Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2817 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2022, (ud. 10/12/2021, dep. 31/01/2022), n.2817

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI MARZIO Mauro – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

V.G. elettivamente domiciliata in Siracusa presso lo studio

dell’avvocato Daniele Teodoro da cui è rappresentata e difesa, per

procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS) s.r.l. in liquidazione, in persona del legale

rappresentante pro tempore, il curatore fallimentare;

– intimato –

avverso il decreto del Tribunale di Siracusa, depositato il 20.2.2021

e comunicato il 27.1.2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 10 dicembre 2021 dal Consigliere Relatore Dott.

Roberto Amatore.

 

Fatto

RILEVATO

– che viene proposto da V.G. ricorso avverso il decreto del Tribunale di Siracusa, depositato il 20.2.2021, con cui è stata respinta l’opposizione allo stato passivo proposta contro il provvedimento del g.d. del Tribunale di Siracusa che aveva, a sua volta, rigettato la domanda di insinuazione al passivo fallimentare, in via privilegiata, dell’odierna ricorrente di un credito lavoristico per complessivi Euro 25.238,14, ammettendolo per la più limitata somma di Euro 803,12, sul rilievo che dallo stesso Cud 2018 depositato dalla lavoratrice sarebbe emerso il già intervenuto pagamento del Tfr;

Il tribunale ha rilevato che la prova della sussistenza del credito da Tfr non potesse essere desunta dal Cud poiché all’interno di tale documento sarebbe stata attestata l’avvenuta erogazione dell’intera somma riconosciuta, nonostante la predetta certificazione non contenesse alcuna sottoscrizione per quietanza da parte della lavoratrice; che, quanto al valore probatorio da attribuire a tali certificazioni, non fosse illogico attribuire un valore presuntivo di veridicità alla dichiarazione unilaterale di pagamento del Tfr in essa contenuta, attese le sanzioni fiscali a cui sarebbe altrimenti esposto il datore di lavoro e stante, in caso di attestazione di maggiori retribuzioni, il corrispondente maggior carico fiscale incombente sempre sul datore di lavoro; che – sulla base del principio di inscindibilità della prova, per il quale la parte che ha prodotto un documento non può scinderne il contenuto per avvalersi solo dei fatti a se favorevoli e negare invece quelli contrari – occorresse attribuire valenza probatoria piena alla prodotta certificazione Unica 2008 in ordine all’effettiva erogazione delle somme ivi indicate alla lavoratrice;

– che il fallimento, intimato, non ha svolto difese;

– che sono stati ritenuti sussistenti i presupposti ex art. 380-bis c.p.c.;

– che la ricorrente V. ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

1. che con il primo motivo è stata dedotta la violazione e falsa applicazione degli artt. 2120 e 2697 c.c., nonché degli artt. 115 e 132 c.p.c., sul rilievo che il giudice dell’opposizione allo stato passivo avrebbe erroneamente riconosciuto valore di prova del pagamento del Tfr alla certificazione unica 2018, proveniente dalla parte datoriale e priva di sottoscrizione per quietanza del lavoratore, e avrebbe del pari erroneamente escluso che la sussistenza del credito potesse essere dimostrata dalla predetta certificazione unica in presenza dell’attestazione documentale dell’erogazione della somma indicata a titolo di Tfr;

2. che con il secondo motivo è stata dedotta la violazione e falsa applicazione degli artt. 2120,2697 e 2727 c.c., nonché degli artt. 115,116 e 132 c.p.c., e vizio di omesso esame di fatto decisivo, sul rilievo che il tribunale avrebbe erroneamente attribuito valore di presunzione di veridicità alla dichiarazione di avvenuta erogazione del Tfr contenuta nella certificazione unica 2018, non sottoscritta per quietanza dal lavoratore, nonostante si tratti di una dichiarazione proveniente dalla stessa parte che intende avvalersene con violazione dell’art. 2697 c.c., e dei principi elaborati dalla giurisprudenza sul valore probatorio di tali documenti, senza contare l’illegittimità della decisione di non consentire l’ammissione di prove di segno contrario;

3. che con il terzo mezzo si denuncia vizio di violazione e falsa applicazione degli artt. 2697,2702,2709,2733 e 2735 c.c., per aver il tribunale escluso il valore di riconoscimento del debito alla certificazione unica 2018 del datore di lavoro tramite l’improprio richiamo al principio dell’inscindibilità della prova;

4. che i motivi – riguardando la soluzione della medesima questione giuridica possono essere esaminati congiuntamente e devono essere accolti perché manifestamente fondati, alla luce della costante giurisprudenza espresso da questa Corte secondo cui le buste paga ed il CU integrano i requisiti di prova documentale richiesti ai fini della opponibilità della prova scritta di un credito nei confronti del fallimento, anche ai sensi dell’art. 2704 c.c. (ex multis: Cass. civ., sez. VI 21.04.2017 n.10123; Cass. 20.04.2017 n. 10041; Cass. 12.09.2016 n. 17930); essi, invece, in mancanza di un atto di quietanza del lavoratore-creditore (nella specie mancante), non costituiscono prova del pagamento del credito in essi documentato, in quanto provenienti dalla stessa parte interessata ad opporre il fatto estintivo (Cass. n. 6220 del 2019);

5. che si impone pertanto la cassazione del decreto impugnato per una rilettura della domanda di ammissione al passivo della ricorrente alla luce dei principi qui di nuovo affermati, per come sopra ricordati.

P.Q.M.

accoglie il ricorso; cassa il decreto impugnato con rinvio al Tribunale di Siracusa che, in diversa composizione, deciderà anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione civile, il 10 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

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