Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27803 del 20/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 20/12/2011, (ud. 23/11/2011, dep. 20/12/2011), n.27803

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. IANNIELLO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. MELIADO’ Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

POSTE ITALIANE SPA (OMISSIS), in persona del Presidente del

Consiglio di Amministrazione e Legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI 134, presso lo

studio dell’Avvocato FIORILLO LUIGI, rappresentata e difesa dall’avv.

TOSI Paolo, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

T.S. (OMISSIS), P.C.

(OMISSIS), TO.SO. (OMISSIS), T.

A. (OMISSIS), in qualità di eredi di T.

F.P., elettivamente domiciliati in Roma, VIA TACITO 50,

presso lo studio degli Avvocati COSSU BRUNO e BOMBOI SAVINA che li

rappresentano e difendono, giusta procura a margine del

controricorso;

– controricorrenti –

e contro

POSTE ITALIANE SPA (OMISSIS), in persona del Presidente del

Consiglio di Amministrazione e Legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI 134, presso lo

studio dell’Avvocato FIORILLO LUIGI, rappresenta e difende, giusta

procura a margine del ricorso principale;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

– ricorrenti incidentali –

avverso la sentenza n. 311/2010 della CORTE D’APPELLO di TORINO del

30/03/2010, depositata il 06/05/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/11/2011 dal Consigliere relatore Dott. ANTONIO IANNIELLO;

udito l’Avvocato BOMBOI SAVINA, difensore dei controricorrenti che si

riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. MATERA Marcello che si

riporta agli scritti.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

La causa è stata chiamata alla adunanza in camera di consiglio del 7 aprile 2011 ai sensi dell’art. 375 c.p.c. sulla base della seguente relazione redatta a norma dell’art. 380-bis c.p.c.:

“La questione posta col ricorso delle Poste Italiane notificato in data 22-23 ottobre 2010 avverso la sentenza depositata dalla Corte d’appello di Torino il 6 maggio precedente, è se il contratto a tempo determinato stipulato dal 12 ottobre 1998 al 31 gennaio 1999 con T.F.P. “per esigenze eccezionali conseguenti alla fase di ristrutturazione e rimodulazione degli assetti occupazionali in corso…” sia illegittimo, con conseguente conversione del rapporto a tempo determinato, come avrebbe, ma immotivatamente, ritenuto la Corte territoriale (condannando la società a pagare agli eredi a titolo risarcito-rio le retribuzioni maturate dalla data di ricezione della raccomandata 26 marzo 2001 al 15 aprile 2005) oppure se questa, nella sua valutazione, abbia violato la L. n. 56 del 1987, art. 23, art. 8 CCNL 1994 nonchè degli accordi sindacali 25.9.97, 16.1.98, 27.4.98, 2.7.98, 24.5.99 e 18.1.2001, in connessione con l’art. 1362 c.c. e segg..

Gli eredi del lavoratore si sono difesi con controricorso, contenente altresì ricorso incidentale subordinato, ipotizzando che la Corte territoriale abbia erroneamente ritenuto che l’addendum all’art. 7 del C.C.N.L. 26 novembre 1994, che proroga al 31 dicembre 1998 la utilizzabilità della causa relativa alle “esigenze eccezionali” si applichi anche ai rapporti di lavoro a tempo pieno.

La società ha proposto controricorso avverso il ricorso incidentale.

Il ricorso principale, da riunire all’incidentale, appare manifestamente infondato, con conseguente assorbimento di quello incidentale e va pertanto trattato in camera di consiglio.

Va infatti qui ribadita la consolidata giurisprudenza di questa Corte (cfr., per tutte, Cass. 14 febbraio 2004 n. 2866 e 20 marzo 2009 n. 6913), formatasi in ordine all’esame di fattispecie analoghe alla presente, coinvolgenti l’interpretazione delle norme contrattuali collettive indicate, ha ripetutamente confermato le decisioni dei giudici di merito che hanno dichiarato illegittimo il termine apposto dopo il 30 aprile 1998 a contratti di lavoro stipulati, in base alla previsione delle “esigenze eccezionali” di cui all’accordo integrativo del 25 settembre 1997, ritenendo che i contraenti collettivi, esercitando i poteri loro attribuiti dalla L. n. 56 del 1987, art. 23 abbiano convenuto di limitare il riconoscimento della sussistenza fino al 31 gennaio e poi fino al 30 aprile 1998 della situazione indicata per far fronte alla quale l’impresa poteva procedere ad assunzioni di personale con contratto a tempo determinato unicamente fino al 30 aprile 1998, con la conseguente illegittimità dei contratti stipulati successivamente a tale data.

Da tali conclusioni della giurisprudenza non vi è ora ragione di discostarsi, in quanto le opposte valutazioni sviluppate nel ricorso sono sorrette da argomenti ripetutamente scrutinati da questa Corte nelle molteplici occasioni ricordate e non appaiono comunque talmente evidenti e gravi da esonerare la Corte dal dovere di fedeltà ai propri precedenti, sul quale si fonda per larga parte l’assolvimento della funzione ad essa affidata di assicurare l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge.

Sulla controversia non incide lo ius superveniens rappresentato dalla L. n. 283 del 2010, art. 32, commi 5 e 7 difettando nel ricorso censure riguardanti le conseguenze economiche della conversione del rapporto.” Sono seguite le rituali comunicazione e notifica della suddetta relazione, unitamente al decreto di fissazione della presente udienza in camera di consiglio.

Il Collegio condivide il contenuto della relazione, ritenendo pertanto infondato il ricorso principale. Riuniti i due ricorsi, il principale va respinto, assorbito l’incidentale. Segue la condanna della parte soccombente e la liquidazione è operata in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi e rigetta il ricorso principale, assorbito quello incidentale; condanna la ricorrente principale a rimborsare ai resistenti le spese di questo giudizio, liquidate in Euro 30,00 per esborsi ed Euro 2.000,00 per onorari (oltre IVA, CPA e 12,50%), che distrae agli avv.ti Bruno Cossu e Savina Bomboi.

Così deciso in Roma, il 23 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 20 dicembre 2011

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