Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2776 del 06/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 2776 Anno 2018
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: SPENA FRANCESCA

ORDINANZA
sul ricorso 8105-2016 proposto da:
EAVAZZI MOLLICA MARIA, elettivamente domiciliata in ROMA,
PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato ROSANGELA
FRANCA STELLA;

– ricorrente contro
INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELIA PREVIDENZA
SOCIALE, in persona del legale rappresentante, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA, 29, presso
l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’IS’InITUTO, rappresentata e
difeso dagli avvocati CLEMENTINA PULII, MAURO) RICCI,
EMANUELA CAPANNOLO;

Data pubblicazione: 06/02/2018

- con troricorrente Ministero dell’Economia e delle Finanze

intimato
avverso la sentenza n. 587/2015 della CORTE D’APPELLO di
MESSINA, depositata il 20/04/2015;

partecipata del 06/12/2017 dal Consigliere Dott. PRANCESCA
SPEN -1.

Ric. 2016 n. 08105 sez. ML – ud. 06-12-2017
-2-

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

PROC. nr . 8105/2016 RG

RILEVATO
1. che la Corte d’appello di Messina, dopo aver disposto consulenza
medica, recependone le conclusioni ( che avevano riconosciuto un’invalidità
del 75%), riformava la sentenza del Tribunale di Patti, che aveva accolto la
domanda proposta da MARIA MOLLICA FAVAZZI per il riconoscimento della
pensione di inabilità civile; per l’effetto rigettava la domanda.

motivi, cui ha resistito l’Inps con controricorso; il Ministero dell’Economia e
delle Finanze è rimasto intimato;

3. che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata
comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in
camera di consiglio;

4.che la parte ricorrente ha depositato memoria
CONSIDERATO
1.

che

il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione

semplificata;

2. che la parte ricorrente ha denunziato:
-con il primo motivo:

violazione e falsa applicazione degli articoli 2,

12 e 13 Legge 118/71, 3 e 4 D. L.gs. 509/88 nonchè violazione e falsa
applicazione del D.M. 5 febbraio 1992, sostenendo che il consulente tecnico,
le cui conclusioni erano state recepite dalla Corte territoriale, non aveva
effettuato la valutazione della incidenza reale delle patologie sulla validità
complessiva del soggetto, come prescritto dall’articolo 4 del D.Lgs
509/1988;
-con il secondo motivo: violazione del DM 5 febbraio 1992, della tabella
indicativa delle percentuali di invalidità e dell’art. 5 D. L.gs. 509/1988
nonché— ai sensi dell’articolo 360 nr. 5 cod.proc.civ.— vizio di motivazione
ed illogicità. Ha censurato la consulenza d’ufficio per aver: operato un
immotivato declassamento della cardiopatia ipertensiva; attribuito
all’obesità un grado di invalidità inferiore a quello massimo tabellato (40%);
applicato per il diabete mellito un codice (7102) corrispondente a patologia
diversa (Agromegalia) e non diagnosticata laddove il codice appropriato
(7102: diabete mellito di tipo II in trattamento farmacologico) avrebbe

1

2. che ha proposto ricorso MARIA MOLLICA FAVAZZI, affidato a due

PROC. nr . 8105/2016 RG

comportato una più alta percentuale di invalidità; qualificato la broncopatia
cronica come bronchite asmatica cronica; conglobato la artropatia
polidistrettuale nella valutazione della obesità; omesso di valutare lo stato
depressivo (sindrome depressiva endoreattiva lieve) e la calcolosi renale
(nefrolitiasi) asserendo che dette patologie non raggiungevano la soglia
minima del 10% benchè tale soglia non si applicasse nel caso di patologie

3. che ritiene il Collegio si debba dichiarare inammissibile il ricorso;
4. che, infatti:
-quanto al primo motivo, dalla lettura della relazione di consulenza
tecnica, trascritta nell’attuale ricorso, non risulta il vizio di mancata
applicazione della norma dell’articolo 4 legge 509/1988 né la parte
ricorrente espone sotto quale profilo la invalidità complessiva sarebbe
superiore a quella determinata dal ctu con la formula a scalare; il motivo si
risolve in una mera critica alla conclusioni del consulente senza che
emergano, in violazione dell’articolo 366 nr. 4 cod.proc.civ., le ragioni del
vizio di interpretazione o falsa applicazione di norme di legge;
-quanto al secondo motivo, il ricorso si risolve in un mero dissenso
rispetto alle valutazioni diagnostiche dell’ausiliario; l’accertamento in fatto
operato dalla Corte di merito, in adesione alle valutazioni del ctu, avrebbe
potuto essere denunziato in questa sede nei limiti della deducibilità del
vizio di motivazione e dunque— ( applicandosi ratione temporis

il testo

vigente dell’articolo 360 nr. 5 cod.proc.)— attraverso la specifica allegazione
di un fatto— decisivo ed oggetto di discussione tra le parti— non esaminato
in sentenza. Le patologie oggetto della censura sono state tutte esaminate
dalla consulenza e la critica si rivolge unicamente al loro criterio di
classificazione nonché alla determinazione della relativa percentuale di
invalidità .
3. che, pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore, il
ricorso va dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 375, n. 1, cod. proc.
civ.;
4. che nulla va statuito sulle spese del giudizio di legittimità, pur nella
soccombenza della ricorrente, atteso quanto affermato nella sentenza

2

concorrenti tra loro o con altre minorazioni comprese nella fasce superiori ;

PROC. n r. 8105/2016 RG

impugnata circa la sussistenza di idonea dichiarazione per l’esonero, ai sensi
dell’art. 152 disp. att. cpc., non essendovi in atti dichiarazione di
intervenuta variazione;
5. che sussistono le condizioni di cui all’art. 13, comma 1 quater, DPR
115/2002;

PQM

Ai sensi dell’ art. 13, comma 1 quater del D.P.R. 115 del 2002, dà atto
della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per
il ricorso a norma del comma 1 bis dello stesso articolo 13.
Così deciso in Roma, nella adunanza camerale del 5.12.2017

PRESIDENTE

dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

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