Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28171 del 14/10/2021

Cassazione civile sez. lav., 14/10/2021, (ud. 04/03/2021, dep. 14/10/2021), n.28171

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2665-2020 proposto da:

A.T., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DI SAN

TOMMASO D’AQUINO 83, presso lo studio dell’avvocato FILOMENA

MOSSUCCA, rappresentato e difeso dall’avvocato VIRGILIO DI LONARDO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, – COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI BARI, in persona

del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia ex lege in ROMA,

alla VIA DEI PORTOGHESI n. 12;

– resistente con mandato –

avverso il decreto n. cronologico 13756/2019 del TRIBUNALE di

POTENZA, depositato il 27/11/2019 R.G.N. 3966/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

04/03/2021 dal Consigliere Dott. FABRIZIA GARRI.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. A.T., cittadino (OMISSIS) espatriato per sottrarsi alle minacce di una banda di “cultisti” che gli aveva già ucciso il fratello, chiese al Tribunale di Potenza il riconoscimento del permesso di soggiorno, in relazione alla domanda di protezione sussidiaria o umanitaria, già negatogli in sede amministrativa.

2. Il Tribunale ritenne non credibile il racconto del ricorrente ed escluse l’esistenza di una situazione di pericolo generalizzata nell’area di provenienza negando la protezione sussidiaria. Quanto alla protezione umanitaria ritenne che neppure erano stati allegati elementi dai quali dedurre l’esistenza di una particolare situazione di vulnerabilità in caso di rientro in patria ed osserva che l’integrazione conseguita dal ricorrente non era di per sé sufficiente per il riconoscimento del permesso richiesto.

3. Per la cassazione del provvedimento ha proposto ricorso A.T. affidato a quattro motivi. Il Ministero dell’Interno ha depositato tardivamente una memoria al solo fine di poter partecipare all’udienza di discussione.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

4. Il primo motivo di ricorso con il quale è denunciata in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio è del tutto generico e non pertinente alla specifica situazione esaminata dal Tribunale. Non viene affatto chiarito perché contrariamente a quanto affermato dal Tribunale, che ha sottolineato come l’episodio riferito dal ricorrente a sé stesso fosse stato in realtà riportato in generale dagli organi di stampa locali e fosse perciò ben noto. Inoltre nel motivo ci si duole di una analisi sommaria e frettolosa della situazione in Gambia e non si considera che il ricorrente ha sempre affermato di provenire dalla (OMISSIS). Si tratta di contraddizioni che non consentono di valutare come pertinenti le censure formulate.

5. Anche il secondo motivo va dichiarato inammissibile. Poiché non spiega affatto in cosa la sentenza, la cui motivazione è tutt’altro che inesistente, sarebbe invece carente al punto da dover essere considerata nulla.

6. Neppure risponde al vero la deduzione che il provvedimento del Tribunale di Potenza non si sarebbe preoccupato di esaminare la situazione di insicurezza sociale del (OMISSIS) (rectius della (OMISSIS)) ai fini della protezione sussidiaria e di quella umanitaria, oggetto del terzo e del quarto motivo di ricorso.

6.1. Nella sostanza il ricorrente si duole dell’inidoneità delle COI (“country of origin information”) consultate ma non si confronta con la ripetuta affermazione di questa Corte che impone a chi si dolga, in relazione alla violazione del dovere di cooperazione istruttoria, dell’inadeguatezza o non pertinenza della ricerca effettuata dal Tribunale di allegare nel ricorso le fonti alternative ritenute idonee a prospettare un diverso esito del giudizio (cfr. Cass. 30/10/2020 n. 23999 ed anche Cass. 12/03/2021 n. 7105). L’inottemperanza a tale obbligo rende generica la censura ed inammissibile il motivo.

7. In conclusione per le ragioni esposte il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Non occorre provvedere sulle spese stante la tardiva costituzione dell’amministrazione che non ha svolto alcuna attività processuale. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis citato D.P.R., se dovuto.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis citato D.P.R. n., se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 4 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 14 ottobre 2021

 

 

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