Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2808 del 07/02/2014


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Civile Sent. Sez. 1 Num. 2808 Anno 2014
Presidente: VITRONE UGO
Relatore: GIANCOLA MARIA CRISTINA

SENTENZA
sul ricorso 27756-2008 proposto da:
AGENZIA DEL DEMANIO, in persona del Direttore pro
tempore, domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI
12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che
la rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente 2013
1938

contro

PECCHIA ROCCO, DI CARLO ASSUNTA, CREMONESE ROCCO;
– intimati –

avverso la sentenza n.

421/2008 della CORTE

Data pubblicazione: 07/02/2014

D’APPELLO di L’AQUILA, depositata il 25/06/2008;
udita la relazione della causa svolta nella
pubblica udienza del 09/12/2013 dal Consigliere
Dott. MARIA CRISTINA GIANCOLA;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore

l’inammissibilità, in subordine rigetto del
ricorso.

Generale Dott. SERGIO DEL CORE che ha concluso per

2

FATTO E DIRITTO
La Corte di legittimità osservato e ritenuto che:
con atto di citazione notificato il 30.07.1998 al Ministero delle Finanze ed al

il Tribunale di L’Aquila chiedendo di essere dichiarati proprietari, per intervenuto
acquisto a titolo originario, in virtù di quanto disposto dall’art. 942 cod. civ. (nel testo
all’epoca vigente ed anteriore alla sua modifica di cui alla Legge n.37194), di alcuni
lembi di terreno un tempo appartenente all’alveo del fiume Pescara (formatisi a seguito
del lento, progressivo e naturale arretramento delle acque fluviali) costituenti la fisica
prosecuzione dei fondi di cui essi attori erano rispettivamente titolari, ubicati lungo la
riva destra del fiume Pescara, in località Ponte Alba, e ricadenti in parte nel territorio
del Comune di Manoppello ed in parte nel territorio del Comune di Rosicano;
con sentenza in data 10.09.2004 l’adito Tribunale in composizione monocratica
rigettava la domanda nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la
accoglieva invece nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze,
dichiarando la proprietà degli attori per i terreni oggetto di giudizio e compensando
integralmente tra le parti le spese di lite;
contro questa sentenza l’Agenzia del Demanio ed il Ministero dell’Economia e
delle Finanze proponevano appello resistito dal Pecchia, dalla Di Carlo e da Cremonese
Rocco (avente causa da Pecchia Antonia deceduta nelle more del giudizio), i quali a
loro volta proponevano appello incidentale,
con sentenza del 15.04-25.06.2008 la Corte di appello dell’Aquila rigettava
entrambi i gravami, condannando l’Agenzia del Demanio, quale unica legittimata
all’impugnazione principale, a rifondere agli appellati le spese del grado;

3

Ministero dei Lavori Pubblici Rocco ed Antonia Pecchia con Assunta Di Carlo adivano

avverso questa sentenza l’Agenzia del Demanio ha proposto ricorso per cassazione
nei confronti di Rocco Pecchia, Assunta Di Carlo e Rocco Cremonese, che non hanno

la notificazione del ricorso è stata eseguita a mezzo posta, ai sensi dell’art. 149
c .p.c., ma non risultano depositati i relativi avvisi di ricevimento e gli intimati non
hanno svolto in questa sede attività difensiva;
il ricorso è, pertanto, inammissibile (cfr cass. SU n. 627 del 2008 e , tra le altre,
cass. n. 19387 del 2012);
P.Q.M.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile.
Così deciso in Roma, il 9 dicembre 2013
Il Presidente

svolto attività difensiva,

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