Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28155 del 17/12/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 28155 Anno 2013
Presidente: FINOCCHIARO MARIO
Relatore: BARRECA GIUSEPPINA LUCIANA

ORDINANZA
sul ricorso 733-2013 proposto da:
POLO STEFANO PLOSFN54C27H501A, elettivamente domiciliato
in ROMA, VIA CELIMONTANA 38, presso lo studio dell’avvocato
PANARITI PAOLO, rappresentato e difeso dagli avvocati FERRO
MARINO, MONTELEONE BIAGIO giusta procura in calce al
ricorso;
– ricorrente contro
POLO MARIO, MURGIA STEFANIA;
– intimati avverso l’ordinanza n. 377/11 del TRIBUNALE di UDINE,
depositata il 04/06/2012;

Data pubblicazione: 17/12/2013

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
06/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPINA LUCIANA
BARRECA;
è solo presente l’Avvocato Ardilli Alessandro (delega Monteleone
Biagio) difensore del ricorrente;

PREMESSO IN FATTO
Stefano Polo propone istanza di regolamento di competenza
avverso l’ordinanza resa in udienza, in data 7 dicembre 2012, con la
quale il giudice istruttore del Tribunale di Udine ha sospeso, ex art. 295
cod. proc. civ., il giudizio promosso dallo stesso Polo per
l’accertamento dell’obbligo del terzo, Mario Polo (terzo pignorato da
parte di Stefano Polo), nei confronti di Stefania Murgia (debitrice
esecutata da parte di Stefano Polo, in forza di atto di pignoramento
presso terzi del 10 maggio 2010), a seguito della dichiarazione negativa
resa dal terzo. Nel giudizio introdotto da Stefano Polo ex art. 548 cod.
proc. civ., con atto del 3 dicembre 2010, notificato a Mario Polo il 17
giugno 2010, si era costituito il terzo pignorato, il quale aveva eccepito
di avere corrisposto alla debitrice esecutata, Stefania Murgia, il prezzo
dell’atto di compravendita stipulato il 9 febbraio 2007, dell’importo di €
42.500,00, costituente il credito pignorato, per cui nulla ancora doveva
alla Murgia.
Avendo Stefano Polo frattanto iniziato altro giudizio nei
confronti dei coniugi Mario Polo e Stefania Murgia per la dichiarazione
di simulazione assoluta o, in subordine, la dichiarazione di inefficacia
ex art. 2901 cod. civ. dello stesso atto di compravendita, dopo alterne
vicende, dell’uno e dell’altro di tali giudizi, pendenti tra le stesse parti, la
causa relativa all’azione revocatoria (nella quale vi era stata rinuncia
all’azione di simulazione) era stata istruita e rinviata per la precisazione
delle conclusioni e la discussione orale, mentre la causa per
l’accertamento dell’obbligo del terzo è stata sospesa in attesa della
definizione dell’altro giudizio, col provvedimento oggetto del presente
regolamento.
Il ricorrente deduce due profili di illegittimità dell’ordinanza di
sospensione e ne chiede l’annullamento.
Gli intimati non si difendono.
Il Pubblico Ministero ha depositato, in data 27 maggio 2013,
conclusioni scritte, con le quali ha chiesto l’accoglimento del ricorso,
con le conseguenze di legge.
Ric. 2013 n. 00733 sez. M3 – ud. 06-11-2013
-2-

è presente il P.G. in persona del Dott. AURELIO GOLIA.

CONSIDERATO IN DIRITTO
ha ritermtei che lA causa relativa

all’azione revocatoria (essendo incontestata la rinuncia all’azione di
iinulazivw), avente il n. 4963/10, pendente tra le stesRe parti, dinanzi
allo stesso Tribunale (ma non riunita, per la ritenuta insussistenza, da
parte del giudice istruttore, dei presupposti di cui all’art. 274 cod. proc.
civ.), sia pregiudiziale, ai sensi dell’art. 295 cod. proc. civ., rispetto alla
causa di accertamento dell’obbligo del terzo, avente il n. 377/11,
oggetto del provvedimento di sospensione.
Il ricorrente deduce, come prima causa di illegittimità di questo, che tra
i due giudizi non vi è rapporto di pregiudizialità e che, se vi fosse,
sarebbe il primo ad essere pregiudicato dal secondo, e non viceversa,
atteso che Stefano Polo ha interesse a che si accerti l’inefficacia della
compravendita da parte della sua debitrice, Stefania Murgia, al terzo
pignorato, Mario Polo, soltanto se si accerterà che questi non è più
debitor debitoris per aver versato il prezzo della compravendita prima
della notificazione dell’atto di pignoramento; in caso contrario,
verrebbe meno l’interesse di Stefano Polo a coltivare l’azione
revocatoria, perché otterrebbe il pagamento del proprio credito a
mezzo dell’assegnazione ex art. 553 cod. proc. civ. E comunque,
avrebbe maggiore interesse ad ottenere questo provvedimento che gli
consentirebbe di aggredire tutto il patrimonio di Mario Polo, sino a
concorrenza del suo credito, e non soltanto la quota di 1/2 dell’alloggio
venduta dalla Murgia allo stesso Mario Polo.
Come secondo profilo di illegittimità, il ricorrente assume che si
sarebbe potuto procedere alla riunione al processo per accertamento
dell’obbligo del terzo del processo per revocatoria, essendo
quest’ultima domanda accessoria ex art. 31 cod. proc. civ., ovvero che
si sarebbe dovuto sospendere il giudizio per revocatoria e non il
giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo, essendo il primo
pregiudicato dal secondo, e non viceversa.
2.- La prima censura è fondata ed il ricorso va accolto, per le
ragioni di cui appresso.
In via generale, va ribadito che l’art. 295 cod. proc. civ., nel prevedere
la sospensione necessaria del giudizio civile quando la decisione
“dipenda” dalla definizione di altra causa, allude ad un vincolo di
stretta ed effettiva consequenzialità fra due emanande statuizioni e
quindi, coerentemente con l’obiettivo di evitare un conflitto di
giudicati, non ad un mero collegamento fra diverse statuizioni, bensì ad
un collegamento per cui l’altro giudizio (civile, penale o
amministrativo) investa una questione di carattere pregiudiziale, cioè
Ric. 2013 n. 00733 sez. M3 – ud. 06-11-2013
-3-

L- Il provvyttmentu impugnato

Con riguardo al caso concreto, rilevano anche i precedenti (richiamati
nelle conclusioni del pubblico ministero) che attengono ai rapporti tra
il giudizio promosso per l’esercizio di un credito ed il giudizio,
pendente tra le stesse parti, nel quale sia messa in discussione la validità
del titolo costitutivo del credito: va in proposito ribadito che sussiste
un rapporto di pregiudizialità necessaria, tale da comportare la
sospensione ex art. 295 cod. proc. civ. del primo giudizio, soltanto
quando il secondo giudizio abbia ad oggetto la nullità del titolo
costitutivo del credito, non anche quando se ne deduca l’annullabilità
(cfr. Cass. n. 9578/04, n. 13915/04) od, a maggior ragione, l’inefficacia
relativa (cfr. Cass. n. 23250/05).

2.1. Nel caso di specie, il credito è esercitato non dal suo titolare ma

dal creditore del creditore. Quest’ultimo, vale a dire Stefano Polo,
avendo agito in executivis nei confronti della Murgia, con atto di
pignoramento presso terzi, a fronte della dichiarazione negativa resa in
sede esecutiva dal terzo, Mario Polo, si è visto costretto ad agire per
l’accertamento del credito ex art. 548 cod. proc. civ. (nel testo
applicabile ratione temporis), cioè per l’accertamento della sussistenza del
credito del prezzo della compravendita tra Murgia, venditrice, e Mario
Polo, acquirente, ovvero per l’inopponibilità nei suoi confronti del
pagamento effettuato dopo il pignoramento.
Ha quindi instaurato un giudizio che, promosso dal creditore in forza
di una propria legittimazione ad agire e non in via surrogatoria del
debitore, non ha rilevanza limitata alla sola azione esecutiva, ma anche per motivi di economia e celerità processuale richiesti dai
principi del giusto processo “ex” art. 111 Cost. – si conclude con una
sentenza dal duplice contenuto di accertamento: l’uno, idoneo ad
acquistare autorità di cosa giudicata sostanziale tra le parti del rapporto,
avente ad oggetto il credito del debitore esecutato (che, pertanto, è
litisconsorte necessario) nei confronti del terzo pignorato; l’altro, di
rilevanza meramente processuale, attinente all’assoggettabilità del
credito pignorato all’espropriazione forzata, efficace nei rapporti tra
creditore procedente e terzo debitor debitoris e come tale rilevante ai soli
fini dell’esecuzione in corso, secondo la forma dell’accertamento
incidentale ex lege (Cass. S.U. n. 25037/08).

Ric. 2013 n. 00733 sez. M3 – ud. 06-11-2013
-4-

un indispensabile antecedente logico-giuridico, la soluzione del quale
pregiudichi in tutto o in parte l’esito della causa da sospendere (così,
tra le tante, Cass. ord. n. 25272/10, ord. n. 21396/12).

2.2.- Lo stesso creditore, poi, vale a dire Stefano Polo, ha agito pure in

Ha quindi instaurato un giudizio, la cui conclusione eventualmente
positiva nei confronti dell’attore non comporta comunque il venir
meno del contratto e/o dell’effetto traslativo della proprietà del bene
compravenduto (la quota di 1/2 della comproprietà di un immobile)
dalla Murgia a Mario Polo né l’immediata restituzione del bene al
patrimonio della prima (cfr. Cass. n. 971/98, n. 8419/00, n. 1740/07,
tra le altre), ma soltanto la sua assoggettabilità all’azione esecutiva
individuale esercitata dal creditore della Murgia, cioè da Stefano Polo,
da compiersi nei confronti dell’acquirente, cioè di Mario Polo
(esecutato in via diretta, quale terzo proprietario) ai sensi degli arti. 602
e seg. cod. proc. civ.

3.- Avuto riguardo alla nozione di pregiudizialità rilevante ex art. 295
cod. proc. civ., di cui si è detto sopra, ed alla funzione ed all’oggetto
dei due giudizi del cui rapporto si discute, si deve concludere nel senso
che non vi sia alcuna pregiudizialità tra il primo ed il secondo né
viceversa.
La portata limitata della pronuncia di inefficacia del contratto di
compravendita a seguito della revocatoria non incide in alcun modo
sul titolo contrattuale che è la fonte del credito del prezzo; pertanto,
non si potrebbe mai configurare un conflitto, né teorico né pratico, di
giudicati tra detta pronuncia e la pronuncia sopravvenuta di
accertamento dell’obbligo del compratore di pagare il prezzo relativo a
quel contratto.
Infatti, anche ove fosse accolta la domanda di revocatoria, resterebbe
impregiudicato nei rapporti tra venditore ed acquirente l’obbligo di
pagamento del prezzo, così come quest’obbligo non verrebbe in alcun
modo meno nei confronti dei terzi.
Nei rapporti, poi, col creditore che ha agito in revocatoria, gli effetti
della pronuncia di accoglimento della domanda ex art. 2901 cod. civ.
sarebbero limitati, quanto ai rapporti col terzo acquirente, alla facoltà
di agire esecutivamente sul bene immobile oggetto della
compravendita.
Ric. 2013 n. 00733 sez. M3 – ud. 06-11-2013
-5-

revocatoria ex art. 2901 cod. civ., nei confronti di Stefania Murgia,
quale venditrice, e di Mario Polo, quale acquirente, per ottenere la
dichiarazione d’inefficacia relativa del contratto di compravendita
stipulato tra i medesimi (e fonte dell’obbligo del pagamento del prezzo,
di cui sopra).

Il giudicato successivo sul giudizio di accertamento dell’obbligo del
terzo finirebbe per accertare o negare l’attuale esistenza di
quell’obbligo di pagamento del prezzo onde consentire o meno al
creditore pignorante di soddisfarsi con questo credito del suo debitore,
la cui esistenza -come detto- non può essere inficiata dagli esiti della
revocatoria.

3.1. Tuttavia, contrariamente a quanto sostenuto in ricorso, nemmeno
il giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo è pregiudiziale
rispetto al giudizio per azione revocatoria.

Come appena detto, il giudicato ex art. 548 cod. proc. civ. opera, nei
rapporti tra il creditore pignorante ed il terzo debitor debitotis, ai fini del
processo esecutivo in corso per pignoramento presso terzi, non
essendo finalizzato alla conservazione della garanzia patrimoniale, ma
soltanto a rendere operativo il già effettuato pignoramento
individuandone l’oggetto.
Pertanto, non si potrebbe mai pervenire ad un conflitto di giudicati tra
quest’ultima pronuncia e quella di revocatoria, anche se positiva:
questa, infatti, spiegherebbe effetti, in via diretta, nei rapporti tra il
creditore ed il suo debitore, vale a dire, quando oggetto della
revocatoria sia un contratto di compravendita, tra il creditore ed il
venditore, e non tra il creditore ed il terzo acquirente (soltanto esposto
alla successiva eventuale azione esecutiva individuale per il debito
altrui).
In conclusione, gli effetti diretti dei due giudicati si rivolgono a parti e
rapporti diversi, operando in ambiti differenziati: l’azione revocatoria
nei rapporti tra il creditore e il suo debitore; l’accertamento
dell’obbligo del terzo nei rapporti tra il creditore ed il debitor debitoris.

3.2. Resta rimesso all’apprezzamento del proprio interesse, rilevante
in via di mero fatto e non giuridicamente, da parte del creditore del
venditore avvalersi degli effetti (positivi) della revocatoria, aggredendo
il bene con un’azione esecutiva immobiliare ex art. 602 e seg. cod.

Ric. 2013 n. 00733 sez. M3 – ud. 06-11-2013
-6-

Essi tuttavia non potrebbero venire in conflitto giuridico con
l’accertamento dell’obbligo del terzo di pagare il prezzo che, in ipotesi,
si avesse all’esito del giudizio ex art. 548 cod. proc. civ., atteso il
limitato effetto processuale di questa pronuncia nei rapporti tra il
creditore procedente ed il terzo, funzionale all’individuazione
dell’oggetto del pignoramento presso terzi.

Si tratta di strumenti alternativi di tutela dello stesso creditore nei
confronti dello stesso debitore onde ottenere, in via coattiva e col
ricorso a due distinte procedure esecutive, il pagamento del medesimo
credito, entrambi consentiti dall’ordinamento, e regolati in termini tali
da escludere che l’uno possa entrare in conflitto con l’altro, fintantoché
le ragioni del creditore nei confronti del proprio debitore non siano
interamente soddisfatte.
In conclusione, va affermato che nel caso in cui lo stesso creditore

agisca esecutivamente nei confronti del proprio debitore pignorando il
credito per il pagamento del prezzo nascente da un contratto di
compravendita tra il suo debitore (quale venditore) ed un terzo (debitor
debitoris, quale acquirente) ed, in seguito alla dichiarazione negativa
del terzo, convenga in due diversi giudizi questi ultimi, una volta per
ottenere l’accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 548 cod. proc.
civ. (nel testo vigente prima delle modifiche apportate dalla legge n.
228 del 24 dicembre 2012) ed, un’altra volta, per ottenere la
revocatoria ordinaria del contratto di compravendita immobiliare
intervenuto tra lo stesso debitore ed il terzo, tra le due cause non esiste
alcun rapporto di pregiudizialità necessaria, che imponga la
sospensione del processo ai sensi dell’art. 295 cod. proc. civ..
Il ricorso va accolto, con le consequenziali statuizioni di cui al
dispositivo, rimettendosi al giudice di merito anche la decisione sulle
spese del presente regolamento di competenza..

P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso; annulla l’ordinanza impugnata
e dispone la prosecuzione del processo; spese rimesse.
Roma, 6 novembre 2013
.111,01:_tide te

Il Funzionario Giudiziario
-e-42021~ 1W
DEPOSITATO IN CANCELLERIA
Roma, ……….1111C.
…………

201I

proc. civ. nei confronti del terzo acquirente, ovvero avvalersi degli
effetti (positivi) della pronuncia di accertamento dell’obbligo del terzo
pignorato di pagare il prezzo oggetto di pignoramento presso terzi
onde ottenere un’ordinanza di assegnazione ex art. 553 cod. proc. civ..

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA