Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2793 del 04/02/2011

Cassazione civile sez. trib., 04/02/2011, (ud. 22/09/2010, dep. 04/02/2011), n.2793

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUINTA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i

cui uffici è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12;

– ricorrente –

contro

V.A.;

– intimata –

avverso la decisione n. 63/20/08 della Commissione tributaria

regionale di Napoli, emessa l’11 marzo 2008, depositata il 13 agosto

2008, R.G. 1498/07;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ABRITTI Pietro;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

22 settembre 2010 dal Consigliere Dott. Giacinto Bisogni;

rilevato che in data 28 giugno 2010 è stata depositata una relazione

che, con alcuni emendamenti destinati a una migliore esposizione dei

fatti o alla correzione di errori materiali, qui si riporta:

Il relatore Cons. Giacinto Bisogni;

Letti gli atti depositati.

Fatto

OSSERVA

quanto segue:

1. La controversia ha per oggetto l’impugnazione, da parte della contribuente V.A., dell’avviso di accertamento con il quale era stato rettificato il reddito IRPEF per il periodo di imposta 1999 in conseguenza della previa rettifica del reddito della s.a.s.

Interflora Fiori di D.G.B. di cui la V. è socia al 46%;

2. La C.T.P. di Napoli dichiarava inammissibile il ricorso mentre la C.T.R. ha accolto l’appello della contribuente rilevando che l’accertamento nei confronti della società era stato annullato dalla stessa C.T.R. della Campania;

3. Ricorre per cassazione l’Agenzia delle Entrate con tre motivi di impugnazione. Con il primo motivo l’Agenzia eccepisce la nullità della sentenza e del procedimento per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, in relazione al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5, e al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 40, non essendo stato integrato il contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti (società e soci) nei confronti dei quali l’accertamento è destinato a esplicare effetto. Con il secondo e terzo motivo di ricorso l’Agenzia deduce violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, rilevando la nullità della sentenza della CTR in quanto basata sulla mera constatazione della decisione nei confronti della s.a.s. e senza alcuna motivazione specifica sulla posizione soggettiva della contribuente nonchè sull’inammissibilità del ricorso di primo grado dichiarata dalla CTP;

4. per consolidata giurisprudenza di questa Corte (a partire da Cass. civ. SS. UU. n. 14815 del 4 giugno 2008), in materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario. Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29) ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio;

5. ritiene pertanto palesemente fondato il primo motivo di ricorso e assorbiti gli altri e ritiene sussistenti i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e – se l’impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio – per la dichiarazione di nullità del giudizio e la rimessione della causa davanti la C.T.P. di Napoli;

ritenuto che tale relazione appare pienamente condivisibile cosicchè deve dichiararsi la nullità del giudizio e disporsi la rimessione della causa davanti la C.T.P. di Napoli. Le spese dell’intero giudizio devono essere compensate.

P.Q.M.

La Corte dichiara la nullità del giudizio e rimette la causa davanti la C.T.P. di Napoli. Spese dell’intero giudizio compensate.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 22 settembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 4 febbraio 2011

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