Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28160 del 17/12/2013


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Civile Sent. Sez. 6 Num. 28160 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: IACOBELLIS MARCELLO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore, domiciliata in Roma, via
dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato che lo rappresenta e difende
per legge Ricorrente
Contro
Tacconi s.p.a., in liquidazione, in persona del legale rapp.te pro tempore, elett.te dom.to in
Roma, alla via Crescenzio 25, presso lo studio dell’avv.Antonio Ieradi , rapp.to e difeso
dall’avv. Cecilia Estrangeros e Angelo Vaccaro, giusta procura in atti
Controricorrente
per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia
n. 67/36/2010

depositata il 29/6/2010 ;

Corte Suprema di Cassazione — V Sez. Civ. – R.G. n. 14332/2011

Sentenza pag. 1

Data pubblicazione: 17/12/2013

Udita la relazione della causa svolta agA,ito‘ai%iefiselì,ùtlio del giorno 27/1/2013

dal

Dott. Marcello Iacobellis;
Udito l’avv. Ierardi per delega per la controricorrente;
Udite le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale, dott. Sepe;
Svolgimento del processo
contro l’Agenzia delle Entrate è stata defi-

nita con la decisione in epigrafe, recante l’accoglimento dell’appello proposto dalla società contribuente

contro la sentenza della CTP di Pavia n. 150/2/2008 che aveva di-

chiarato inammissibile

il ricorso avverso l’avviso l’intimazione di pagamento n.

2007/0003196.
La CTR riteneva l’intimazione “viziata in senso sostanziale e formale” in quanto priva del
calcolo dettagliato di quanto riscosso e dovuto, nonché in quanto fondata su un atto amministrativo “che ha perso efficacia per l’adesione al condono”.
Il ricorso proposto si articola in tre motivi. Resiste con controricorso la contribuente. La
causa già assegnata per la decisione in Camera di Consiglio è stata rimessa alla pubblica
udienza. Il P.G. ha concluso per l’accoglimento del ricorso.
Motivi della decisione
Con primo motivo la ricorrente assume la contraddittoria motivazione circa un fatto controverso: la CTR avrebbe ritenuto perfezionato il condono nonostante la specifica contestazione sul punto da parte dell’Ufficio.
Con secondo motivo la ricorrente assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 9 bis
della L. 289/2002 laddove la CTR ha ritenuto che il pagamento della prima rata sia sufficiente a perfezionare il condono.
Con terzo motivo la ricorrente assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 50 dpr
602/73 laddove la CTR ha ritenuto viziata la intimazione di pagamento in quanto priva di
un “calcolo dettagliato”.
Fondato è il secondo motivo di ricorso alla luce dei principi affermati da questa Corte (
Cass. 20745/2010; Sez. 5, Sentenza n. 19546 del 23/09/2011) secondo cui il condono previsto all’art. 9 bis della legge n. 289 del 2002, relativo alla possibilità di definire gli omessi e
tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate,
mediante il solo pagamento dell’imposta e degli interessi od, in caso di mero ritardo, dei soli

Corte Suprema di Cassazione — V Sez. Civ. – R.G. n. 14332/2011

Sentenza pag. 2

La controversia promossa da Tacconi s.p.a.

interessi, senza aggravi e sanzioni, costituisce una forma di condono clemenziale e non premiale come, invece deve ritenersi per le fattispecie regolate dagli artt. 7,8,9, 15 e 16 della
legge n. 289 del 2002, le quali attribuiscono al contribuente il diritto potestativo di chiedere
un accertamento straordinario, da effettuarsi con regole peculiari rispetto a quello ordinario,
con la conseguenza che, nell’ipotesi di cui all’art. 9 bis, non essendo necessaria alcuna attivi-

“quantum”, esattamente indicato nell’importo specificato nella dichiarazione integrativa
presentata ai sensi del terzo comma, con gli interessi di cui all’art. 4, il condono è condizionato dall’integrale pagamento di quanto dovuto e il pagamento rateale determina la definizione della lite pendente solo se integrale, essendo insufficiente il solo pagamento della
prima rata cui non segua l’adempimento delle successive.
Quanto sopra ha effetto assorbente sul primo motivo di ricorso.
Fondato è altresì il terzo motivo di ricorso risultando l’intimazione fondata sulla cartella
esattoriale notificata il 12/11/2003 così da porre il debitore in grado di conoscere i presupposti di fatto e di diritto dell’intimazione.
Consegue da quanto sopra la cassazione della sentenza impugnata in relazione ai motivi
accolti ed il rinvio, anche per le spese di questo grado, ad altra sezione della CTR della
Lombardia
P.Q.M.
La Corte accoglie il secondo ed il terzo motivo di ricorso, assorbito il primo, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di questo grado, ad altra sezione della CTR
della ombardia
C ‘ iJ cisoinRoma, 27/11/2013.

tà di liquidazione ex art. 36 bis d.P.R. n. 600 del 1973, in ordine alla determinazione del

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