Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28319 del 18/12/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 28319 Anno 2013
Presidente: LAMORGESE ANTONIO
Relatore: NAPOLETANO GIUSEPPE

SENTENZA
sul ricorso 4554-2009 proposto da:
POSTE ITALIANE S.P.A. 97103880585, in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIALE EUROPA 190, presso L’ AREA
LEGALE TERRITORIALE CENTRO DI POSTE ITALIANE,
rappresentata e difesa dall’avvocato URSINO ANNA
2013

MARIA, giusta delega in atti;
– ricorrente –

3267

contro
GALLINARO MARCO;
– intimati –

Data pubblicazione: 18/12/2013

avverso la sentenza n. 665/2007 della CORTE D’APPELLO
di VENEZIA, depositata il 13/02/2008 r.g.n. 556/2005;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 19/11/2013 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE
NAPOLETANO;

MARIA URSINO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. CARMELO CELENTANO, che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso.

udito l’Avvocato CLAVELLI ROSSANA per delega ANNA

/.”
/AP’
5111i 134

RG 4554-09

Con la sentenza di cui si chiede la cassazione la Corte di appello
di Venezia, confermando la sentenza del Tribunale di Treviso, rigetta
la domanda della società Poste Italiane diretta ad ottenere la
declaratoria di legittimità delle sanzione disciplinare inflitta al
dipendente indicato in epigrafe svolgente mansioni di portalettere

areole, in base al quale il singolo operatore è tenuto alla consegna
non solo della corrispondenza della zona di sua competenza, ma anche,
in quota, della corrispondenza di altra zona compresa nel medesimo
raggruppamento di zone (areola),in caso di assenza dell’operatore
assegnato a quella zona.

A base del

decisum

la Corte del merito pone il rilievo fondante

secondo il quale pur dovendosi ritenere in astratto legittima la
richiesta di copertura di areola perché prevista contrattualmente,
tuttavia per evitare di passare da una obbligazioni di mezzi ad una
obbligazione di risultati occorre che parte datoriale dimostri che
nell’arco delle 36 ore settimanali specifiche il portalettere
incaricato di coprire parte di una areola ha avuto un carico di posta
da consegnare nella sua zona inferiore rispetto alle consegne
ordinarie per le quali è richiesto l’intero monte ore settimanali per
potere pretendere che sempre nelle medesime ore consegni anche tutta
la posta della zona in più , oppure che consenta, come non avvenuto
in questo caso, lavoro straordinario. Onere del lavoratore, precisa
la predetta Corte, sarà solo quello di dimostrare di aver svolto
l’ordinario orario di lavoro perché il mancato raggiungimento

1

per inosservanza del sistema di consegna della corrispondenza c.d. ad

y

ell’obiettivo tavolo vuoto non può essere una contestazione nei suoi
confronti una volta adempiuta integralmente e correttamente la
propria obbligazione lavorativa nei termini richiesti dalla parte
datoriale.
,

cassazione sulla base di tre censure.

Parte intimata non svolge attività difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con la prima censura, rubricata sotto il duplice profilo della
violazione e falsa applicazione rispettivamente degli artt.
2086,2094,2104 cc, 41 Cost. e 1362,1363 cc in relazione agli artt.
28, 30 CCNL dell’il gennaio 2001, la società ricorrente chiede di
“affermare che costituisce rifiuto disciplinarmente rilevante
l’omessa consegna della corrispondenza affidata comprensiva di quella
relativa alla zona di abbinamento, sull’assunto che il recapito di
tale corrispondenza determinerebbe il superamento delle 6 ore
giornaliere, con conseguente ingiustificata pretesa alla
corresponsione dello straordinario in caso di superamento delle 6 ore
giornaliere”.

Con il secondo motivo la società Poste italiane, denunciando
violazione e falsa applicazione degli artt. 115 cpc e 2697 cc, chiede
affermarsi che” spetta al lavoratore che deduca il superamento delle
36 ore settimanali per paralizzare la pretesa datoriale di consegna

2

Avverso questa sentenza la società Poste italiane ricorre in

tutta la corrispondenza, provare tale fatto legittimante la
percezione di lavoro straordinario per lo smaltimento di siffatta
corrispondenza”.

Con la terza censura la società ricorrente, allegando violazione e

51 e 54 =l dell’il gennaio 20001, chiede affermarsi che “viola i
doveri imposti dagli artt. 2104 e 2105 il portalettere che non
provveda ad effettuare entro l’orario giornaliero di lavoro, pari a 6
ore, tutta la prestazione richiesta, comprensiva della prestazione
d’areola, remunerata con il c.d. compenso d’areola corrisposto anche
nel caso di cui la prestazione sia inferiore a 6 ore giornaliere”.

Il ricorso va dichiarato inammissibile, in via preliminare, dovendosi
osservare che il depositato avviso di ricevimento del piego
raccomandato contenente la copia del ricorso spedita per la
notificazione a mezzo del servizio postale, ai sensi dell’art. 149
c.p.c. / non risulta ricevuto dal destinatario non essendo detto avviso
firmato dal ricevente.

In assenza di attività difensiva da parte dell’intimato, il ricorso
per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la
concessione, neppure richiesta, di un termine per la rinnovazione
della notificazione ai sensi dell’art. 291 cpc.
Non occorre provvedere sulle spese del giudizio non essendovi state
difese dello,parttintimate„.,
P.Q.M.

3

falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 cc in relazione agli artt.

,La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 19 novembre 2013.

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