’affermazione che la sentenza di primo grado non è stata censurata laddove esclude la vulnerabilità del ricorrente, e poi afferma che in sede di impugnazione la richiesta di protezione umanitaria viene fondata anche sulla integrazione sociale e lavorativa, suffragata da produzione documentale. Sostiene di aver censurato con un apposito motivo di appello, che non riproduce, il rigetto della domanda di protezione umanitaria. Non contesta di aver documentato solo in appello la propria integrazione lavorativa. Censura inoltre la valutazione in relazione al rigetto della domanda di protezione umanitaria sostenendo che essa fosse troppo superficiale, e che il suo rigetto si sia appiattito sul rigetto delle due protezioni maggiori mentre avrebbe dovuto essere effettuata una valutazione autonoma, facendo uso anche di poteri officiosi. E infine critica la sentenza impugnata perchè avrebbe fondato il rigetto della domanda sulla non credibilità del ricorrente, che sarebbe stata mal valutata.

Il ricorso è inammissibile.

Esso non richiama affatto il contenuto del provvedimento impugnato, altro che per lamentarne l’esito non positivo e non si confronta adeguatamente con esso.

Nel ricorso sostiene di aver sviluppato un motivo di appello in cui criticava il rigetto della domanda sulla protezione umanitaria, ma non lo riproduce, in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6 e quindi non dà conto neppure della censura proposta, impedendo di verificare se la risposta della corte d’appello sia stata pertinente o se meriti le censure mossele.

Deduce di aver argomentato solo in appello sulla sua raggiunta integrazione in Italia, giustificando l’articolazione siffatta delle sue difese sul sopravvenire dell’orientamento giurisprudenziale che dà peso alla integrazione (richiama Cass. n. 4455 del 2018) ma da un lato la giustificazione è inconsistente, perchè la pienezza delle argomentazioni difensive deve essere dispiegata a prescindere dal mutare degli orientamenti giurisprudenziali. Inoltre, l’affermazione è disancorata, per la genericità del motivo, dall’effettivo contenuto della pronuncia impugnata e contrastante con l’effettivo evolversi della giurisprudenza di legittimità, che inizialmente ha attribuito peso determinante, ai fini del riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria, al percorso di integrazione, per poi mitigare questa affermazione precludendo la possibilità di riconoscere valore esclusivo alla integrazione e richiedendo che la valutazione di vulnerabilità si fondasse sull’esito del giudizio di comparazione tra il percorso di integrazione nel paese di arrivo e la situazione del paese di origine.

Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

Nulla sulle spese, in difetto di attività difensiva da parte dell’intimato.

Il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013, e il ricorrente risulta soccombente, pertanto egli è gravato dall’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater e comma 1 bis, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte di cassazione, il 12 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 5 febbraio 2021

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