Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28398 del 22/12/2011

Cassazione civile sez. II, 22/12/2011, (ud. 28/11/2011, dep. 22/12/2011), n.28398

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ODDO Massimo – Presidente –

Dott. BUCCIANTE Ettore – Consigliere –

Dott. PROTO Cesare Antonio – Consigliere –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso (iscritto al N.R.G. 14744/06) proposto da:

C.V. (C.F.: (OMISSIS)), rappresentata e

difesa, in virtù di procura speciale in calce al ricorso, dall’Avv.

Pegorari Filippo ed elettivamente domiciliata presso il suo studio,

in Roma, alla via Lorenzo il Magnifico, n. 42;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ROMA, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e

difeso, in virtù di procura generale alle liti per atto notar Mazza

rep. n. 52475 del 5 dicembre 2005, dall’Avv. Ceccarini Bruno ed

selettivamente domiciliato presso gli uffici dell’Avvocatura comunale

di Roma in via del Tempio di Giove, n. 21;

– controricorrente –

Avverso la sentenza del Giudice di pace di Roma n. 6895/2006,

depositata l’8 febbraio 2006;

Udita la relazione della causa svolta nell’udienza pubblica del 28

novembre 2011 dal Consigliere relatore Dott. Aldo Carrato;

udito l’Avv. Filippo Pegorari per la ricorrente;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. SGROI Carmelo che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. Con ricorso del 14 aprile 2005 depositato presso la cancelleria del Giudice di pace di Roma, la signora C.V. proponeva opposizione avverso la cartella esattoriale n. (OMISSIS), la cui causale era riferita ad infrazioni al C.d.S., inviatale dalla s.p.a. Monte dei Paschi di Siena, nella qualità di istituto bancario concessionario del servizio nazionale di riscossione per la Provincia di Roma. A fondamento della proposta domanda la ricorrente deduceva la nullità della notificazione dei verbali di accertamento presupposti (allegati in copia alla cartella impugnata) perchè eseguita in violazione dell’art. 139 c.p.c., comma 2, ovvero mediante consegna al portiere dello stabile senza che l’agente notificatore avesse preventivamente eseguito e dato atto di aver inutilmente ricercato di soggetti indicati nella citata disposizione normativa. Nella costituzione dell’opposto Comune di Roma, il giudice di pace adito, con sentenza n. 6895 del 2006 (depositata l’8 febbraio 2006), rigettava il ricorso e condannava la ricorrente alla rifusione delle spese processuali. A sostegno dell’adottata decisione, il suddetto giudice di pace rilevava l’infondatezza della formulata opposizione sulla scorta della legittimità della notificazione dei verbali di accertamento presupposti in virtù del principio della cognizione legale basato sulla presunzione in forza della quale chi si trova in determinati rapporti con il destinatario da affidamento di portare l’atto a sua conoscenza salvo prova contraria, in concreto, della insussistenza di detta fiducia, evenienza, questa, che non si era verificata nel caso in questione (in proposito nella sentenza impugnata risultano richiamate Cass. n. 5452 del 1998 e Cass. n. 7827 del 2005).

Nei confronti della suddetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione la C.V. basato su un unico complesso motivo, al quale ha resistito con controricorso l’intimato Comune di Roma.

Il collegio ha deliberato l’adozione della motivazione della sentenza in forma semplificata.

2. Con l’unico motivo proposto la ricorrente ha dedotto la violazione e falsa applicazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, dell’art. 139 c.p.c., commi 2, 3 e 4, e della L. n. 890 del 1982, art. 7 nonchè il vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto essenziale e decisivo del giudizio, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, sul presupposto della erroneità della sentenza impugnata che aveva ritenuto la validità della notificazione eseguita a mani del portiere malgrado l’attività notificatoria non fosse stata preceduta dall’accertamento dell’assenza dei soggetti indicati nell’art. 139 c.p.c., comma 2 circostanza di cui l’agente notificatore aveva dato atto, senza, oltretutto, procedere all’avviso di avvenuta notifica a mani del portiere in favore dell’interessata a mezzo di lettera raccomandata.

2.1. Il motivo è fondato e deve, pertanto, essere accolto.

Nel rigettare la domanda proposta dalla C., il giudice di pace capitolino, sostenendo la mancata violazione dell’art. 139 c.p.c. in ordine alle dedotte censure (avuto riguardo al procedimento notificatorio osservato con riferimento ai verbali di accertamento sulla scorta dei quali era stata impugnata, in funzione recuperatola del diritto di opposizione, la cartella esattoriale), è andato di contrario avviso al più recente e condiviso orientamento della giurisprudenza di questa Corte, recepito (nel risolvere un precedente contrasto) dalle Sezioni unite con sentenza n. 11332 del 2005, alla stregua del quale, in caso di notifica nelle mani del portiere, l’ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell’inutile tentativo di consegna a mani proprie per l’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto, onde, nel riferire al riguardo, sebbene non debba necessariamente fare uso di formule sacramentali, deve, nondimeno, attestare chiaramente l’assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dall’art. 139 c.p.c., comma 2 la successione preferenziale dei quali è tassativamente prevista; da ciò consegue che è da qualificarsi nulla la notificazione nelle mani del portiere quando la relazione dell’ufficiale giudiziario non contenga l’attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nella norma citata (in senso conforme v., altresì, Cass. n. 6101 del 2006 e Cass. n. 24536 del 2009).

In definitiva, per le esposte ragioni, il ricorso deve essere accolto con la conseguente cassazione della sentenza impugnata e il rinvio all’Ufficio del Giudice di pace di Roma, in persona di altro giudicante, che, nel riesaminare il ricorso in opposizione della C., si atterrà al principio di diritto precedentemente enunciato e provvederà anche sulle spese della presente fase.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, al Giudice di pace di Roma, in persona di altro giudicante.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 2^ Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 28 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 22 dicembre 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA