Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2788 del 02/02/2017


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Cassazione civile, sez. II, 02/02/2017, (ud. 15/11/2016, dep.02/02/2017),  n. 2788

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Presidente –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 19734-2012 proposto da:

G.L. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

TRIPOLI 23, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO LEONARDI, che

la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

C.G. (OMISSIS), C.M., C.R.,

CA.GI., C.M., C.R., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA LAVINIO 15, presso lo studio dell’avvocato

GIOVANNI BIZZARRI, che li rappresenta e difende;

– controricorrenti –

e contro

GR.MA.RO.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 2214/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 26/04/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/11/2016 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;

udito l’Avvocato GIOVANNI BIZZARRI, difensore dei controricorrenti,

che ha chiesto l’inammissibilità o il rigetto del ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni che ha concluso per l’inammissibilità del

ricorso o per la manifesta infondatezza del ricorso e per la

condanna aggravata alle spese.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza n. 27817/2003 il Tribunale di Roma dichiarava G.L. proprietaria di una cantina condannando C.G. e gli intervenuti al rilascio ed ai danni mentre la corte di appello ribaltava la decisione dichiarando gli appellanti proprietari della cantina sulla scorta delle deposizioni testimoniali relative ad un possesso ultraventennale.

Il primo giudice aveva errato nel ritenere che la cantina, cui i testi si erano riferiti sottoscrivendo la planimetria loro esibita nell’occasione, fosse altra.

La ctu aveva rilevato che la cantina, costituita dalle originarie cantine 8 e 9, aveva una forma ad L ed era errata l’affermazione del primo giudice secondo cui i testi avrebbero confuso la cantina con altra.

Ricorre la G. con unico motivo, illustrato da memoria, resistono i C. e Gr.Ro..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Si deduce violazione degli artt. 817, 818, 1158 e 2697 c.c. avendo la corte di appello dimenticato di subordinare la sua decisione al rapporto di servizio esistente tra la cantina (OMISSIS) e l’appartamento int. (OMISSIS) dello stabile che rendeva inoperante la prova.

Trattasi di censura generica e sostanzialmente nuova che non attacca la ratio decidendi del possesso ultraventennale e della esatta individuazione della cantina che si traduce in un accertamento di fatto incensurabile in questa sede.

La sentenza impugnata ha richiamato le precise, circostanziate e concordanti deposizioni dei testi Gr. e F. circa la prova rigorosa di un possesso ultraventennale della cantina senza opposizione degli eredi G. e, contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, i testi avevano sottoscritto la planimetria loro esibita nell’occasione, corrispondente a quella per cui è causa.

Del resto la domanda originaria si riferiva ad un vano interno nove nello scantinato di via (OMISSIS) asseritamente occupato e goduto senza titolo con richiesta di rilascio e di danni per cui solo ora si introduce il tema del rapporto di servizio, comunque, irrilevante.

Donde il rigetto del ricorso e la condanna alle spese.

Deve rigettarsi la domanda di condanna aggravata alle spese formulata dal P.G., non ravvisandosi i presupposti di cui all’art. 385 c.p.c., comma 4, ratione temporis applicabile, posto che a tal fine occorre che il ricorso per cassazione sia non soltanto erroneo in diritto, ma evidenzi un grado di imprudenza, imperizia o negligenza accentuatamente anormali.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese liquidate in euro 2500 di cui 2300 per compensi, oltre accessori.

Così deciso in Roma, il 15 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2017

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