Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28003 del 21/12/2011

Cassazione civile sez. trib., 21/12/2011, (ud. 15/11/2011, dep. 21/12/2011), n.28003

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere –

Dott. BERNARDI Sergio – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

SUPERGARAGES (o SUPER GARAGE) EUROPA di SALVATORE e FALASCA s.n.c.,

in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in Roma, piazza Mazzini n. 8, presso l’avv. Della Valle

Giorgio, che la rappresenta e difende giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

COMUNE di ROMA;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

n. 15/28/06, depositata il 24 febbraio 2006;

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 15

novembre 2011 dal Relatore Cons. Dott. Biagio Virgilio;

udito l’avv. Roberto Della Valle (per delega) per la ricorrente;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

FIMIANI Pasquale, il quale ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. La Supergarages (o Super Garage) Europa di Salvatore e Falasca s.n.c. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio indicata in epigrafe, con la quale, rigettando l’appello della contribuente, è stata confermata la legittimità dell’avviso di accertamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ad essa notificato, a seguito di omessa dichiarazione, dal Comune di Roma in relazione agli anni 1997/2000.

Il giudice a quo ha affermato che: “l’Ufficio avvalendosi dei suoi poteri di controllo e accertamento attribuitigli dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 73 ha effettuato un sopralluogo nei locali occupati dalla Società risultando una superficie complessiva di mq. 2443 di cui mq. 43 destinati ad autolavaggio. Dell’accesso ai locali è stato redatto un verbale sottoscritto dal legale rappresentante della Società senza alcuna contestazione”; “in assenza di iscrizioni a ruolo della TARSU per la sopra indicata società l’Ufficio ha invitato la società stessa a chiarire la propria posizione” e, in mancanza di risposta, ha emesso l’avviso di accertamento; il tributo è dovuto, poichè il D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62 non esclude i locali destinati ad autorimesse; il Comune, nella determinazione della superficie tassabile, non ha tenuto conto, ai sensi di detto art. 62, comma 3 (relativo alle aree ove si formano rifiuti speciali, tossici o nocivi), di quella destinata ad autolavaggio.

2. Il Comune di Roma non si è costituito.

3. La ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con il primo motivo, la ricorrente denuncia la violazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 73 con conseguente nullità dell’avviso di accertamento, in quanto, in contrasto con la procedura prescritta dalla norma citata, il sopralluogo è stato effettuato in assenza di autorizzazione del Sindaco, senza preavviso da comunicare almeno cinque giorni prima e senza la previa richiesta di documentazione al contribuente.

Il motivo è infondato, in applicazione del consolidato principio della giurisprudenza di questa Corte, secondo il quale, ai fini dell’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, il Comune ha, in una prima fase del procedimento di accertamento, disciplinata dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 73, comma 1 il potere di controllare i dati contenuti nelle denunce degli interessati o acquisiti d’ufficio, mediante rilevazione diretta della misura e della destinazione delle superfici imponibili, da svolgersi in collaborazione con l’interessato e con il suo consenso espresso o tacito: in tale prima fase, destinata al consolidamento dei dati contenuti nella denuncia presentata o acquisiti d’ufficio, la mancanza della preventiva e specifica autorizzazione del Sindaco ad effettuare il sopralluogo per la rilevazione delle superfici tassabili e la mancanza di preavviso al contribuente, non determinano la nullità dell’accertamento (Cass. nn. 13230 e 15713 del 2009, 4568 del 2010).

2. Con il secondo motivo, si denuncia la violazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62 censurando la sentenza impugnata per non avere il giudice d’appello rilevato che l’applicabilità della tassa è esclusa, ai sensi del comma 2 della norma, allorchè, per la struttura e natura del locale, questo non può produrre rifiuti o, comunque, la presenza dell’uomo è così sporadica da non incidere sul costo del servizio (come avverrebbe appunto nel caso dei garages); nonchè, ai sensi del comma 3, allorchè i locali producono per loro natura rifiuti speciali.

Con il terzo motivo, infine, è denunciato il vizio di omessa o insufficiente motivazione in ordine alle circostanze di fatto di cui al secondo motivo, che avrebbero dovuto indurre il giudice a ritenere che l’autorimessa, per sua natura, non produce rifiuti solidi urbani e che l’esclusione dalla tassa per produzione di rifiuti speciali non poteva essere limitata all’area destinata ad autolavaggio, ma andava estesa all’intera superficie dei locali, tutta destinata alla produzione di tale tipo di rifiuti, come risultava da documentazione prodotta in giudizio.

I due motivi, strettamente connessi, non sono fondati.

Costituisce, infatti, principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte quello secondo il quale, in tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, grava sul contribuente l’onere di provare la sussistenza delle condizioni per beneficiare delle esenzioni previste dal D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, commi 2 e 3, per alcune aree detenute od occupate aventi specifiche caratteristiche strutturali e di destinazione (e cioè che le stesse siano inidonee alla produzione di rifiuti o che vi si formino rifiuti speciali al cui smaltimento provveda il produttore a proprie spese), atteso che, pur operando il principio secondo il quale è l’Amministrazione a dover fornire la prova della fonte dell’obbligazione tributaria, tale principio non può operare con riferimento al diritto ad ottenere una riduzione della superficie tassabile, costituendo l’esenzione, anche parziale, un’eccezione alla regola generale del pagamento del tributo da parte di tutti coloro che occupano o detengono immobili nelle zone del territorio comunale (ex multis, Cass. nn. 17703 del 2004, 13086 del 2006, 17599 del 2009, 775 del 2011).

Ne deriva che spettava alla società contribuente dimostrare adeguatamente i presupposti fattuali per poter beneficiare delle citate disposizioni di esclusione dall’assoggettamento al tributo: a tal riguardo, da un lato si deve negare che un locale adibito a garage (per di più di ampie dimensioni come quello de qua) possa ritenersi, di per sè, improduttivo di rifiuti solidi urbani, e, dall’altro, quanto alla superficie produttiva di rifiuti speciali, la sentenza contiene un accertamento di fatto (limitazione di tale superficie alla sola area destinata ad autolavaggio) riservato al giudice di merito, che la ricorrente avrebbe dovuto contestare, per il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, trascrivendo integralmente il documento di cui denuncia l’omessa valutazione, al fine di consentire a questa Corte il vaglio di decisività, ed anche specificando gli argomenti, deduzioni o istanze che, in relazione alla pretesa fatta valere, siano stati formulati nel giudizio di merito (ex plurimis, Cass. nn. 4405, 14973 e 18506 del 2006, 15218 del 2007, 21224 del 2010).

3. In conclusione, il ricorso deve essere rigettato, senza che occorra provvedere sulle spese, in assenza di svolgimento di attività difensiva da parte del Comune intimato.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 15 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 21 dicembre 2011

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