Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27818 del 12/10/2021

Cassazione civile sez. VI, 12/10/2021, (ud. 04/05/2021, dep. 12/10/2021), n.27818

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – rel. Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5556-2020 proposto da:

C.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE

CARROZZE n. 3, presso lo studio dell’avvocato COMUNALE GIUSEPPE,

rappresentata e difesa dall’avvocato CALACIURA FABIO;

– ricorrente –

contro

INAIL – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

SUL LAVORO (OMISSIS), in persona del Dirigente pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144, presso lo

studio dell’avvocato OTTOLINI TERESA, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato ROMEO LUCIANA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 404/2019 della CORTE D’APPELLO di

CALTANISSETTA, depositata il 29/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/05/2021 dal Consigliere Relatore Dott. BOGHETICH

ELENA.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Caltanissetta, confermando la pronuncia del Tribunale della medesima sede, ha rigettato la domanda di C.P. – quale erede di G.R. – proposta nei confronti dell’INAIL per la liquidazione della rendita ai superstiti in relazione al decesso del de cuius;

2. La Corte territoriale, sulla scorta della consulenza tecnica d’ufficio svolta da medico legale incaricato in primo grado (perizia resa anche sulla scorta dell’analisi delle note critiche prodotte dal consulente di parte), rilevava che la morte di G.R. (percettore di rendita INAIL) non era collegata alla tecnopatia di natura respiratoria sofferta dallo stesso;

3. avverso la sentenza la C. ha proposto ricorso, articolato in un motivo, illustrato da memoria, cui ha opposto difese l’INAIL con controricorso;

4. la proposta del relatore è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con l’unico motivo di ricorso si deduce omesso, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, mancata rinnovazione della consulenza tecnica d’ufficio, nullità della sentenza (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1 e 4) avendo, la Corte territoriale, recepito acriticamente le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio senza tenere in debita considerazione i rilievi opportunamente forniti dal consulente tecnico di parte in merito al rapporto concausale tra la tecnopatia respiratoria e il decesso del G., senza ritenere di rinnovare la consulenza in grado di appello;

2. il motivo di ricorso è inammissibile;

3. costituisce orientamento consolidato della giurisprudenza di questa Corte il principio secondo cui, nelle controversie in materia di prestazioni previdenziali e assistenziali derivanti da patologie dell’assicurato, le conclusioni del consulente tecnico di ufficio sulle quali si fonda la sentenza impugnata possono essere contestate in sede di legittimità solo ex art. 360 c.p.c., n. 5 e nella misura in cui si denunci una documentata devianza dai canoni fondamentali della scienza medico-legale o dai protocolli praticati per particolari assicurazioni sociali, risolvendosi altrimenti in un mero dissenso diagnostico non deducibile in sede di legittimità (cfr., fra le tante, Cass. nn. 8654 del 2008, 22707 del 2010, 1652 del 2012 e, tra le più recenti, Cass. n. 23093 del 2016, Cass. n. 27807 del 2017, Cass. n. 21301 del 2020);

4. ciò posto, il motivo è all’evidenza inammissibile, proponendosi di veicolare – ad onta del riferimento a presunte violazioni di legge sostanziale e processuale – una richiesta di riesame del giudizio di fatto in base al quale la Corte territoriale ha escluso la ricorrenza in specie dell’etiologia professionale della malattia denunciata in fattispecie di doppia conforme di merito, in relazione alla quale la denuncia di omesso esame circa un fatto decisivo non è punto ammessa, giusta la previsione dell’art. 348-ter c.p.c., u.c.;

5. si aggiunga, inoltre, che la censura è prospettata con modalità non conformi al principio di specificità dei motivi di ricorso per cassazione, secondo cui parte ricorrente avrebbe dovuto, quantomeno, trascrivere nel ricorso il contenuto (anche per estratto) della perizia del consulente di parte e di quella del consulente d’ufficio, fornendo al contempo alla Corte elementi sicuri per consentirne l’individuazione e il reperimento negli atti processuali, potendosi solo così ritenere assolto il duplice onere, rispettivamente previsto a presidio del suddetto principio dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4;

6. il ricorso, pertanto, va dichiarato inammissibile; nessun provvedimento sulle spese deve essere adottato, stante l’autodichiarazione resa ex art. 152 disp. att. c.p.c. dalla ricorrente;

7. poiché il ricorso per cassazione è stato notificato in data successiva al 30 gennaio 2013, sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1; provvedendosi come da dispositivo sulle spese del giudizio di legittimità, giusta il criterio della soccombenza.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso, nulla sulle spese.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 20012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione civile della Corte di cassazione, il 4 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 12 ottobre 2021

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