Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28199 del 21/12/2011

Cassazione civile sez. trib., 21/12/2011, (ud. 23/11/2011, dep. 21/12/2011), n.28199

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – rel. Consigliere –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso iscritto al n.ro 15145 del R.G. anno 2008, proposto da:

AGENZIA ENTRATE, in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, nei cui

Uffici, in Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata;

– ricorrente –

e

MALTINI & VIDETTA SRL con sede in (OMISSIS), in persona del

legale

rappresentante pro tempore, G.F. e G.M.,

residenti ad (OMISSIS);

– intimate –

avverso la sentenza n. 39/36/2007 della Commissione Tributaria

Regionale di Firenze – Sezione n. 36, in data 10/03/2007, depositata

il 24 gennaio 2008.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

23 novembre 2011 dal Relatore Dott. Antonino Di Blasi;

Presente il P.M., Dott. APICE Umberto, che non ha mosso osservazioni.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

Considerato che nel ricorso iscritto al n. 15145/2008 R.G. è stata depositata la seguente relazione:

“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 39/36/2007 pronunziata dalla C.T.R. di Firenze, Sezione n. 36, il 10.03.2007 e DEPOSITATA il 24 gennaio 2008.

Con tale decisione, la C.T.R. ha accolto l’appello proposto dai contribuenti e riformato la decisione di prime cure, riconoscendo il diritto dei contribuenti a fruire del regime agevolativo previsto per ì trasferimenti di immobili, ricadenti nell’ambito di piani urbanistici particolareggiati.

2-11 ricorso di che trattasi, che riguarda impugnazione dell’avviso con cui il competente ufficio liquidava l’imposta ordinaria di Registro, ritenendo non potersi riconoscere l’applicazione del regime agevolativo di cui alla L. n. 388 del 2000, art. 33, censura l’impugnata decisione per insufficiente e contraddittoria motivazione, nonchè, sotto un duplice profilo, per violazione e falsa applicazione della L. n. 388 del 2000, art. 33, artt. 12 e 14 preleggi.

3 – L’intimata, non ha svolto difese in questa sede.

4 – I Giudici di secondo grado hanno accolto l’appello delle contribuenti, opinando che, nel caso, sussistessero i presupposti applicativi della norma agevolatrice, e così argomentando il provvedimento Comunale del 5.3.1996, in una con l’allegato disciplinare, ben può essere qualificato come convenzione, in quanto contiene il contenuto contrattuale di quest’ultima, vale a dire l’accordo tra le parti (pubblica e privata) relativa all’urbanizzazione ed all’edificazione di una porzione di territorio secondo le previsione del P.R.G.C., oltre alla definizione dei relativi obblighi e diritti, tra cui spicca l’obbligo della cessione gratuita dal soggetto privato all’ente pubblico, delle aree necessarie alle opere di urbanizzazione.

5 – Le questioni poste dal ricorso sembra possano decidersi alla stregua del quadro normativo di riferimento e di quanto affermato in pregresse pronunce, in ordine alla possibilità o meno di sottoporre al Giudice di legittimità la valutazione operata dal giudice di merito, in ordine alla verificata sussistenza ed idoneità dei presupposti fattuali e delle essenziali condizioni legittimanti il particolare regime, approvato dall’autorità comunale e desumibili da apposita convenzione.

E’ stato, infatti, deciso che in tema di agevolazioni tributarie, la L. 22 aprile 1982, n. 168, art. 5, il quale, nell’ambito dei piani di recupero (di iniziativa pubblica o di iniziativa privata, purchè convenzionati) di cui alla L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 27, e segg., prevede il beneficio delle imposte di registro, catastali ed ipotecarie in misura fissa, alla duplice condizione che gli immobili trasferiti siano già inseriti in un piano di recupero del patrimonio edilizio, approvato dal Comune, ovvero da questo adottato, unitamente alla convenzione per la loro diretta attuazione, su proposta dei proprietari, e che gli interventi di recupero siano effettuati dai medesimi acquirenti.

Tale principio risulta affermato proprio in fattispecie relativa a revoca del beneficio fiscale da parte dell’Ufficio del Registro, in presenza di piano particolareggiato del centro storico comunale, ritenuto – dal giudice del merito – di efficacia corrispondente a quella di un piano di recupero, ed il relativo apprezzamento del giudice di merito è stato giudicato insindacabile in sede di legittimità (Cass. n. 14478/2003, n. 5044/2003).

Peraltro, nel caso va notato che l’art. 33 ha previsto l’applicazione dell’agevolazione, nel caso i trasferimenti riguardino immobili ricadenti in aree soggette a piani particolareggiati, comunque denominati, e la L. 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, comma 30, ha ribadito tale disposizione, ampliandone il contenuto, con il prevedere che nell’ipotesi di piani attuativi di iniziativa privata, comunque denominati, le agevolazioni fiscali di cui alla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 33, comma 3, si applicano in ogni caso, a seguito della sottoscrizione della convenzione con il soggetto attuatore.

6 – Si ritiene, dunque, sussistano i presupposti per la trattazione in Camera di Consiglio e la relativa definizione con declaratoria di rigetto del rigetto del ricorso, per manifesta infondatezza, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., posto che la decisione impugnata sembra in linea con il trascritto principio e con il quadro normativo di riferimento. Il Relatore Cons. Dott. Antonino Di Blasi”.

La Corte:

Viste la relazione, il ricorso e gli altri atti di causa;

Considerato che in esito alla trattazione del ricorso, il Collegio, condividendo i motivi esposti nella relazione ed i richiamati principi, ritiene di dover rigettare il ricorso per manifesta infondatezza;

Considerato che nulla va disposto per le spese del giudizio, in assenza dei relativi presupposti;

Visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

P.Q.M.

rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 23 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 21 dicembre 2011

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