Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28408 del 22/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 22/12/2011, (ud. 11/11/2011, dep. 22/12/2011), n.28408

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – rel. Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. IANNIELLO Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 24649-2010 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (OMISSIS) in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore nonchè

mandatario della SCCI, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA

FREZZA 17, presso l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato

e difeso dagli avvocati MARITATO LELIO, CALIULO LUIGI, SGROI

ANTONINO, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA POLIS SPA, F.F.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 4802/2009 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del

22.9.09, depositata il 13/10/2 009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’11/11/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA LA TERZA;

udito per il ricorrente l’Avvocato Carla D’Aloisio (per delega avv.

Antonino Sgroi) che si riporta agli scritti.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. IGNAZIO

PATRONE che nulla osserva rispetto alla relazione scritta.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Napoli, confermando la statuizione di primo grado, dichiarava illegittima la cartella esattoriale notificata a F. F. per contributi previdenziali riferiti a vari anni, affermando che l’opposizione proposta dal F. era tempestiva, che l’Istituto non aveva dato la prova dell’asserito credito e che si era in parte maturata la prescrizione.

Avverso detta sentenza l’Inps ricorre con un motivo.

Le altre parti sono rimaste intimate.

L’Inps si duole che non sia stata dichiarata tardiva e quindi inammissibile l’opposizione proposta con ricorso depositato il 4 luglio 2001 avverso la cartella notificata il 15 maggio 2001.

Letta la relazione resa ex art. 380 bis cod. proc. civ. di manifesta infondatezza del ricorso;

Ritenuto che i rilievi di cui alla relazione non sono condivisibili, perchè il ricorso è manifestamente fondato, essendo tardiva l’opposizione;

Recita infatti il D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 5 “5. Contro l’iscrizione a ruolo il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro il termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Il ricorso va notificato all’ente impositore ed al concessionario”.

La opposizione fu proposta il 4 luglio 2001 e quindi dopo il quarantesimo giorno dalla notifica della cartella effettuata il 15 maggio precedente, onde deve considerarsi tardiva.

Il ricorso va quindi accolto e la sentenza impugnata va cassata.

Non essendovi necessità di ulteriori accertamenti, la causa va decisa nel merito con il rigetto dell’opposizione.

Le spese dell’intero giudizio seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione proposta avverso la cartella di pagamento.

Condanna il F. al pagamento delle spese liquidate, quanto al primo grado, in Euro milleduecentotrenta (quattrocento per diritti e ottocento per onorari), per il secondo grado in Euro millequattrocentotrenta (quattrocento per diritti e mille per onorari) e quanto al presente giudizio in Euro trenta per esborsi e millecinquecento per onorari, oltre accessori di legge per ciascuna liquidazione.

Così deciso in Roma, il 11 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 22 dicembre 2011

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