Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28050 del 09/12/2020

Cassazione civile sez. trib., 09/12/2020, (ud. 08/10/2020, dep. 09/12/2020), n.28050

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

Dott. PEPE Stefano – Consigliere –

Dott. VECCHIO Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12613-2016 proposto da:

D.S.M., elettivamente domiciliato in ROMA, Piazza Cavour

presso la cancelleria della Corte di Cassazione rappresentato e

difeso dall’avvocato MARCO MELLACCA;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, DIREZIONE PROVINCIALE (OMISSIS) DI ROMA

UFFICIO TERRITORIO, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– resistente –

avverso la sentenza n. 6726/2015 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 15/12/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

08/10/2020 dal Consigliere Dott. ANTONIO MONDINI.

 

Fatto

PREMESSO

che:

1. L’Agenzia delle Entrate, in data 12 gennaio 2012, consegnava al messo notificatore per la notifica a D.S.M. due avvisi di liquidazione, relativi, l’uno, all’imposta di registro dovuta in revoca delle agevolazioni “prima casa” delle quali il contribuente si era avvalso il 13 ottobre 2008, l’altro, alla maggiore imposta sul valore del mutuo contratto per l’acquisto;

2. gli avvisi, emessi sul presupposto che il contribuente non aveva diritto alle suddette agevolazioni essendosene già avvalso per altro immobile del quale, il 13 ottobre 2008, data in cui se ne era di nuovo avvalso, risultava essere ancora proprietario, venivano impugnati davanti alla commissione tributaria provinciale di Roma per dedotta intempestività rispetto al termine decadenziale di cui al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, e per insussistenza del rappresentato presupposto;

3. il ricorso veniva respinto con decisione confermata in appello dalla commissione regionale del Lazio con la sentenza in epigrafe;

4. per la cassazione di tale sentenza il contribuente ricorre con due motivi;

5. l’Agenzia delle entrate ha depositato memoria di costituzione tardiva.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. con il primo motivo di ricorso, il contribuente lamenta “violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 149 e 16” per avere la commissione negato che l’ufficio fosse decaduto dall’azione impositiva. Sostiene che ai fini del rispetto del termine triennale di decadenza previsto dal D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, mentre la commissione aveva dato rilievo alla data – il 12 ottobre 2011, incontestabilmente entro il termine – di presentazione degli avvisi, da parte dell’Agenzia, all’ufficio postale attraverso cui erano poi stati recapitati, avrebbe dovuto essere invece dato rilievo al momento – oltre il termine – in cui l’avviso era stato inviato dall’ufficio postale poichè “qualora il messo speciale esegua la notifica dell’atto a mezzo del servizio postale quest’ultimo opera in quanto soggetto afferente all’ufficio tributario e, dunque, il perfezionamento della notifica avverrà solo al momento della spedizione dell’atto da parte dell’ufficio postale. In questa ipotesi, non trova applicazione il principio generale della anticipazione degli effetti della notifica poichè il messo autorizzato non assume una posizione di terzietà rispetto all’ufficio tributario che deve notificare l’atto al contribuente”;

2. il motivo è infondato. Al di là dell’inconferente richiamo al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16, dettato in tema di comunicazioni e notificazioni di atti del processo tributario, laddove invece la norma di rifermento è il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52, comma 3, richiamato dal successivo art. 76, e a sua volta, richiamante, il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, vale per le notifiche degli atti impositivi il principio secondo cui gli effetti della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale si producono per il notificante al momento della consegna del piego all’ufficiale giudiziario ovvero al personale del servizio postale e per il destinatario al momento della ricezione (Cass. n. 15298 del 10/06/2008);

3. con il secondo motivo di ricorso, il contribuente lamenta “omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia”. Senza alcun riferimento alle affermazioni contenute nella sentenza secondo cui, inammissibilmente, rispetto al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, e infondatamente, rispetto al testo della nota II bis all’art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, il contribuente aveva fatto presente, per la prima volta in appello, il fatto che i due immobili per i quali aveva goduto delle agevolazioni si trovavano in comuni diversi (nel comune di (OMISSIS), quello acquistato per primo, e in comune di (OMISSIS), l’altro), il ricorrente insiste nel ribadire quel fatto. Il motivo è inammissibile proprio perchè non riferito alle affermazioni contenute nella sentenza. Resta assorbito il rilievo che la seconda delle affermazioni si sottrae ad ogni censura essendo in linea con la lettera della legge (v. cit. nota II bis, comma 1, lett. c);

3. il ricorso deve essere rigettato;

4. non vi è luogo a pronuncia sulle spese perchè l’Agenzia non ha svolto attività difensiva;

5. ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello stabilito per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis, se dovuto.

P.Q.M.

la corte rigetta il ricorso;

dà atto dell’obbligo, a carico della ricorrente, di pagare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello stabilito per il ricorso, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 8 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 9 dicembre 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA