Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28119 del 17/12/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 28119 Anno 2013
Presidente: ROSELLI FEDERICO
Relatore: BALESTRIERI FEDERICO

SENTENZA

sul ricorso 20718-2008 proposto da:
POSTE ITALIANE S.P.A. C.F. 97103880585, in persona
del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI 134, presso lo
studio dell’avvocato FIORILLO LUIGI, che la
rappresenta e difende, giusta delega in atti;
– ricorrente –

2013
3034

contro

CONCU PATRIZIA C.F. CNCPRZ67C42I452E, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA LOMBARDIA 23/C, presso lo
studio dell’avvocato GUIDI ENRICO, rappresentata e

Data pubblicazione: 17/12/2013

difesa dall’avvocato BISAIL ALESSANDRO, giusta delega
in atti;
– controri corrente –

avverso il provvedimento n. 376/2007 della CORTE
D’APPELLO DI CAGLIARI SEZ. DIST. DI SASSARI,

udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 24/10/2013 dal Consigliere Dott. FEDERICO
BALESTRIERI;
udito l’Avvocato BUTTAFOCO ANNA per delega FIORILLO
LUIGI;
udito l’Avvocato GUIDI ENRICO per delega BISAIL
ALESSANDRO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. MARCELLO MATERA

/

che ha concluso per

l’accoglimento del ricorso per guanto di ragione.

depositata il 23/08/2007 R.G.N. 380/2006;

Svolgimento del processo
La Corte d’appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, con
sentenza depositata il 23 agosto 2007, confermava la pronuncia
del Tribunale di Sassari con cui venne dichiarata nulla, per
genericità della causale e difetto di prova delle circostanze in essa
indicate, l’apposizione del termine al contratto di lavoro stipulato
tra la società Poste Italiane e Patrizia Concu, ex art. 1 d.lgs n. 368

“esigenze tecniche, organizzative e produttive, anche di carattere
straordinario conseguenti a processi di riorganizzazione, ivi
ricomprendendo un più funzionale riposizionamento di risorse sul
territorio, anche derivanti da innovazioni tecnologiche, ovvero
conseguenti all’introduzione e/o sperimentazione di nuove
tecnologie, prodotti o servizi nonché all’attuazione delle previsioni
di cui agli Accordi del 17,18 e 23 ottobre, 11 dicembre 2001, 11
gennaio, 13 febbraio e 17 aprile 2002, che prevedono al riguardo il
riposizionamento su tutto il territorio degli organici della società”),
con conseguente declaratoria di sussistenza di un rapporto di
lavoro subordinato a tempo indeterminato tra le parti a far data dal
21.9.04.
Propone ricorso per cassazione la società Poste, affidato a sei
motivi.
Resiste la Concu con controricorso.
Motivi della decisione
1.-Con i primi due motivi la società Poste denuncia la violazione
dell’art. 1 d.lgs. n. 368 \ 01 e dei contratti ed accordi collettivi
nazionali di lavoro, nonché insufficiente motivazione circa un fatto
controverso e decisivo per il giudizio (art. 360, comma 1, nn. 3 e 5
c.p.c.).
Lamenta che la Corte di merito ritenne generica la causale di
assunzione a termine, senza esaminare gli accordi sindacali del
2001-2002 in essa richiamati, il cui contenuto è chiarito nei motivi
di censura.

del 2001, per il periodo 15 maggio-30 giugno 2002 (motivato da

..,

2.-1 motivi, che per la loro connessione possono esaminarsi
congiuntamente, sono fondati ed assorbono l’intero ricorso.
Deve infatti rilevarsi che l’apposizione di un termine al contratto di
lavoro, consentita dall’art. 1 del d.lgs. 6 settembre 2001, n. 368 a
fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o
sostitutivo, che devono risultare specificate, a pena di inefficacia,
in apposito atto scritto, impone al datore di lavoro l’onere di indicare
al fine di assicurare la

trasparenza e la veridicità di tali ragioni, nonchè l’immodificabilità
delle stesse nel corso del rapporto,

le circostanze che

contraddistinguono una particolare attività e che rendono conforme
alle esigenze del datore di lavoro, nell’ambito di un determinato
contesto aziendale, la prestazione a tempo determinato, sì da rendere
evidente la specifica connessione tra la durata solo temporanea
della prestazione e le esigenze produttive ed organizzative che la
stessa sia chiamata a realizzare e la utilizzazione del lavoratore
assunto esclusivamente nell’ambito della specifica ragione indicata
ed in stretto collegamento con la stessa (per tutte, Cass. 27 aprile
2010n. 10033).
Questa Corte ha tuttavia osservato che tale specificazione può
risultare anche indirettamente dal contratto di lavoro e da esso
“per relationem” da altri testi scritti accessibili alle parti (tra le
molte, Cass. 1° febbraio 2010 n. 2279, Cass. 27 aprile 2010 n.
10033), come avvenuto nel caso di specie.
Si è in particolare ritenuto (Cass. n. 8286\ 12) che in tema di
apposizione del termine al contratto di lavoro subordinato, la
specificazione delle ragioni giustificatrici ex art. 1 del d.lgs. n. 368
del 2001 può risultare dall’atto scritto non solo per indicazione
diretta, ma anche “per relationem” ad altri testi, richiamati nel
contratto di lavoro, con la conseguente necessità di cassare la
sentenza impugnata nel caso in cui, senza valutare che il contratto
scritto rinviava ad accordi sindacali su processi di mobilità
aziendale legittimanti le assunzioni a termine quale strumento di

in modo circostanziato e puntuale,

riequilibrio territoriale e funzionale delle risorse umane, abbia
ritenuto generica l’indicazione delle ragioni giustificatrici.
Nella specie l’odierna ricorrente non solo ha chiarito il contenuto
degli Accordi sindacali in questione, ma ne ha anche indicato
l’ubicazione processuale, sicché la doglianza, oltre che ammissibile,
risulta fondata, avendo la Corte territoriale omesso qualsivoglia
esame al riguardo.

(inerenti l’esercizio dei poteri ufficiosi e la distribuzione dell’onere
della prova; la specificità dei capitoli di prova richiesti; la
conversione a tempo indeterminato del rapporto e le conseguenze
economiche derivanti dalla ritenuta illegittimità dell’apposizione del
termine).
3. La sentenza impugnata deve essere pertanto cassata in relazione
alle censure accolte, con rinvio per l’ulteriore esame ad altro
giudice, in dispositivo indicato, che provvederà anche in ordine alle
spese.
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia,
anche per le spese, alla Corte d’appello di Cagliari in diversa
composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 24 ottobre 2015
IL CONSIGLIERE est.

IL PRESIDENTE

Risultando fondata la prima censura, restano assorbite le altre

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