Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28255 del 11/12/2020

Cassazione civile sez. trib., 11/12/2020, (ud. 16/09/2020, dep. 11/12/2020), n.28255

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. STALLA Giacomo Maria – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – rel. Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. CIRESE Marina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2008-2018 proposto da:

COMUNE DI ARCORE, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA VIA SESTIO CALVINO 33, presso lo studio

dell’avvocato LUCIANA CANNAS, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato SERGIO ALVARO TROVATO;

– ricorrente –

contro

RIALTO SRL;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2385/2017 della COMM.TRIB.REG. di MILANO,

depositata il 30/05/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/09/2020 dal Consigliere Dott. ANNA MARIA FASANO.

 

Fatto

RITENUTO

CHE:

Comune di Arcore (MB) propone ricorso per la cassazione della sentenza n. 2385/2017 della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che aveva rigettato l’appello dallo stesso proposto avverso la sentenza n. 440)2016 della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, in controversia riguardante l’impugnazione dell’avviso di accertamento n. 91/2014 per TARSU/TIA anno 2008 e 2009, notificato il 18.12.2014 a Rialto S.r.l., con il quale si chiedeva il pagamento dell’importo di Euro 11.290,00. Rialto s.r.l. aveva condotto in locazione dal 20 agosto 2003 al 4 dicembre 2009 un capannone industriale come magazzino ad uso commerciale, per il quale aveva omesso la denuncia TARSU.

La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva parzialmente il ricorso proposto dalla contribuente, limitatamente all’anno di imposta 2008, confermando per il resto l’atto impositivo, in ragione della intervenuta decadenza del Comune di Arcore, per quella annualità, dalla potestà impositiva al 31 dicembre 2013, atteso che l’avviso era stato notificato in data 18.12.2014. La sentenza veniva confermata dai giudici di appello, che richiamavano l’orientamento della Suprema Corte sulla questione della determinazione del termine iniziale per la dichiarazione da parte del contribuente, da cui computare il termine di decadenza del Comune per la notifica. La società Rialto s.r.l. non ha svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1.Con l’unico motivo di ricorso, Comune di Arcore (MB) denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 70 e 71 e della L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 161, (finanziaria 2007) con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la Commissione Tributaria Regionale di Milano ritenuto erroneamente decaduto il Comune dal potere impositivo relativamente all’anno 2008, avendo notificato l’avviso di accertamento per la predetta annualità il 18.12.2014. Il ricorrente rileva che l’atto impugnato sarebbe stato legittimamente notificato il 18.12.2014, decorrendo il termine quinquennale dall’anno 2009, poichè la società contribuente ex lege avrebbe dovuto presentare la dichiarazione TARSU entro il 20 gennaio 2009.

2. Il motivo è infondato per i principi d i seguito enunciati.

Si rileva dalla motivazione de la sentenza impugnata che il Comune di Arcore ha notificato a Rialto S.r.l. l’avviso di accertamento n. 91/2014 in data 18.12.2014, in ragione della omessa denuncia della tassa smaltimento rifiuti solidi urbani per l’anno 2008 (e per il 2009,, che non è oggetto di contestazione nel presente giudizio), con riferimento ad un capannone industriale condotto in locazione fin dal 20 agosto 2003. Quest’ultima circostanza è stata precisata in ricorso dall’ente ricorrente.

In tema di Tarsu, ai sensi del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 70 i soggetti di cui all’art. 63 del citato D.Lgs. presentano al Comune, entro il 20 gennaio successivo all’inizio dell’occupazione e detenzione, denuncia unica dei locali e della aree tassabili siti nel territorio comunale.

Ai sensi della L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 161, gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonchè all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato.

Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Questa Corte ha chiarito che: “In tema di Tarsu il termine di decadenza quinquennale L. n. 296 del 2006, ex art. 1, comma 161, si applica solo ove Comune abbia provveduto all’emissione di un avviso di accertamento, essendo stata omessa dal contribuente la denuncia prescritta D.Lgs. n. 507 del 1993, ex art. 70 oppure risultando tale denuncia infedele o incompleta, mentre opera il termine di decadenza triennale qualora l’ente non abbia provveduto ad alcuna rettifica dei dati dichiarati dal contribuente” procedendo direttamente alla liquidazione dell’imposta ed alla notifica della cartella esattoriale” (Cass. n. 24187 del 2016).

Secondo l’indirizzo che si condivide, la disposizione di cui al D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 70 va interpretata differenziando il caso in cui la detenzione o occupazione dei locali sia in corso fin dall’inizio, dal caso in cui tale situazione si sia verificata in epoca successiva (Cass. n. 3058 del 2019). Nel primo caso, in cui la dichiarazione va evidentemente effettuata entro il 20 gennaio dell’anno appena iniziato, il termine di decadenza quinquennale di cui alla L. n. 296 del 2006, art., 1, comma 161 decorre dal medesimo anno, mentre solo nel secondo caso esso decorre dal 20 gennaio dell’anno successivo: va escluso, dunque, stante la chiarezza testuale del dato normativo, che il termine del 20 gennaio sia sempre riferito all’anno successivo a quello in cui la denuncia o il versamento dell’imposta dovevano essere effettuati (Cass. n. 12795 del 2016; Cass. n. 22224 del 2016).

Nella fattispecie (come detto caratterizzata da occupazione pregressa perchè derivante da locazione risalente al 2003, come accertato in fatto dal giudice di merito e riconosciuto anche nel ricorso per cassazione) l’avviso di accertamento, è relativo all’anno 2008, ed è stato notificato per omessa denuncia TAR-SU D.Lgs. n. 507 del 1993, ex art. 70; ne consegue che il termine di decadenza della L. n. 296 del 2006, ex art. 1, comma 161, decorre dal 2008, ossia dal medesimo anno in cui la dichiarazione doveva essere effettuata.

Da siffatti rilievi si evince che l’atto impositivo, notificato il 18.12.2014, non è stato correttamente emesso, essendo decorso il termine decadenziale ex art. 1, comma 161, cit..

3. In definitiva, il ricorso va rigettato. Nulla per le spese in mancanza di attività difensiva cella parte intimata.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1, quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello pagato per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 16 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 11 dicembre 2020

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA