Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2776 del 04/02/2011

Cassazione civile sez. I, 04/02/2011, (ud. 10/12/2010, dep. 04/02/2011), n.2776

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – rel. Consiglie – –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consiglie – –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 6514 – 2010 proposto da:

B.V. ((OMISSIS)) elettivamente domiciliata in

ROMA, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avv.

MARRA ALFONSO LUIGI, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende, ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto V.G. 6336/08 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del

24.6.09, depositato il 3 0/06/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. SALVATORE DI PALMA.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. FUCCI

Costantino.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che B.V., con ricorso del 1 marzo 2010, ha impugnato per cassazione – deducendo numerosi motivi di censura -, nei confronti del Ministro dell’economia e della finanze, il decreto della Corte d’Appello di Napoli depositato in data 30 giugno 2009, con il quale la Corte d’appello, pronunciando sul ricorso della B. – volto ad ottenere l’equa riparazione dei danni non patrimoniali ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2, comma 1, -, in contraddittorio con il Ministro dell’economia e delle finanze – il quale ha concluso per l’inammissibilita’ e l’infondatezza del ricorso, ha condannato il resistente a pagare alla ricorrente la somma di Euro 2.000,00 a titolo di equa riparazione, nonche’ la somma di Euro 305,00 a titolo di spese del giudizio, previa loro compensazione per la meta’;

che resiste, con controricorso, il Ministro dell’economia e delle finanze;

che, in particolare, la domanda di equa riparazione del danno non patrimoniale – richiesto nella misura di Euro 9.500,00 per l’irragionevole durata del processo presupposto – proposta con ricorso del 28 ottobre 2008, era fondata sui seguenti fatti: a) la B., asseritamente creditrice di somme a titolo retributivo e previdenziale, aveva proposto -con ricorso dell’8 ottobre 2003 – la relativa domanda dinanzi al Tribunale amministrativo regionale della Campania; b) il Tribunale adito aveva deciso la causa con sentenza del 1 ottobre 2008;

che la Corte d’Appello di Napoli, con il suddetto decreto impugnato – detratti tre anni di ragionevole durata del processo presupposto – ha liquidato a titolo di equa riparazione per danno non patrimoniale la somma di Euro 2.000,00, liquidando altresi’, previa compensazione per la meta’, le spese di giudizio da rimborsare alla ricorrente in Euro 305,00.

Considerato che con i motivi di censura vengono, denunciate come illegittime la liquidazione delle spese in misura inferiore ai minimi tariffari e la disposta compensazione parziale delle stesse in mancanza dei presupposti di legge;

che il ricorso merita accoglimento, nei limiti di seguito precisati;

che i Giudici a quibus, nel liquidare le spese del giudizio, hanno ecceduto i limiti minimi della tariffa forense;

che infatti, ai fini della liquidazione delle spese processuali, il processo camerale per l’equa riparazione del diritto alla ragionevole durata del processo va considerato quale procedimento avente natura contenziosa, ne’ rientra tra quelli speciali di cui alla tabelle A) e B) allegate al Decreto del Ministro della giustizia 8 aprile 2004, n. 127 (rispettivamente voce 50, paragrafo 7 e voce 75, paragrafo 3), per tali dovendo intendersi, ai sensi dell’art. 11 della tariffa allegata a detto decreto ministeriale, i procedimenti in camera di consiglio ed in genere i procedimenti non contenziosi (cfr., ex plurimis, la sentenza n. 25352 del 2008);

che, pertanto, il decreto impugnato deve essere annullato in relazione alla censura accolta;

che, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa puo’ essere decisa nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2.

che, conseguentemente, le spese processuali del giudizio a quo debbono essere nuovamente liquidate – sulla base delle tabelle A, paragrafo 4^, e B, paragrafo 1, allegate al Decreto del Ministro della giustizia 8 aprile 2004, n. 12 7, relative ai procedimenti contenziosi, previa compensazione per la meta’, in ragione dell’accoglimento solo parziale del ricorso -, per l’intero, in complessivi Euro 860,00, di cui Euro 50,00 per esborsi, Euro 310,00 per diritti ed Euro 500,00 per onorari, oltre alle spese generali ed agli accessori come per legge, da distrarsi in favore dell’avv. Alfonso Luigi Marra, dichiaratosene antistatario;

che le spese del presente grado di giudizio compensate per la meta’, in ragione dell’accoglimento solo parziale del ricorso – seguono la residua soccombenza e vengono liquidate nel dispositivo.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso nei limiti di cui in motivazione, cassa il decreto impugnato e, decidendo la causa nel merito, condanna il Ministro dell’economia e delle finanze al rimborso, in favore della parte ricorrente, delle spese del giudizio, che determina, per il giudizio di merito, nella meta’ dell’intero, intero liquidato in complessivi Euro 860,00, di cui Euro 50,00 per esborsi, Euro 310,00 per diritti ed Euro 500,00 per onorari, oltre alle spese generali ed agli accessori come per legge, da distrarsi in favore dell’avv. Alfonso Luigi Marra, dichiaratosene antistatario, e, per il giudizio di legittimita’, nella meta’ dell’intero, intero liquidato in complessivi Euro 600,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre alle spese generali ed agli accessori come per legge, da distrarsi in favore dello stesso avv. Marra, dichiaratosene antistatario.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio, della Struttura centralizzata per l’esame preliminare dei ricorsi civili, il 10 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 4 febbraio 2011

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA