Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27775 del 11/12/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 27775 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: DI BLASI ANTONINO

Rimborso. Vizio di
motivazione.

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE,

in persona del

legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa
dall’Avvocatura Generale dello Stato, nei cui Uffici,in
Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata,
RICORRENTE
CONTRO
MASTRANGELO PIETRO residente ad Arischia, rappresentato
e difeso, giusta delega in calce al controricorso,
dall’Avv. Paolo Guerra, elettivamente domiciliato in
Roma, Via Magna Grecia, 95 presso lo studio legale
associato Guerra, CONTRORI CORRENTE
AVVERSO
la sentenza n.67/01/2011 della Commissione Tributaria
Regionale di L’Aquila – Sezione n. 01, in data
1

Data pubblicazione: 11/12/2013

03.05.2011, depositata il 06 giugno 2011;
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di
Consiglio del 13 novembre 2013, dal Relatore Dott.
Antonino Di Blasi;

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DELLA DECISIONE
Nel ricorso iscritto a R.G. n.1379/2012 è stata
depositata in cancelleria la seguente relazione:
l – E’ chiesta la cassazione della sentenza
n.67/01/2011, pronunziata dalla C.T.R. di L’Aquila,
Sezione n.01, il 03.05.2011 e DEPOSITATA il 06.06.2011.
Con tale decisione, la C.T.R. ha accolto l’appello del
contribuente, riconoscendo allo stesso il diritto al
chiesto rimborso dell’Irpef versata sulla pensione
privilegiata per malattia.
2 – Il ricorso di che trattasi, che riguarda
impugnazione del silenzio rifiuto, formatosi sulla
domanda di rimborso dell’Irpef versata con riferimento
alla pensione di invalidità in godimento, è affidato ad
un mezzo, con il quale la decisione impugnata viene
impugnata per violazione e/o falsa applicazione
dell’art.34 del dpr n.601/1973.
3 – L’intimato contribuente, giusto controricorso, ha
chiesto che l’impugnazione venga dichiarata
inammissibile e, comunque, respinta.
2

Presente il P.M. dott. Umberto Apice.

4 – La decisione impugnata non appare in linea con
l’orientamento
tema

di

giurisprudenziale

agevolazioni

secondo

tributarie,

cui

la

“In

pensione

privilegiata concessa per una malattia invalidante

nell’arma

carabinieri,

dei

,

ferma

militare

classificata

come

ai sensi dell’art. 67, comma secondo,
non gode del regime di

d.P.R. n. 1092 del 1973,

esenzione previsto dall’art. 34 d.P.R.

n. 601 del

1973. Ne’ la sentenza n. 387 del 1989, della Corte
costituzionale, consente una estensione del
beneficio, atteso che essa lo ha limitato soltanto
alle pensioni privilegiate ordinarie tabellari,
erogate in caso di menomazioni riportate a causa
del servizio militare di leva,
obbligatorieta’ del rapporto

in ragione della

di servizio cui le
non

menomazioni sono connesse e del carattere
reddituale

della

erogazione,

correlata

non

al

trattamento retributivo ma alla gravita’ della
menomazione subita” (Cass. n. 10344/2004, n.27938/2009,
n.11483/2005).
Peraltro, va considerato che “ricorre il vizio di
omessa motivazione della sentenza, denunziabile in sede
di legittimità, ai sensi dell’art.360, comma I n.5 cpc,
nella duplice manifestazione di difetto assoluto o di
3

contratta durante il periodo di

motivazione apparente, quando il Giudice di merito
ometta di indicare, nella sentenza, gli elementi da cui
ha tratto il proprio convincimento ovvero indichi tali
elementi senza una approfondita disamina logica e

controllo sull’esattezza e sulla logicità del suo
ragionamento” (Cass.n.175612006,n.89012006).
5 – Si propone la trattazione della causa in camera di
consiglio, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis cpc, e la
definizione del ricorso con il relativo accoglimento,
per manifesta fondatezza.
Il Consigliere relatore Antonino Di Blasi.
La Corte,
Vista la relazione, il ricorso, il controricorso e gli
altri atti di causa;
Considerato che alla stregua delle considerazioni
svolte in relazione e dei richiamati principi, che il
Collegio condivide, il ricorso va accolto, per
manifesta fondatezza e che, per l’effetto, va cassata
l’impugnata sentenza;
Considerato, altresì, che il Giudice del rinvio, che si
designa in altra sezione della CTR dell’Abruzzo,
procederà al riesame e quindi, adeguandosi ai citati
principi, pronuncerà nel merito e sulle spese del
presente giudizio, offrendo congrua motivazione;
4

giuridica, rendendo in tal modo impossibile ogni

Visti gli artt.375 e 380 bis cpc;
P.Q.M.
accoglie il ricorso, cassa l’impugnata decisione e
rinvia ad altra sezione della CTR dell’Abruzzo.

Il Presidente

Così deciso in Roma il 13 novembre 2013

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