Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2825 del 06/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 1 Num. 2825 Anno 2018
Presidente: DIDONE ANTONIO
Relatore: CAMPESE EDUARDO

ORDINANZA
sul ricorso n.r.g. 26690/2012 proposto da:
SECONDA UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, cod. fisc. 02044190615,
in persona del suo legale rappresentante pro tempore, rappresentata e
difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici domicilia in
Roma, alla via dei Portoghesi n. 12.
– ricorrente contro

FIREMA TRASPORTI s.p.a., in amministrazione straordinaria, p. iva
02423120613, in persona del Commissario Straordinario Prof. Avv. Ernesto
Stajano, rappresentata e difesa, giusta procura speciale apposta a margine
del controricorso, dall’Avvocato Bartolomeo Della Morte, unitamente al
quale elettivamente domicilia in Roma, alla via L. Mantegazza n. 24 (presso
Gardin).

1

Data pubblicazione: 06/02/2018

- controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE
depositato il 12/10/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
24/10/2017 dal Consigliere dott. Eduardo Campese;

De Renzis, che ha chiesto accogliersi il ricorso con le conseguenze di legge;
il Collegio autorizza la redazione del provvedimento in forma semplificata,
giusta il decreto 14 settembre 2016, n. 136/2016 del Primo Presidente.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. Rilevato che:
1.1. la Seconda Università degli Studi di Napoli propone ricorso per
Cassazione, sulla base di un articolato motivo, avverso il decreto del 3-12
ottobre 2012, pronunciato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere,
reiettivo della sua opposizione allo stato passivo della Firema Trasporti
s.p.a. in amministrazione straordinaria. Il tribunale ha ritenuto che l’istante
abbia omesso di fornire la prova della natura concorsuale del maggior
credito (rispetto a quello di C 3.000,00 riconosciutole dal giudice delegato)
del quale aveva domandato l’ammissione, e nello specifico, che non abbia
dimostrato l’anteriorità di due contratti, aventi ad oggetto l’esecuzione di
attività di ricerca e sviluppo, rispetto alla dichiarazione giudiziale dello stato
d’insolvenza della Firema Trasporti s.p.a.;
1.2.

l’amministrazione

straordinaria

controricorrente

ha

pregiudizialmente eccepito l’inammissibilità dell’avverso ricorso «per essere
stato proposto dalla menzionata Università omettendo di indicare il soggetto
suo legale rappresentante, nonché di indicare il provvedimento, reso dal
medesimo, che dispone la proposizione del suindicato ricorso con
affidamento del relativo patrocinio all’Avvocatura Generale dello Stato», in
ogni caso concludendo per il rigetto della spiegata impugnazione;
1.3. sono state depositate le memorie ex art. 380-bis.1 cod. proc. civ.;
2

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale, dott.ssa Luisa

1.4. con l’unico, articolato motivo di ricorso, vengono dedotti la
violazione di legge (artt. 2704 cod. civ., 95 e ss. I.fall.) ed il difetto di
motivazione, assumendo la ricorrente di aver allegato all’istanza di
insinuazione tutta la documentazione, indicandola in ricorso, relativa alla
prova dei crediti vantati nei confronti della Firema Trasporti s.p.a., e di
aver, dunque, assolto l’onere della prova, su di essa incombente,

2. Considerato che:
2.1. la descritta eccezione di inammissibilità della controricorrente è
infondata, avendo la Suprema Corte ripetutamente chiarito – ed il Collegio
ritiene di condividere le argomentazioni giustificative di un siffatto
orientamento, in nessun modo oggi confutate – che alle Università, dopo la
riforma introdotta dalla legge n. 168 del 1989, non può essere riconosciuta
la qualità di organi dello Stato, ma quella di enti pubblici autonomi, con la
conseguenza che, ai fini della rappresentanza e difesa da parte
dell’Avvocatura dello Stato, non opera il patrocinio obbligatorio disciplinato
dagli artt. da 1 a 11 del r.d. n. 1611 del 1933, bensì, in virtù dell’art. 56 del
r.d. n. 1592 del 1933, non abrogato dalla legge n. 168 del 1989, il
patrocinio autorizzato disciplinato dagli artt. 43 e 45 del r.d. n. 1611 del
1933 (il primo come modificato dall’art. 11 della legge n. 103 del 1979),
con i limitati effetti previsti per tale forma di rappresentanza: esclusione
della necessità del mandato e facoltà, salvo i casi di conflitto, di non
avvalersi dell’Avvocatura dello Stato con apposita e motivata delibera (cfr.
Cass., S.U., n. 10700 del 2006, nonché le più recenti, Cass. nn. 9880 del
2016, 7163 del 2013, 10103 del 2011, 6672 del 2011, 20582 del 2008.
Cass., S.U., 20 ottobre 2017, n. 24876, da ultimo, ha precisato che, ai sensi
dell’art. 43 del r.d. 30 ottobre 1933 n. 1611 – come modificato dall’art. 11
della legge 3 aprile 1979 n. 103 – la facoltà per le Università statali di
derogare, “in casi speciali”, al “patrocinio autorizzato” spettante ex lege
all’Avvocatura dello Stato, per avvalersi dell’opera di liberi professionisti, è
subordinata all’adozione di una specifica e motivata deliberazione dell’ente
[i.e. del Rettore] da sottoporre agli organi di vigilanza per un controllo di
3

necessaria, ex art. 93 I.fall., ai fini dell’ammissione al passivo.

legittimità [i. e. Consiglio di amministrazione]). Nella specie, da un lato,
nulla si deduce quanto a specifiche situazioni di conflitto di interesse tra la
Seconda Università degli Studi di Napoli e l’Avvocatura dello Stato;
dall’altro, va ricordato che anche nell’ipotesi di rappresentanza e difesa
facoltativa degli enti pubblici da parte dell’Avvocatura predetta, non è
necessario che, in ordine ai singoli giudizi, l’ente rilasci uno specifico

del competente organo dell’ente recante l’autorizzazione del legale
rappresentante ad agire o a resistere in causa, giacché, ai sensi dell’art. 45
del r.d. n. 1611 del 1933, anche al patrocinio cosiddetto facoltativo si
applica il secondo comma dell’art. 1 r.d. citato, alla stregua del quale gli
Avvocati dello Stato esercitano le loro funzioni innanzi a tutte le giurisdizioni
ed in qualunque sede senza bisogno di mandato, neppure nei casi nei quali
le norme ordinarie prevedono il mandato speciale, purché consti la loro
qualità (cfr. Cass. n. 19786 del 2006; Cass. n. 7983 del 2010);
2.2. il prospettato motivo è da ritenere infondato, avendo il giudice di
prime cure rigettato l’opposizione della odierna ricorrente sulla base
dell’affermazione che elemento necessario, ai fini dell’ammissione al
passivo, era la prova della data certa, ai sensi dell’art. 2704 cod. civ., dei
(maggiori) crediti contrattuali vantati dalla medesima, considerando in tal
senso che, ai fini dell’ammissione al passivo, gli effetti del titolo
documentato dalla scrittura dipendono dalla certezza della data, la cui
insussistenza è rilevabile d’ufficio dal giudice a prescindere da un formale
disconoscimento della scrittura. Quanto sostenuto dal tribunale è conforme
al principio giurisprudenziale affermato dalle Sezioni Unite di questa
Suprema Corte con la sentenza n. 4213 del 2013 (in tal senso anche Cass.
nn. 9539 del 2000; 9175 del 2012; 24320 del 2007), secondo cui la
mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga
istanza di ammissione al passivo fallimentare, si configura come fatto
impeditivo all’accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso
lato, in quanto tale rilevabile anche di ufficio dal giudice;

4

mandato all’Avvocatura medesima, nè che questa produca il provvedimento

2.2.1. nel caso di specie, la ricorrente si limita a ribadire il fondamento
del proprio maggior credito (rispetto a quello riconosciutole dal giudice
delegato) sulla base dei contratti prodotti e del loro adempimento,
assumendo che la certezza dell’anteriorità delle date delle corrispondenti
note di credito documentative, rispetto alla dichiarazione giudiziale dello
stato di insolvenza della Firema Trasporti s.p.a., «è attestata dal mancato

13-14 del ricorso): circostanza quest’ultima, però, affatto irrilevante alla
stregua dell’appena riportata statuizione delle Sezioni Unite. La pacifica
terzietà dei commissari straordinari della procedura concorsuale, rispetto
alla società debitrice, rende, invero, inopponibile ai primi qualsivoglia
documentazione, sebbene proveniente dalla seconda e dalla medesima non
disconosciuta, a sua volta priva di data certa ex art. 2704 cod. civ..
Null’altro si adduce, specificamente, quanto all’aver fornito, nella fase di
merito, la prova de qua come prescritto dall’appena menzionata norma, ai
sensi della quale, ove la sottoscrizione della scrittura privata non sia
autenticata, è possibile fornire comunque la prova di detta data con altri
mezzi di cui viene fornita una elencazione a titolo esemplificativo e non
esaustivo;
2.2.2. la circostanza che l’odierna ricorrente sia stata comunque
ammessa al passivo concorsuale, per la causale in questione, per la minor
somma di C 3.000,00, è evidentemente dovuta al fatto che, almeno di
quest’ultimo importo, si è rinvenuta traccia nella contabilità aziendale

(cfr.

pag. 3-4 del ricorso), laddove quello maggiore oggi invocato è risultato
sfornito di adeguata dimostrazione alle stregua delle argomentazioni fin qui
esposte;
2.3. restano, infine, del tutto ininfluenti, in questo giudizio, i dedotti
diversi esiti di ulteriori procedimenti ex art. 98 I.fall. intrapresi dall’Ateneo
nel corso della procedura concorsuale apertasi a carico della Firema
Trasporti s.p.a.;
2.4. le spese di questa fase restano regolate dal principio di
soccombenza.
5

disconoscimento formale delle note stesse da parte della società» (cfr. pag.

P. Q. M.

rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento, in favore

della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che
liquida in C 5.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella
misura del 15%, agli esborsi liquidati in C 200,00, ed agli accessori di
legge.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Prima sezione civile

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA