Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28409 del 19/12/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 28409 Anno 2013
Presidente: MERONE ANTONIO
Relatore: CHINDEMI DOMENICO

SENTENZA

sul ricorso 27659-2009 proposto da:
ALIVENTI LUCIANO, TOMASETTI MARIO, SOCIETA’ PITTURE
TOP ALIVENTI L. & TOMASETTI M. SNC nq di legali
rappresentanti della Soc.tà PITTURE TOP,
elettivamente domiciliati in ROMA VIALE MEDAGLIE
D’ORO 176, presso lo studio dell’avvocato SANTONI
PATRIZIA, rappresentati e difesi dall’avvocato
MINUCCI MAURIZIO giusta delega a margine;
– ricorrenti contro

AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI FANO in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in

Data pubblicazione: 19/12/2013

ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA
GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende
ope legis;
– controrícorrente nonché contro

– intimato –

avverso la sentenza n. 134/2008 della COMM.TRIB.REG.
di ANCONA, depositata il 31/10/2008;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 20/11/2013 dal Consigliere Dott. DOMENICO
CHINDEMI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. PAOLA MASTROBERARDINO che ha concluso
per il rigetto del ricorso.

AGENZIA DELLE ENTRATE;

R.G. 27659/2009
Fatto
La Commissione tributaria regionale delle Marche, con sentenza n. 134/02/08, depositata il
31.10.2008, confermava la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Pesaro n.
56/03/2007, che dichiarava il difetto di giurisdizione anche a seguito della sentenza della Corte
Costituzionale n. 130/2008, con riferimento al ricorso proposto dalla società Pitture Top di
Aliventi L. 6 Tomasetti M. s.n.c. avverso l’ avviso di irrogazioni sanzioni, relativo all’anno 2004,

lavoratrice subordinata non iscritta nei libri obbligatori.
Proponeva ricorso per cassazione il contribuente, nella duplice qualità, deducendo, quale unico
motivo di gravame, l’erronea applicazione dell’art. due, comma uno d.lgs 546/ 1992, con
riferimento all’art. tre, commi tre e cinque, D.L. n. 1272002 convertito in 1. n. 7372002 nella
formulazione applicabile ratione temporis, in relazione all’art. 360, n. uno c.p.c. rilevando, a seguito
della sentenza della Corte Cost. n. 130/2008, la giurisdizione del giudice tributario in quanto
l’erogazione della sanzione contestata era venuta da parte di un ufficio finanziario, elemento di per
sé solo sufficiente realizzare la giurisdizione in capo al giudice tributario
L’Agenzia delle Entrate si è costituita con controricorso
Il ricorso è stato discusso alla pubblica udienza del 20.11.2013, in cui il PG ha concluso come in
epigrafe.
Motivi della decisione
Il motivo è infondato.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 130 del 2008, con cui è stata dichiarata la
illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2 (come sostituito dalla L. n. 448 del
2001, art. 12, comma 2) nella parte in cui attribuisce alla giurisdizione tributaria le controversie
relative a tutte le sanzioni irrogate dagli Uffici finanziari, anche quando conseguano a violazione di
disposizioni non aventi natura fiscale(quali quelle in esame), la presente controversia appartiene alla
giurisdizione del giudice ordinario (Cass. S.U. 15846/2008).
Nel caso di specie, peraltro, la pronuncia del giudice delle legge incide su una situazione che è
stata rilevata in primo grado e riproposta in appello dagli odierni ricorrenti, trovando applicazione
l’art. 37 cod. proc. civ., secondo cui il difetto di giurisdizione “è rilevato, anche d’ufficio, in
qualunque stato e grado del processo”.
3. In conclusione, il ricorso va rigettato.
La peculiarità della fattispecie costituisce giusto motivo per la compensazione delle spese del
giudizio di legittimità.
1

ai sensi dell’art. 3 1. 73/2002, a seguito di ispezione Inps in data 23.9.2004 per l’impiego di una

PQM
Rigetta il ricorso.
Dichiara compensate le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 20.11.2013

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