Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27966 del 13/12/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 27966 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: DI BLASI ANTONINO

Utili extrabilan
cio distribuzione
Presunzione.

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE,

in persona del

legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa
dall’Avvocatura Generale dello Stato, nei cui Uffici,in
Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata,
RICORRENTE
CONTRO
D’ANGELO DOMENICO residente a Castel Volturno, INTIMATO
AVVERSO
la sentenza n.300/46/2010 della Commissione Tributaria
Regionale di Napoli Sezione n. 46, in data
23.03.2010, depositata il 22 settembre 2010;
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di
Consiglio del 14 novembre 2013, dal Relatore Dott.
Antonino Di Blasi;

R039J?3

Data pubblicazione: 13/12/2013

Presente il P.M. dott. Raffaele Ceniccola.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DELLA DECISIONE
Nel ricorso iscritto a R.G. n.25361/2011 è stata
depositata in cancelleria la seguente relazione:
E’

chiesta

la

cassazione

della

sentenza

n.300146/2010, pronunziata dalla CTR di Napoli Sezione
n. 46 il 23.03.2010 e DEPOSITATA il 22 settembre 2010.
Con tale decisione la CTR, ha accolto l’appello del
contribuente ed annullato gli impugnati avvisi di
accertamento, relativi ad IRPEF dell’anno 2002.
2 – Con il ricorso di che trattasi, l’Agenzia Entrate
ha chiesto la cassazione della decisione impugnata,
sulla base di due mezzi.
3 –

L’intimato contribuente, non ha svolto difese in

questa sede.
4 – La decisione impugnata, ha dichiarato infondata la
pretesa fiscale, nella considerazione che la
presunzione di avvenuta distribuzione ai soci pro
quota, degli utili extrabilancio accertati nei
confronti della società partecipata, presupponga
l’esistenza dell’utile di impresa e che, nel caso,
difettava la prova dei maggiori utili accertati nei
confronti della società, i quali, anzi erano a
ritenersi insussistenti, in quanto l’Agenzia avrebbe
dovuto calcolare i costi sostenuti per espletare

1

l’attività, che nel caso erano stati documentati con la
produzione nel giudizio di appello delle fatture di
acquisto.
5 – Sembra che statuendo ed argomentando nei precitati

un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale.
E’

stato affermato,

infatti, che

\N

in tema di

accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di
società di capitali a ristretta base azionaria, in caso
di accertamento di utili non contabilizzati, opera la
presunzione di attribuzione pro quota ai soci degli
utili

salva

stessi,

contraria

la prova

e

la

dimostrazione che i maggiori ricavi sono stati
accantonati

o

reinvestiti”

(Cass.

n.16885/03,

n.10951/02, n.7174/02), e pure che, sempre in tema di
accertamento delle imposte sui redditi, ” è legittima
la presunzione di attribuzione pro quota ai soci, nel
corso dello stesso esercizio annuale, degli utili extra
bilancio prodotti da società di capitali a ristretta
base azionaria e tale presunzione – fondata sul
disposto dell’art.39, primo comma, lett.d), del dpr 29
settembre 1973 n.600 – induce inversione dell’onere
della

prova

a

carico

del

contribuente”

(Cass.n.21415/2007,n.20851/05,n.6780/03,n.18640/08).
Peraltro, non appare condivisibile l’argomentazione
3

termini, i Giudici di appello non si siano attenuti ad

spesa dai Giudici di appello per giustificare il
decisum, tenuto conto che, nel caso, vertevasi in tema
di accertamento induttivo, e che eventuali costi, ove
esposti, potevano rilevare in sede di determinazione

inerenti, potendo, in questa sede, esporsi solo spese e
costi propri del contribuente.
6 – Si ritiene, dunque, sussistano i presupposti per la
trattazione del ricorso in Camera di Consiglio e la
relativa definizione con l’accoglimento, per manifesta
fondatezza, ai sensi degli artt.375 e 380 bis cpc.
Il Consigliere relatore Antonino Di Blasi.
La Corte,
Vista la relazione, il ricorso e gli altri atti di
causa;
Considerato che alla stregua delle considerazioni
svolte in relazione e dei richiamati principi, che il
Collegio condivide, il ricorso va accolto, per
manifesta fondatezza e che, per l’effetto, va cassata
l’impugnata sentenza;
Considerato, altresì, che il Giudice del rinvio, che si
designa in altra sezione della CTR della Campania,
procederà al riesame e quindi, adeguandosi ai citati
principi, pronuncerà nel merito e sulle spese del
presente giudizio, offrendo congrua motivazione;
4

del reddito della società e sempre che risultassero

Visti gli artt.375 e 380 bis cpc;
P.Q.M.
accoglie il ricorso, cassa l’impugnata decisione e
rinvia ad altra sezione della CTR della Campania.

Il Presidente

Così deciso in Roma il 14 novembre 2013

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