Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2812 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2022, (ud. 10/12/2021, dep. 31/01/2022), n.2812

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI MARZIO Mauro – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – rel. Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 35667-2019 proposto da:

ITALFONDIARIO SPA, in persona del procuratore speciale pro tempore,

domiciliata in ROMA, VIA DI VILLA PEPOLI N. 4, presso lo studio

dell’avvocato ALESSANDRO COLUZZI, rappresentata e difesa

dall’avvocato TOMMASO RUCCIA;

– ricorrente –

contro

CURATELA FALLIMENTO (OMISSIS), in persona del Curatore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIOSUE’ BORSI, 4, presso lo

studio dell’avvocato FEDERICA SCAFARELLI, rappresentata e difesa

dall’avvocato GIOVANNI DURANTE;

– controricorrente –

avverso il decreto n. cronol. 5619/2019 del TRIBUNALE di BARI,

depositata il 28/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 10/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. LOREDANA

NAZZICONE.

 

Fatto

RILEVATO

– che con sentenza del 28 ottobre 2019, n. 5619, il Tribunale di Bari ha respinto l’opposizione allo stato passivo del Fallimento (OMISSIS), proposta da Italfondiario s.p.a. quale procuratore di Castello Finance s.r.l., concernente l’ammissione per la somma di Euro 2.165,577,27, in chirografo con riguardo a fideiussione, e garantito da ipoteca;

– che avverso questa sentenza la banca soccombente ha proposto ricorso per cassazione, affidato a cinque motivi;

– che si è costituita la procedura intimata depositando controricorso.

Diritto

RITENUTO

– che i motivi d’impugnazione possono essere come di seguito riassunti:

1) violazione e falsa applicazione dell’art. 111 Cost., dell’art. 132c.p.c., e dell’art. 118 disp. att. c.p.c., in quanto il tribunale espone una motivazione inesistente, essendo perplessa ed incomprensibile, dato che la c.t.u. ha escluso l’usurarietà degli interessi corrispettivi, mentre contiene gravi errori metodologici quanto agli interessi moratori, non tenendo conto della misura in ogni caso inferiore al tasso soglia, della irrilevanza dell’usura sopravvenuta e della scorrettezza della conclusione circa la gratuità del mutuo;

2) omessa motivazione, in quanto apparente ed incomprensibile, per omessa disamina delle deduzioni tecniche della ricorrente;

3) violazione e falsa applicazione dell’art. 1815 c.c., comma 2, dell’art. 644 c.p., della L. 7 marzo 1996, n. 108, artt. 1 e 2, avendo il decreto impugnato ritenuto come, in eventuale presenza di tassi usurari moratori, il mutuo divenga in toto gratuito;

4) violazione e falsa applicazione dell’art. 1815 c.c., comma 2, dell’art. 644 c.p., della L. 7 marzo 1996, n. 108, artt. 1 e 2, non potendo cumularsi la penale per anticipata risoluzione con gli interessi moratori, avendo il tribunale ritenuto che il tasso soglia (15,42%) fosse stato superato in virtù di tale voce, per la quale il contratto prevede in astratto la penale del 2%, che il tribunale ha sommato al tasso di mora pattuito del 14,75%: ma si tratta di voce meramente eventuale; inoltre, per il principio della effettività degli oneri eventuali, esso semmai era da considerare solo nel caso in cui fosse stato addebitato nella realtà, come non è avvenuto per il difetto dei relativi presupposti;

5) violazione e falsa applicazione dell’art. 1815 c.c., comma 2, dell’art. 644 c.p., della L. 7 marzo 1996, n. 108, artt. 1 e 2, avendo il tribunale determinato erroneamente il Tegm, in quanto non vi ha aggiunto la maggiorazione di 2,1 punti del tasso soglia relativa agli interessi moratori, ma fermandosi alla percentuale relativa agli interessi corrispettivi;

– che il tribunale ha osservato come il c.t.u. abbia rilevato il superamento del tasso soglia del 15,42% in forza degli interessi moratori e che dunque il contratto di mutuo è perfettamente gratuito, non residuando allora nessun credito in capo alla opponente;

– che va disattesa l’eccezione in senso lato di difetto di legittimazione processuale della Italfondiario s.p.a., questione mai sollevata innanzi al tribunale, risultando al contrario la ricorrente rappresentante sostanziale e procuratrice processuale della Castello Finance s.r.l., come depositata unitamente al ricorso;

– che, ciò posto, il primo ed il secondo motivo sono infondati, non risultando la motivazione inferiore al minimo costituzionale;

– che i rimanenti motivi, i quaLi possono essere trattati congiuntamente perché intimamente connessi, sono manifestamente fondati, alla luce della decisione delle Sezioni unite del 18 settembre 2020, n. 19597, la quale ha stabilito i principi così massimati, per quanto qui di rilievo:

– “La disciplina antiusura, essendo volta a sanzionare la promessa di qualsivoglia somma usuraria dovuta in relazione al contratto, si applica anche agli interessi moratori, la cui mancata ricomprensione nell’ambito del Tasso effettivo globale medio (T.e.g.m.) non preclude l’applicazione dei decreti ministeriali di cui alla L. n. 108 del 1996, art. 2, comma 1, ove questi contengano comunque la rilevazione del tasso medio praticato dagli operatori professionali; ne consegue che, in quest’ultimo caso, il tasso-soglia sarà dato dal T.e.g.m., incrementato della maggiorazione media degli interessi moratori, moltiplicato per il coefficiente in aumento e con l’aggiunta dei punti percentuali previsti, quale ulteriore margine di tolleranza, dal sopra citato art. 2, comma 4”;

– “Dall’accertamento dell’usurarietà discende l’applicazione dell’art. 1815 c.c., comma 2, di modo che gli interessi moratori non sono dovuti nella misura (usuraria) pattuita, bensì in quella dei corrispettivi lecitamente convenuti, in applicazione dell’art. 1224 c.c., comma 1”;

– “In tema di contratti di finanziamento, l’interesse ad agire per la declaratoria di usurarietà degli interessi moratori sussiste anche nel corso dello svolgimento del rapporto, e non solo ove i presupposti della mora si siano già verificati; tuttavia, mentre nel primo caso si deve avere riguardo al tasso-soglia applicabile al momento dell’accordo, nel secondo la valutazione di usurarietà riguarderà l’interesse concretamente praticato dopo l’inadempimento”;

– che, in particolare, alla luce di tali principi, è manifestamente fondato il terzo motivo, in quanto in nessun caso il contratto sarà gratuito in presenza di dedotti tassi usurari moratori;

– che il quarto motivo è del pari manifestamente fondato, laddove esso deduce l’irrilevanza dell’astratta previsione di una determinata “penale per anticipata risoluzione”, dal momento che pacificamente essa non fu applicata e secondo il principio sopra ricordato, che indica come rilevi quanto il contraente sia stato chiamato in concreto a pagare;

– che anche il quinto motivo si palesa manifestamente fondato, dato che il tribunale ha determinato il T.e.g.m. senza la maggiorazione di 2,1 punti relativa agli interessi moratori” contrariamente al principio enucleato dalle S.U.;

– che, dunque, il decreto impugnato va cassato, con rinvio al Tribunale di Bari, in diversa composizione, perché riesamini l’opposizione alla luce dei principi enunciati dalle richiamate S.U.; ad esso demandandosi anche la liquidazione delle spese di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il terzo, quarto e quinto motivo di ricorso, respinti il primo ed il secondo; cassa il decreto impugnato e rinvia, anche per la liquidazione delle spese di legittimità, innanzi al Tribunale di Bari, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 10 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

 

 

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