Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28024 del 21/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 21/12/2011, (ud. 17/11/2011, dep. 21/12/2011), n.28024

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – rel. Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

T.S. (OMISSIS), T.C.

(OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE DELLE

MILIZIE 38, presso lo studio dell’avvocato LIGUORI MICHELE, che li

rappresenta e difende unitamente all’avvocato TIZIANA CONTE, giusta

procura a margine del ricorso per regolamento di competenza;

– ricorrenti –

contro

S.A., ALLIANZ SPA;

– Intimati –

avverso la sentenza n. 4001/2010 del TRIBUNALE DI NAPOLI del

02/04/2010, depositata il 12/04/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

17/11/2011 dal Consigliere relatore Dott. ROBERTA VIVALDI;

è presente il P.G. in persona del Dott. ANTONIETTA CARESTIA.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

quanto segue:

C. e T.S. hanno proposto istanza di regolamento di competenza avverso la sentenza del tribunale di Napoli in data 12.4.2010, con la quale è stato rigettato l’appello proposto avverso la sentenza del 4.9.2008, con la quale il giudice di pace di Napoli aveva dichiarato sull’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dai convenuti – la propria incompetenza per territorio in ordine alla domanda di risarcimento danni da incidente stradale proposta dagli attori nei confronti di S.A. e della spa Riunione Adriatica di Sicurtà (successivamente spa Allianz).

Ad eguale conclusione perveniva il tribunale di Napoli che rigettava l’appello sul punto proposto dagli odierni ricorrenti.

I ricorrenti contestano il provvedimento in questa sede impugnato per l’incompletezza dell’eccezione di incompetenza sollevata dai convenuti davanti al giudice di pace, alla quale avrebbe dovuto conseguire l’affermazione della competenza per territorio del giudice adito.

Gli intimati non hanno svolto attività difensiva.

Essendo stata disposta la trattazione con il procedimento ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c., il Pubblico Ministero ha depositato le sue conclusioni scritte, che sono state notificate agli avvocati delle parti costituite, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza della Corte. I ricorrenti hanno anche depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

quanto segue:

Preliminarmente va rilevato che correttamente, avverso la decisione di rigetto dell’appello è stato proposto (tempestivamente) regolamento di competenza, atteso che la decisione del Tribunale, avendo rigettato l’appello proposto dal ricorrente con la deduzione della erroneità della declinatoria di incompetenza, integra una decisione sulla competenza agli effetti dell’art. 42 c.p.c. (in termini Cass. ord. 20.7.2010, n. 17038) Sempre in via preliminare, si rileva, inoltre, che, in sede di regolamento di competenza avverso sentenza dichiarativa dell’incompetenza del giudice adito con riferimento ai criteri di competenza territoriale derogabile – come nella specie -, la Corte di cassazione, alla quale appartiene il potere di riscontrare la competenza o meno del giudice adito anche se per ragioni diverse da quelle proposte, è tenuta ad accertare d’ufficio l’osservanza del disposto dell’art. 38 c.p.c., comma 3, con riguardo alla rituale e valida proposizione dell’eccezione di incompetenza, che non sia stata adeguatamente censurata dal ricorrente, il quale si sia limitato a contestare la declinatoria di incompetenza sotto il profilo dell’inesatta applicazione dei criteri di collegamento della competenza territoriale (cass. ord. 24.4.2009 n. 9783; cass. ord. 7.5.2010 n. 11192). Ora, nella specie – come emerge dall’esame degli atti – l’eccezione di incompetenza avanzata dai convenuti è stata proposta con riferimento al luogo in cui il responsabile civile ha la sua residenza, ai sensi dell’art. 18 c.p.c., comma 1; al luogo in cui la persona giuridica ha la sua sede legale, ai sensi dell’art. 19 c.p.c., comma 1, prima parte; al luogo in cui è sorta l’obbligazione, ai sensi dell’art. 20 c.p.c., prima parte, ed al luogo in cui la stessa obbligazione deve eseguirsi, ai sensi del combinato disposto dell’art. 20 c.p.c., seconda parte, e dell’art. 1182 c.c., in relazione al solo foro generale di residenza del responsabile civile.

Nessun’altra contestazione dei fori concorrenti è stata svolta, non avendo i convenuti contestato, per il responsabile civile – persona fisica il criterio di cui all’art. 18 c.p.c., comma 1, con riferimento al luogo del suo domicilio; e per la persona giuridica – società assicuratrice, ai sensi dell’art. 19 c.p.c., comma 1, seconda parte, il criterio relativo al luogo ove la stessa ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio con riferimento all’oggetto della domanda (Cass. ord. 16.6.2011, n. 13202; cass. ord. 29.8.2008 n. 21899; cass. ord. 30.6.2010, n. 15628).

Ne deriva che l’eccezione di incompetenza è stata formulata in modo incompleto e, come tale, il giudice di pace di Napoli avrebbe dovuto d’ufficio considerarla tamquam non esset e non esaminarla, dichiarandosi incompetente.

E’, infatti, principio consolidato che, in tema di competenza per territorio derogabile, il convenuto ha l’onere di contestare nel primo atto difensivo ex art. 38 c.p.c., come modificato dalla L. 26 novembre 1990, n. 353, art. 4, l’incompetenza per territorio del giudice adito con riferimento a tutti i concorrenti criteri previsti dagli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., restando escluso che, verificatasi la suddetta decadenza o risultata, comunque, inefficace l’eccezione, il giudice possa rilevare d’ufficio profili di incompetenza non proposti o supplire alla genericità o incompletezza dell’eccezione stessa, restando la competenza del giudice adito radicata in base al profilo non (o non efficacemente) contestato (v. per tutte Cass. ord. 27.10.2003 n. 16136).

Va, quindi, ribadito il seguente principio di diritto: La formulazione dell’eccezione d’incompetenza territoriale derogabile, ai fini della sua ammissibilità, deve essere svolta, con l’indicazione di tutti i fori concorrenti, ovvero per le persone fisiche, con riferimento, oltre ai fori speciali ai sensi dell’art. 20 cod. proc. civ., anche a quelli generali, stabiliti nell’art. 18 cod. proc. civ. e, per le persone giuridiche, con riferimento ai criteri di collegamento indicati nell’art. 19 c.p.c., comma 1.

L’incompletezza della formulazione dell’eccezione è controllabile anche d’ufficio dalla corte di Cassazione in sede di regolamento di competenza.

Ne deriva che il Tribunale,investito dell’appello sul punto, avrebbe dovuto accoglierlo e, conseguentemente, non potendo rimettere la causa al primo giudice, avrebbe dovuto esaminarla nel merito, pronunciandosi – per l’effetto devolutivo dell’appello – sulla domanda di risarcimento proposta.

La sentenza impugnata, pertanto, è da cassare, con rinvio al Tribunale di Napoli, che dovrà esaminare il giudizio in sede di appello, provvedendo alla decisione omessa sul merito dal Giudice di Pace di Napoli.

Conclusivamente, è dichiarato che il Giudice di Pace di Napoli era competente in primo grado sulla controversia, con la conseguenza che la statuizione di rigetto dell’appello contrariamente motivata, adottata dal Tribunale di Napoli con la sentenza impugnata, è illegittima.

Ne consegue, ai sensi dell’art. 49 c.p.c., comma 2,che il Tribunale, una volta riassunto il giudizio, dovrà considerare l’appello sulla competenza del primo giudice fondato e dovrà procedere alla decisione sul merito di esso.

Il Tribunale provvederà anche sulle spese del giudizio di regolamento.

P.Q.M.

La Corte dichiara che il giudice di pace di Napoli era competente sulla controversia. Cassa la sentenza impugnata e rimette le parti davanti al tribunale di Napoli per la decisione sul merito dell’appello. Spese rimesse.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta sezione civile – 3 della Corte DI suprema di cassazione, il 17 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 21 dicembre 2011

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