Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2821 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2022, (ud. 29/10/2021, dep. 31/01/2022), n.2821

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

J.S., nato il (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

Pescara, via Venezia n. 7, presso lo studio dell’avv. Antonino

Ciafardini (P.E.C. avvantoninociafardini.puntopec.it) che lo

rappresenta e difende per procura in calce al ricorso per

cassazione;

– ricorrente –

nei confronti di:

– resistente –

avverso il decreto del Tribunale di L’Aquila, depositato in data 22

ottobre 2020, R.G. n. 332/2019;

sentita la relazione in Camera di consiglio del relatore cons. Luca

Solaini.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Con ricorso D.Lgs. n. 25 del 2008, ex art. 35-bis, depositato il 9 febbraio 2019, J.S., nato il (OMISSIS), ha adito il Tribunale di L’Aquila impugnando il provvedimento con cui la competente Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ha respinto la sua domanda reiterata di protezione internazionale e della protezione umanitaria ritenendola priva di elementi nuovi.

2. Nel richiedere il riconoscimento della protezione sussidiaria o ai sensi del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, il ricorrente esponeva le seguenti ragioni: di aver allegato documentazione comprovante l’aggravamento dello stato di salute e che tale situazione di vulnerabilità del ricorrente avrebbe dovuto essere considerata sia ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria sia della protezione umanitaria. In particolare allegava: verbale di dimissione redatto dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pescara in data (OMISSIS) con diagnosi di “recidiva di episodio comiziale”; impegnativa per visita “malattie infettive” datata 8 ottobre 2018; primo esito di analisi attestante la positività al virus dell’HBsg (epatite) datato 30 maggio 2018; secondo esito di analisi attestante la positività al virus dell’HBsg (epatite) datato 3 settembre 2018; referto di elettroencefalogramma datato 9 maggio 2017, con esito “anomalie epilettiforme fronte-temporali con prevalenza dx”; lettera di dimissioni datata (OMISSIS) redata da un medico del reparto di Medicina Interna dell’Ospedale di Pescara nel quale si dà atto che egli era stato ricoverato dal 19 giugno 2019 per crisi epilettica e si formulava la diagnosi “crisi epilettica in epilettico noto. Trauma cranico minore secondario. Infezione cronica da HBV”.

3. Il Tribunale ha ritenuto insussistenti i presupposti per il riconoscimento di alcuna forma di protezione.

4. In particolare, il Tribunale ha ritenuto che la condizione di epilessia fosse già nota nel primo procedimento e che per tale motivo tale condizione non poteva ritenersi costituire elemento nuovo ai fini della domanda reiterata mentre ha riconosciuto che la positività al virus HbsAg costituiva elemento nuovo, essendo provata l’insorgenza dopo la conclusione del primo procedimento. Il Tribunale dell’Aquila, ha rigettato la domanda di rilascio del permesso di soggiorno ai sensi del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, rilevando che non si conoscevano gli sviluppi della situazione sanitaria del ricorrente, essendo stata effettuata l’ultima analisi nel luglio 2018 e ritenendo che “sono stati compiuti notevoli progressi nella cura della malattia, che conducono, in buona parte dei casi, a completa guarigione. Orbene, ove il J. non si fosse sottoposto alle terapie necessarie, è evidente che egli non potrebbe, oggi, invocare la protezione umanitaria per una condizione sanitaria che non ha inteso fronteggiare. Ove, invece la terapia fosse stata somministrata, il difensore avrebbe dovuto produrre, quantomeno per l’udienza del 14 gennaio 2020, analisi più aggiornate così da poterne valutare gli effetti”.

5. Avverso il predetto decreto il ricorrente con atto notificato il 12 dicembre 2020 ha proposto ricorso per cassazione, svolgendo i seguenti motivi:

“1) Nullità del decreto impugnato ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione di legge in riferimento al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 29, lett. b, ovvero ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per motivazione carente, contraddittoria e/o apparente non essendo percepibile il fondamento della decisione, perché recante argomentazioni inidonee, contraddittorie ed illogiche per giustificare il rigetto del gravame.

2) Nullità del decreto impugnato ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione di legge in riferimento al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 29, lett. b, e all’art. 112 c.p.c., per omessa pronuncia sulla domanda”.

6. L’intimata Amministrazione dell’Interno ha depositato atto di costituzione al fine di poter eventualmente partecipare alla discussione orale.

7. Il ricorso è stato assegnato all’adunanza in Camera di consiglio non partecipata del 29 ottobre 2021 ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

8. Con il primo motivo il ricorrente censura il decreto impugnato nella parte in cui il Tribunale pur riconoscendo la sussistenza della patologia allegata e provata dal ricorrente, non ha riconosciuto allo stesso il diritto al permesso di soggiorno per cure mediche (casi speciali) ritenendo tali elementi insufficienti e richiedendo che il ricorrente avrebbe dovuto allegare ulteriori elementi di prova riguardanti il percorso terapeutico.

Il primo motivo è inammissibile, perché solleva censure sulla valutazione della produzione documentale medica del ricorrente da parte del tribunale, che è una questione di esclusiva competenza del giudice del merito, incensurabile in cassazione se congruamente motivata come nella specie.

9. Con il secondo motivo il ricorrente ritiene che il decreto impugnato dovrebbe essere dichiarato nullo avendo totalmente omesso di pronunciarsi sulla richiesta di protezione sussidiaria formulata dal ricorrente nel corso del ricorso introduttivo nemmeno per rigettarla o per dichiararla inammissibile con la dovuta motivazione.

Il motivo inammissibile in quanto sulla richiesta di protezione sussidiaria non risultano elementi nuovi che potessero giustificare la proposizione della domanda reiterata.

La mancata predisposizione di difese scritte da parte dell’amministrazione statale esonera il collegio dal provvedere sulle spese.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE.

Dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, ove dovuto, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello corrisposto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 29 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

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