Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27918 del 07/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 07/12/2020, (ud. 21/07/2020, dep. 07/12/2020), n.27918

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. LEONE Margherita Maria – rel. Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 35399-2018 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE

BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO,

rappresentato e difeso dagli avvocati PATRIZIA CIACCI, CLEMENTINA

PULLI, MANUELA MASSA, NICOLA VALENTE;

– ricorrente –

contro

N.G.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 236/2018 del TRIBUNALE di CALTANISSETTA,

depositata il 04/06/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 21/07/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARGHERITA

MARIA LEONE.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Il Tribunale di Caltanissetta con la sentenza n. 236/2018 aveva dichiarato che N.G. era invalida nella misura dell’84% a decorrere dal 15.12.2015 ed aveva condannato l’Inps a corrispondere i ratei dell’indennità di accompagnamento dalla stessa data. Il tribunale, pur dando atto, nel corpo della motivazione, che la ricorrente aveva richiesto il riconoscimento del requisito sanitario utile a conseguire l’assegno mensile di invalidità civile, ed aver altresì condiviso le conclusioni del ctu, attestative di un grado di invalidità pari a 84%, aveva poi, nel dispositivo, dichiarato che la N. era invalida nella misura dell’84% e condannato l’Inps al pagamento della indennità di accompagnamento.

Avverso tale statuizione l’Inps aveva proposto ricorso affidato a 5 motivi.

La N. era rimasta intimata.

Veniva depositata proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1) Con il primo motivo è dedotta la violazione e falsa applicazione della L. n. 18 del 1980, artt. 1 e 3, e della L. n. 533 del 1973, artt. 7 e 8 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver il tribunale condannato l’Inps a corrispondere l’indennità di accompagnamento pur in assenza di domanda amministrativa.

2) Con il secondo motivo è dedotta la violazione dell’art. 112 c.p.c. per aver il tribunale pronunciato su un petitum non dedotto.

3) Con il terzo motivo è dedotta la violazione e falsa applicazione dell’art. 445 bis c.p.c. per aver, il tribunale, pronunciato sentenza di condanna al pagamento della prestazione.

4) Con il quarto motivo è denunciato contrasto insanabile tra dispositivo e motivazione

5) Con il quinto motivo è dedotta violazione del D.Lgs. n. 509 del 1988, art. 8,L. n. 118 del 1971, L. n. 335 del 1995 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver il tribunale riconosciuto l’invalidità relativa all’assegno per soggetto ultrasessantacinquenne.

Lasciando in disparte in questa sede le questioni sollevate negli altri motivi di censura, assume rilievo preliminare, valutare se, con riguardo al quinto motivo di censura, vi sia interesse concreto della ricorrente in quanto soggetto ultrasessantacinquenne al momento della decorrenza della riconosciuta prestazione e ciò alla luce del progressivo slittamento dell’età pensionabile previsto dalla legge c.d. “Fornero” (incrementato il limite dei sessantacinque anni a decorrere dal 1 gennaio 2013, come stabilito dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, art. 18, comma 4 adeguamento alla speranza di vita, D.L. n. 78 del 2010, ex art. 12 convertito in L. 30 luglio 2010, n. 122). Trattandosi di questione con rilievo nomofilattico, deve rinviarsi la causa alla quarta sezione non sussistendo le condizioni per la decisione in sesta sezione.

P.Q.M.

La Corte, rimette la causa alla quarta sezione, non sussistendo le condizioni per la decisione in sesta sezione.

Così deciso in Roma, il 21 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 7 dicembre 2020

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