Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28427 del 19/12/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 28427 Anno 2013
Presidente: LAMORGESE ANTONIO
Relatore: BRONZINI GIUSEPPE

SENTENZA
sul ricorso 2739-2012 proposto da:
COPPOLINO FORTUNATO CPPFTN41P29A638Y, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA LUNIGIANA 6, presso lo 5tuelìo

deIliavvocatQ GRRnnFrrn D’ACOSTINO, rapprogentdLu e
difeso dagli avvocati INTILISANO PAOLO, INTILISANO
PIETRO, giusta delega in atti;
– ricorrente –

2013
2663

contro
– I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA
SOCIALE C.F. 80078750587, in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato

Data pubblicazione: 19/12/2013

in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso l’Avvocatura
Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli
avvocati MAURO RICCI, CAPANNOLO EMANUELA, PULLI
CLEMENTINA, giusta delega in atti;

controricorrente

di MESSINA, depositata il 01/06/2011 R.G.N. 785/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 24/09/2013 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE
BRONZINI;
udito l’Avvocato CAPANNOLO EMANUELA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. GIANFRANCO SERVELLO che ha concluso per
il rigetto del ricorso.

avverso la sentenza n. 364/2011 della CORTE D’APPELLO

Udienza 24.9.2013, causa n. 18

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Coppolino Fortunato chiedeva al Giudice del lavoro di Messina il riconoscimento del diritto a
percepire la pensione di inabilità ordinaria revocata il 1.6.1983; il Pretore del lavoro rigettava
la domanda con sentenza n.1582/87; la Corte di appello di Messina rigettava l’appello del
Coppolino. La Corte di cassazione con sentenza n. 3568/1982 annullava la sentenza in quanto
questa si basava su di una ctu che non aveva considerato le condizioni di salute del Coppolino
al momento della revoca. Nuovamente la Corte di appello rigettava l’appello e nuovamente la
Corte di cassazione con sentenza n. 948/2006 annullava la sentenza di appello. La Corte di
cassazione rilevava che occorreva raffrontare le patologie riconosciute al momento della
concessione della pensione con quelli esistenti al momento della revoca, accertando se fosse
intervenuto un miglioramento con un riacquisto delle capacità di guadagno.
La Corte di appello di Messina, dopo aver disposto nuova consulenza tecnica, con sentenza del
17.5.2011 rigettava nuovamente l’appello. La Corte territoriale osservava che, alla luce della
consulenza effettuata, le malattie di cui soffriva il Coppolino non erano migliorate al momento
della revoca, ma semmai peggiorate e tuttavia lo stesso aveva, prima della revoca,
abbandonato l’attività di muratore precedentemente svolta per quella di bidello; in relazione
alla nuova attività si doveva escludere una riduzione della capacità di lavoro e guadagno a
meno della metà. La prova testimoniale richiesta doveva considerarsi tardiva.
Per la cassazione di tale decisione propone ricorso il Coppolino con un motivo; resiste l’INPS
con controricorso.
MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il motivo proposto si allega la violazione e falsa applicazione del principio di diritto dettato
dalla Corte di cassazione ; violazione 384 c.p.c. La consulenza espletata aveva dimostrato che
non si era verificato alcun miglioramento nelle malattie sofferte dal ricorrente, anzi semmai un
peggioramento delle stesse; invece si era proceduto ad una nuova valutazione delle stesse
preclusa al Giudice del rinvio ex art. 384 c.p.c.

R.G. n. 2739/2012

Il motivo è infondato. La seconda sentenza della Suprema Corte cui il Giudice del rinvio doveva
attenersi aveva demandato al Giudice del rinvio ( pag. 4 sentenza n. 948/2006) di “operare il
raffronto tra le patologie riconosciute al momento della concessione della pensione e quelle
esistenti al momento della revoca accertando se vi sia stato un effettivo miglioramento ed un
riacquisto della capacità di guadagno.., al di sopra della metà”. A tale

decisum

si è

strettamente attenuta la Corte di appello che ha accertato, sulla base di una nuova consulenza
tecnica, che al momento della revoca non vi era stato in miglioramento delle malattie in
precedenza riconosciute, ma che effettivamente- tenuto conto della nuova attività svolta dal
mossi, quindi, all’interno dell’indagine demandata dalla Corte di legittimità nella più fedele
osservanza del principio di diritto fissato da quest’ultima e quindi non vi è stata alcuna
violazione dell’art. 384 c.p.c. Non risponde, peraltro, al vero che la Corte territoriale abbia
compiuto una nuova valutazione delle malattie preclusa dal

decisum

della Corte di cassazione

che, invece, aveva specificamente richiesto l’accertamento di un eventuale riacquisto della
capacità di guadagno oltre la metà. La Corte territoriale non ha operato una nuova valutazione
delle malattie e della loro incidenza invalidante, ma ha accertato che vi era stato

un

riacquisto

della capacità di guadagno.
Si deve quindi rigettare il proposto ricorso. Stante la natura della controversia e l’epoca di
presentazione del ricorso introduttivo nulla sulle spese.

P.Q.M.

La Corte:
rigetta il ricorso. Nulla spese.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 24.9.2013

ricorrente — vi era stato un riacquisto della capacità di guadagno al di sopra della metà. Ci si è

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