Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28224 del 18/12/2013


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Civile Sent. Sez. 1 Num. 28224 Anno 2013
Presidente: VITRONE UGO
Relatore: DIDONE ANTONIO

SENTENZA

sul ricorso 13735-2007 proposto da:
COLOMBO

ELENA

GIUSEPPINA

BOSSI GIUSEPPE,
VIA
LUCA,

FEDERICO
che

all’avvocato
2013

li

(c.f.

CLMMNE45A41E514L),

elettivamente domiciliati in ROMA,
CESI

44,

presso
e

difende

GIOVANNI,

giusta

rappresenta
PEREGO

l’avvocato

GIUSTI

Data pubblicazione: 18/12/2013

unitamente
procura

a

margine del ricorso;
– ricorrenti –

1761
contro

BANCA POPOLARE ITALIANA S.C.AR.L.

(già BANCA

1

POPOLARE DI LODI S.C.AR.L.), e per essa della
BIPIELLE SOCIETA’ DI GESTIONE DEL CREDITO S.P.A.
(c.f. 01868261205) in qualità di procuratrice della
stessa banca, in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

rappresenta e difende unitamente all’avvocato MELI
PAOLO, giusta procura a margine del controricorso;

avverso la sentenza n.

controricorrente

142/2007 della CORTE

D’APPELLO di MILANO, depositata il 22/01/2007;
udita la relazione della causa svolta nella
pubblica udienza del 19/11/2013 dal Consigliere
Dott. ANTONIO DIDONE;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. LUIGI SALVATO che ha concluso per
l’inammissibilità, in subordine rigetto del
ricorso.

TACITO 10, presso l’avvocato DANTE ENRICO, che la

2

Ritenuto in fatto e in diritto
1.- Con la sentenza impugnata – depositata il 22 gennaio
2007 – la Corte di appello di Milano, in riforma della
sentenza di primo grado, con la quale era stata rigettata

la domanda ex art. 2901 c.c. proposta dalla Banca Popolare
di Lodi nei confronti dei coniugi Bossi e Colombo, ha
dichiarato l’inefficacia dell’atto di costituzione in fondo
patrimoniale da parte dei coniugi convenuti di porzioni
immobiliari site nel Comune di Valdidentro.
Contro la sentenza di appello i coniugi convenuti-appellati
hanno proposto ricorso per cassazione affidato a tre
motivi.
Resiste con controricorso la <> quale procuratrice della
Banca Popolare Italiana (già Banca Popolare di Lodi), la
quale ha chiesto l’integrazione della sentenza impugnata
nella parte in cui ha omesso di ordinare la trascrizione e
l’annotazione della sentenza di accoglimento della domanda
revocatoria.
2.- Il ricorso – con il quale i ricorrenti denunciano 1)
violazione e falsa applicazione degli artt. 1936, 1938 c.c.
e vizio di motivazione; 2) violazione e falsa applicazione
degli artt. 2901 e ss. c.c. e vizio di motivazione; e 3)
violazione e falsa applicazione degli artt. 1938 e 1956

3

c.c., e 10 1. n. 154/1992 nonché vizio di motivazione – è
inammissibile per violazione dell’art. 366 bis c.p.c.,
applicabile ratione temporis, essendo stata impugnata una
sentenza pronunciata dopo il 2.3.2006 e prima del 4.7.2009.

Infatti, le SSUU hanno da tempo chiarito che <<è ammissibile il ricorso per cassazione nel quale si denunzino con un unico articolato motivo d'impugnazione vizi di violazione di legge e di motivazione in fatto, qualora lo stesso si concluda con una pluralità di quesiti, ciascuno dei quali contenga un rinvio all'altro, al fine di individuare su quale fatto controverso vi sia stato, oltre che un difetto di motivazione, anche un errore di qualificazione giuridica del fatto>> (Sez. U, Sentenza n.
7770/2009).
Nella concreta fattispecie manca sia il quesito di diritto
che la sintesi del fatto controverso per ciascuno dei tre
motivi formulati.
Le spese del giudizio di legittimità – liquidate in
dispositivo – vanno poste a carico solidale dei ricorrenti.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna i
ricorrenti in solido al pagamento delle spese del giudizio
di legittimità, liquidate in euro 2.700,00 di cui euro
200,00 per esborsi oltre accessori di legge.

4

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 19
novembre 2013

DEPOSITATO N CAN Et

ig.RIA

……

099 1 ……..

……

CORTESUPREMADICASSAZIONE
Si attesta la registrazione presso

Il Presidente

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