Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28335 del 11/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 11/12/2020, (ud. 22/10/2020, dep. 11/12/2020), n.28335

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 22179-2019 proposto da:

L.S., rappresentata e difesa dall’Avvocato DARIO DE

BLASIIS, presso il cui studio a Roma, via dei Gracchi 209,

elettivamente domicilia per procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

M.M., rappresentato e difeso dall’Avvocato ROCCO

TRUNCELLITO, ed elettivamente domiciliato a Roma, p.zza Sabazio 31,

presso NICOLA NOVIZIO, per procura speciale in calce al

controricorso;

– controricorrente –

avverso la SENTENZA n. 3258/2019 della CORTE D’APPELLO DI ROMA,

depositata il 16/5/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 22/10/2020 dal Consigliere GIUSEPPE DONGIACOMO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

L.S. ha convenuto in giudizio, innanzi al tribunale di Roma, M.M. chiedendo la condanna di quest’ultimo alla restituzione della somma di Euro 51.000,00 che la stessa assumeva avergli corrisposto a titolo di mutuo.

Il convenuto, costituitosi in giudizio, ha resistito alla domanda proposta dall’attrice.

Il tribunale, con sentenza del 26/5/2016, ha respinto la domanda.

L’attrice ha proposto appello avverso la sentenza del tribunale.

Il convenuto ha resistito al gravame.

La corte d’appello, con la sentenza in epigrafe, ha respinto l’appello.

La corte, in particolare, per quanto ancora rileva, ha rigettato il motivo con il quale l’appellante aveva lamentato la mancata ammissione della prova testimoniale che la stessa aveva richiesto sul rilievo che il giudice di primo grado ne aveva ritenuto, a fronte dell’univocità del quadro fattuale posto alla sua attenzione, l’irrilevanza, laddove, al contrario, le istanze istruttorie articolate nella memoria di cui all’art. 183 c.p.c., comma 6, n. 2, erano funzionali all’accertamento del contratto di mutuo per cui la loro mancata ammissione aveva impedito all’attrice di assolvere il proprio onere probatorio.

La corte, sul punto, ha osservato che tale censura, “oltre che in contrasto con l’assunto dell’appellante secondo cui quanto emerso in primo grado confermava integralmente la propria prospettazione dei fatti”, doveva essere disattesa poichè l’appellante, all’udienza di discussione orale di cui all’art. 281 sexies c.p.c., non aveva reiterato la richiesta di prove orali: “dalla lettura del verbale di tale udienza, invero, non risulta che la… L. avesse insistito per l’ammissione delle prove articolate nei propri scritti difensivi”, per cui, ha concluso la corte, “tali richieste istruttorie non possono che ritenersi rinunciate”.

L.S., con ricorso notificato il 15/7/2019, ha chiesto, per due motivi, la cassazione della sentenza, notificata in data 22/5/2019.

M.M. ha resistito con controricorso.

La ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo, la ricorrente, lamentando la violazione e la falsa applicazione degli artt. 189,345,346 e 244 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, ha censurato la sentenza impugnata nella parte in cui la corte d’appello ha ritenuto che la prova testimoniale richiesta in primo grado, non essendo stata riproposta all’udienza di discussione orale di cui all’art. 281 sexies c.p.c., doveva ritenersi abbandonata.

2. La corte, in effetti, ha osservato la ricorrente, così facendo, non ha considerato che, a seguito dell’ordinanza del 10/3/2016 con la quale il tribunale aveva fissato l’udienza di precisazione delle conclusioni ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c., concedendo alle parti un termine per il deposito di note esplicative fino a quindici giorni prima dell’udienza, l’attrice, in data 10/5/2016, l’attrice aveva depositato, nel rispetto del termine concesso, “note esplicative” nella cui conclusioni aveva chiesto la revoca della predetta ordinanza e la fissazione di una nuova udienza per l’espletamento della prova testimoniale la quale, pertanto, deve ritenersi esplicitamente reiterata.

3. All’udienza del 26/5/2016, ha aggiunto la ricorrente, l’attrice ha verbalmente reiterato la revoca dell’ordinanza istruttoria del 10/3/2016 insistendo per l’ammissione della prova orale, come, del resto, attesta lo stesso tribunale lì dove, nella sentenza, a p. 2, rigo 8, prende in esame le istanze istruttorie proposte dall’attrice pur ritenendole irrilevanti.

4. Se, dunque, l’attrice non avesse verbalmente insistito, all’udienza di discussione del 26/5/2016, per l’ammissione della prova testimoniale, il tribunale difficilmente sarebbe entrato nel merito della loro rilevanza dichiarandole, piuttosto, inammissibili per le stesse ragioni evidenziate dalla corte d’appello nella sentenza impugnata.

5. Del resto, ha aggiunto la ricorrente, l’omessa riproduzione in sede di precisazione delle conclusioni delle istanze istruttorie non ammesse o sulle quali il giudice non si è pronunciato opera come una mera presunzione di abbandono che può essere superata sulla base di una valutazione complessiva della condotta processuale e della presenza di elementi sintomatici di una contraria volontà della parte.

6. La corte d’appello, al contrario, pur non avendo validi elementi per poter presumere la volontà della L. di abbandonare la prova non ammessa, l’ha ritenuta abbandonata surrogandosi alla decisione del tribunale che l’aveva, invece, valutata pur senza ammetterla.

7. Con il secondo motivo, la ricorrente, lamentando la violazione e la falsa applicazione degli artt. 189,112,113 e 116 c.p.c., e la nullità della sentenza, in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, ha censurato la sentenza impugnata nella parte in cui la corte d’appello ha ritenuto che l’attrice, nella discussione della causa, non aveva precisato le conclusioni riportandosi a quelle formulate nelle note esplicative depositate in precedenza.

8. In effetti, ha osservato la ricorrente, risulta dagli atti che l’attrice, nel rispetto del termine concesso, aveva depositato “note esplicative” nelle quali aveva chiesto la revoca dell’ordinanza del 10/3/2016 sul rilievo che la stessa, rinviando la causa per la precisazione delle conclusioni, non le aveva consentito di esercitare il diritto alla prova in ordine ai fatti allegati e, quindi, di assolvere all’onere probatoria cui è onerata in merito alla domanda proposta in giudizio.

9. In tali note, in particolare, l’attrice aveva proseguito osservando come, al fine di provare l’esistenza di un contratto di mutuo stipulato oralmente con il convenuto, la stessa aveva richiesto, nella memoria istruttoria di cui all’art. 183 c.p.c., comma 6, n. 2, l’ammissione di prova per testi articolando idonei capitoli volti a provare la circostanza di fatto allegata.

10. L’attrice, quindi, aveva insistito per la revoca dell’ordinanza del 10/3/2016 e la fissazione di una nuova udienza per l’espletamento della prova testimoniale richiesta dalla parte attrice.

11. E’, dunque, presumibile, ha concluso la ricorrente, che la L., nella discussione della causa tenutasi all’udienza del 26/5/2016, abbia necessariamente precisato le conclusioni riportandosi alle note esplicative depositate in atti ed insistendo nell’ammissione della prova testimoniale.

12. La Corte ritiene che il ricorso non presenti l’evidenza decisoria che ne giustifica la decisione in camera di consiglio ai sensi degli artt. 380 bis e 375 c.p.c., nn. 1 e 5.

13. E’ necessario, peraltro, l’acquisizione dei fascicoli d’ufficio: tanto del primo, quanto del secondo grado di giudizio.

PQM

La Corte così provvede: rimette la causa alla pubblica udienza innanzi alla Seconda Sezione Civile e manda alla Cancelleria l’acquisizione dei fascicoli d’ufficio del primo e del secondo grado di giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione Civile – 2, il 22 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 11 dicembre 2020

 

 

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