Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28081 del 31/10/2019

Cassazione civile sez. trib., 31/10/2019, (ud. 11/09/2019, dep. 31/10/2019), n.28081

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – rel. Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 17387/2018 R.G. proposto da:

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi,

12;

– ricorrente –

contro

Preca Brummel s.p.a., in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Massimo Basilavecchia, con

domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Piero Sandulli, sito in

Roma, via F. Paulucci dei Calboli, 9;

– controricorrente –

Interline s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia, n. 5466/2017, depositata il 19 dicembre 2017.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio dell’11 settembre

2019 dal Consigliere Paolo Catallozzi.

Fatto

RILEVATO

che:

– l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia, depositata il 19 dicembre 2017, di reiezione dell’appello dalla medesima proposto avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto i – riuniti – ricorsi proposti dalla Preca Brummel s.p.a. e dalla Interline s.p.a., per l’annullamento di diversi avvisi di accertamento e rettifica emessi con riferimento ad operazioni di importazione poste in essere dalla prima per il tramite della seconda, sua dichiarante doganale, nonchè degli atti di irrogazione delle relative sanzioni;

– dall’esame della sentenza impugnata si evince che con gli atti impositivi impugnati l’Ufficio aveva contestato l’indebita fruizione dell’istituto del first sale price, di cui al Reg. (CE) n. 2454 del 1993, art. 147, nonchè l’infedele dichiarazione in dogana in ordine al valore della merce importata, in quanto determinato applicando la percentuale prevista dai singoli contratti di licenza sull’importo di acquisto e non già sull’importo netto fatturato;

– il giudice di appello ha ritenuto corretto l’operato delle società contribuenti, evidenziando, da un lato, che ricorrevano i presupposti cui è subordinata l’applicazione della first sale price e, dall’altro, che i diritti di licenza pagati dall’importatrice non potevano considerarsi quali condizioni di vendita e, conseguentemente, non dovevano essere inclusi nella determinazione del valore della merce in dogana;

– il ricorso è affidato a quattro motivi;

– resiste con controricorso la Preca Brummel s.p.a.;

– non spiega, invece, alcuna attività difensiva la Interline s.p.a.;

– la Preca Brummel s.p.a. deposita memoria ai sensi dell’art. 380 bis 1 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

– occorre preliminarmente rilevare che la ricorrente ha dato atto che la sentenza impugnata è stata notificata a lei notificata in data 3 aprile 2018, ma ha omesso di depositare in giudizio la relativa copia munita della relata di notifica;

– orbene, giova rammentare che in tale ipotesi il ricorso per cassazione dev’essere dichiarato improcedibile, ai sensi dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, essendo tale deposito funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione – a tutela dell’esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale – della tempestività dell’esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l’osservanza del cosiddetto termine breve (cfr. Cass., sez. un., 16 aprile 2009, n. 9005);

– le spese processuali relative al ricorso proposto nei confronti della Preca Brummel s.p.a. seguono il criterio della soccombenza e si liquidano come in dispositivo, mentre nulla deve disporsi in ordine a quelle relative al ricorso proposto nei confronti della Interline s.p.a., in difetto di attività difensiva è spiegata dalla parte vittoriosa.

P.Q.M.

la Corte dichiara il ricorso improcedibile; condanna la ricorrente alla rifusione in favore della Preca Brummel s.p.a. delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 10.000,00, oltre rimborso forfettario nella misura del 15% e accessori.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 11 settembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2019

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