Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27889 del 20/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 20/12/2011, (ud. 08/11/2011, dep. 20/12/2011), n.27889

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 11916-2010 proposto da:

L.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato

in ROMA, VIA PAOLO EMILIO 34, presso lo studio dell’avvocato D’ANGELO

QUIRINO, rappresentato e difeso dall’avvocato DI BARTOLOMEO GIOVANNI,

giusta mandato in calce alla copia notificata del controricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS);

– intimata –

avverso l’ordinanza n. 341/2010 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE del

2.12.09, depositata il 13/01/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’8/11/2011 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESCO TERROSI.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. CARLO

DESTRO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che è stata depositata la seguente relazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.:

“E’ chiesta la correzione, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., dell’ordinanza di questa Corte n. 341/2010, sul presupposto di esistenza di un errore materiale nell’intestazione della medesima, laddove la persona del controricorrente è indicata come L. G. anzichè come L.G.. In effetti è agevolmente verificabile dalle copie degli atti trascritti in seno all’odierno ricorso che la parte del giudizio risponde al nome di G., e non di L.G..

Consegue che il ricorso per correzione, soggetto alle disposizioni di cui all’art. 380-bis c.p.c., può essere definito con pronunzia di accoglimento.

che il collegio condivide quanto evidenziato nella relazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso e dispone correggersi l’ordinanza suddetta nel senso che, nell’intestazione della medesima, là dove è scritto ” L.G.” debba intendersi ” L. G.”.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 8 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 20 dicembre 2011

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