Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27865 del 20/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 20/12/2011, (ud. 18/11/2011, dep. 20/12/2011), n.27865

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCIALLI Luigi – Presidente –

Dott. BURSESE Gaetano Antonio – Consigliere –

Dott. BIANCHINI Bruno – rel. Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

D.S.L. fu C. (c.f. (OMISSIS))

rappresentato e difeso da se medesimo, e domiciliato nel proprio

studio in Palermo, via Villafranca n. 40;

– ricorrente –

contro

Di.Sa.Li. fu A. (c.f. (OMISSIS))

rappresentato e difeso dall’avv. Marotta Biagio R., giusta procura a

margine del controricorso ed elettivamente domiciliato presso lo

studio del medesimo – ex lege presso la (Cancelleria della Suprema

Corte di Cassazione;

– controricorrente –

nonchè nei confronti di:

D.S.R.; P.G.; P.A.;

– intimati –

avverso l’ordinanza 14558/2010 della Suprema Corte di Cassazione;

Udita la relazione della causa svolta nell’adunanza del 18/11/2011

dal consigliere designato Dott. Bruno Bianchini;

udita la parte ricorrente di persona, a ciò abilitata, che ha

concluso per l’accoglimento del ricorso;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. PRATIS Pierfelice, che ha concluso per

l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

IN FATTO

– rilevato che il Consigliere designato ha ritenuto d’avviare la trattazione in Camera di consiglio redigendo la seguente relazione ex art. 380 bis c.p.c.;

“1 – Di.Sa.Li. fu A. ha proposto ricorso per revocazione dell’ordinanza 14558/2010 pronunziata dalla Corte di Cassazione con la quale, nell’ambito del procedimento in camera di consiglio ex art. 380 bis c.p.c., era stata dichiarata l’inammissibilità di altro ricorso per la revocazione della sentenza n. 15.634/2006 della medesima Corte. Le altre parti intimate non hanno svolto difese.

2- Il convincimento del relatore che il ricorso sia inammissibile in quanto, come le sentenze pronunziate all’esito del giudizio di revocazione non sono a loro volta suscettibili di ulteriore scrutinio per il tramite del medesimo mezzo straordinario di impugnazione – così disponendo l’art. 403 c.p.c. – così deve dirsi per le ordinanze che del pari definiscono il giudizio in camera di consiglio ex art. 380 bis c.p.c., stante la natura decisoria che alle medesime deve riconoscersi (arg. Cass. S.U. n. 5055/2006).

3 – Va altresì messo in rilievo – sempre nell’ottica dell’inammissibilità dalla quale risulta affetto il ricorso – che con la revocazione oggetto di esame si ripropone pedissequamente il terzo motivo della precedente revocazione (violazione del principio del contraddittorio) che fu dichiarato inammissibile per una già rilevata preclusione processuale, del tutto pretermessa nella considerazione del presente ricorso.

4- Se le suesposte considerazioni verranno ritenute condivisibili il ricorso è idoneo ad esser trattato in camera di consiglio per quivi esser dichiarato inammissibile”.

La relazione è stata ritualmente comunicata alle parti – essendosi costituito con controricorso Di.Sa.Li. fu A. – ed al P.M. che, in sede di adunanza, ha condiviso le conclusioni ivi espresse.

Tali conclusioni ritiene il Collegio di poter integralmente recepire – pur dando atto dell’erronea indicazione, nella relazione, del patronimico del ricorrente (indicato come “fu A.” anzichè come “fu C.”) e del contro ricorrente (indicato come “fu C.” anzichè “fu A.”), dal momento che non sono stati prospettati, nella memoria ex art. 378 c.p.c., argomenti di riflessione che possano incidere sulle argomentazioni esposte nella relazione suddetta.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE Dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese che liquida in Euro 2.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre IVA, CAP e spese generali come per legge.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 6^ sezione della Suprema Corte di Cassazione, il 18 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 20 dicembre 2011

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