Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28038 del 16/12/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 28038 Anno 2013
Presidente: ROSELLI FEDERICO
Relatore: DE RENZIS ALESSANDRO

SENTENZA
sul ricorso proposto
DA
BARBIERI CARLO, elettivamente domiciliato in Roma, Via Fabio Massimo
n. 33, presso lo studio dell’Avv. FRANCA FAIOLA, rappresentato e difeso
dall’Avv. DOMENICO PORFIDO per procura in calce al ricorso
Ricorrente
CONTRO
POSTE ITALIANE S.p.A., in persona del legale rappresentante

pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via Po 25b presso lo studio

dell’Avv. ROBERTO PESSI, che la rappresenta e difende per procura a
margine del controricorso
Controricorrente

53’g.
1

Data pubblicazione: 16/12/2013

2

per la cassazione della sentenza della Corte di Appello di Campobasso n.
353/07 del 12.10.2007/9.11.2007 nella causa iscritta al n. 123 R.G.
dell’anno 2006.
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 21.11.2013

udito l’Avv. ANNA BUTTAFOCO , per delega dell’Avv. Roberto Pessi, per la
controricorrente;
sentito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.
MARCELLO MATERA, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
1. Con sentenza del 30.11.2004 il Tribunale di Larino rigettava il ricorso
proposto da CARLO BARBIERI nei confronti della S.p.A. POSTE ITALIANE,
inteso ad ottenere accertamento della nullità del termine apposto ai contratti
di lavoro, stipulati tra le parti per il periodo 1.02.2001/31.05.2001,
1.10.2001/31.01.2002, 2.05.2002/30.06.2002, 2.10.2002/31.12.2002 e
motivati dalla necessità di fare fronte ad esigenze aziendali di carattere
straordinario.
Tale decisione, appellata dal Barbieri, è stata confermata dalla Corte di
Campobasso con sentenza n. 353 del 2007, che ha motivato in base alle
seguenti argomentazioni: a) per i primi due contratti era valida la delega in
bianco ex art. 23 della legge n. 56 del 1987; b) le Poste italiane avevano
dimostrato con adeguata documentazione l’esistenza di ristrutturazione
aziendale per il periodo 1998-2002; c) il Barbieri non aveva fornito la prova
del superamento del limite percentuale previsto per le assunzioni a tempo
2

dal Consigliere Dott. Alessandro De Renzis;

3

determinato; d) nei diversi contratti erano state sufficientemente specificate
le esigenze tecniche, organizzative e

s. produttive legittimanti l’apposizione

della clausola oppositiva del termine.
Il Barbieri ricorre per cassazione con tre motivi.

Entrambe le parti hanno depositato rispettiva memoria ex art. 378 CPC.
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2. Con
Con i primo motivo del il Barbieri lamenta violazione e falsa applicazione
dell’art. 23 della legge n. 56 del 1987, sostenendo che la sentenza
impugnata ha erroneamente ritenuto applicabile per i primi due contratti la
richiamata norma, che aveva esaurito i propri effetti con la conclusione del
processo di trasformazione- privatizzazione dell’originario Ente Poste
Italiane avutasi nel febbraio 1998, come era venuta meno, altresì,
l’eccezionale proroga dell’efficacia concessa dal legislatore fino al 30 aprile
1998.
Il motivo è corredato

suesito di diritto ex art. 366 bis CPC. “Se i primi

due rapporti di lavoro intercorsi tra le parti siano disciplinati dal CCNL
dell’11.01.2001 e dal D.Lgs. 368/2001 anziché dalla legge 56/1987”.

Con il secondo motivo il ricorrente deduce falsa interpretazione ed
applicazione dell’art. 25 del CCNL 11.01.2001 e del D.Lgs. n. 368 del 2001,
sostenendo che il giudice di appello in modo erroneo ha ritenuto che il
ricorrente non avesse fornito la prova del superamento del limite
percentuale nelle assunzioni e che non fosse necessaria la preventiva
concertazione con le organizzazioni sindacali, stante l’accordo sindacale
richiamato del 2001 che avrebbe effettuato una ricognizione circa la
persistenza di necessità aziendali; aggiungendo che esistevano esigenze
3

La S.p.A. Poste Italiane resiste con controricorso.

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4

produttive e riorganizzative della datrice di lavoro sia al tempo della
stipulazione dei contratti che all’epoca attuale.
Il ricorrente rileva altresì che in ogni caso la sentenza impugnata non ha
considerato che la società non aveva dato la prova dell’esistenza di ragioni

la stessa ad invocare la persistenza del processo di riorganizzazione senza
spiegare quando tale processo si sarebbe definitivamente concluso.
In relazione all’esposto motivo viene formulato il seguente quesito di
diritto: “Se sussiste falsa ed erronea interpretazione da parte del giudice di
appello delle statuizioni contenute nel CCNL 11.01.2001- concertazione
preventiva con le 00.SS. e rispetto del limite percentuale nelle

concrete legittimanti il ricorso al contratto a tempo determinato, limitandosi

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assicurazioni a temine-, nonché di quelle previste dal D.Lgs. 368 del 2001esistenza di ragioni tecniche, produttive ed organizzative”

Con il terzo motivo il ricorrente denuncia falsa ed erronea interpretazione ed
applicazione del D.Lgs n. 368 del 2001, nonché contraddittorietà di
motivazione, rilevando che l’impugnata sentenza ha erroneamente ritenuto
che il processo innovativo di Poste Italiane riguardasse anche la funzione di
recapito in piccoli comuni, come quello del caso di specie, funzione poco
interessata dal rinnovato carattere di soggetto societario assunto dalle
Poste.
La società da parte sua eccepisce inammissibilità del ricorso per violazione
del principio di autosufficienza, avendo omesso il ricorrente di indicare del
tutto la causale dei contratti impugnati; nel merito deduce l’infondatezza di
tutti i motivi del ricorso.
3. In via preliminare va disattesa l’anzidetta eccezione di inammissibilità
4

;.

5

delle Poste, in quanto il ricorso soddisfa al requisito dell’esposizione
sommaria dei fatti di causa ex art. 366 n. 3 CPC.
Nel merito gli esposti motivi, che possono essere esaminati congiuntamente,
sono infondati.

sono intervenuti in periodo di eccezionali esigenze produttive e
rorganizzative della società datrice di lavoro ed esse, con sufficiente
tipizzazione, sono state reiteratamente prese in considerazione dalle parti
proprio in sede del nuovo CCNL- quello dell’I 1 gennaio 2001, nella
consapevolezza del non esaurimento dell’articolato ed ampio riassetto delle
Poste Italiane all’interno e all’estero.
In sostanza, ha precisato la stessa sentenza, i contratti di lavoro di cui
trattasi, e soprattutto quelli successivi all’entrata in vigore del D.Lgs n. 368
del 2001 / evidenziano sufficientemente le ragioni tecnico/organizzative
(anche per questioni di mobilità) delle operate assunzioni.
Nell’ambito così delineato il giudice di appello ha collocato i contratti
stipulati con il Barbieri ritenendo, come già detto, esistente un processo di
riorganizzazione delle Poste Italiane.
In definitiva la valutazione dei giudici di merito si fonda su adeguata e
coerente motivazione ed è immune da vizi logici e giuridici, alla quale il
ricorrente oppone un diverso e non consentito apprezzamento in sede di
legittimità.
4. In conclusione il ricorso è destituito di fondamento e va rigettato.
Le spese del giudizio di cassazione seguono la soccombenza e si liquidano
come da dispositivo.
5

La sentenza impugnata ha accertato che i rapporti di lavori in questione

6

PQM
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese, che liquida in
€ 100,00 per esborsi ed € 3500,00 per compensi, oltre accessori.
Così deciso in Roma addì 21 novembre 2013

Il Consigliere rel. estensore

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