Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27745 del 11/12/2013


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Civile Sent. Sez. 6 Num. 27745 Anno 2013
Presidente: SEGRETO ANTONIO
Relatore: SCARANO LUIGI ALESSANDRO

SENTENZA
sul ricorso 15954-2012 proposto da:
ENEL SERVIZIO ELETTRICO SPA 09633951000 – società con
unico azionista, soggetta all’attività di direzione e coordinamento di
Enel SpA nella qualità di procuratore della Enel Distribuzione SpA in
persona del proprio procuratore, nonché ENEL SERVIZIO
ELETTRICO SPA – società con unico azionista, soggetta all’attività di
direzione e coordinamento di Enel SpA nella sua qualità di beneficiaria
del ramo di azienda della Enel Distribuzione SpA in persona del
proprio procuratore, elettivamente domiciliate in ROMA, VIA
GIROLAMO DA CARPI 6, presso lo studio dell’avvocato
SZEMERE RICCARDO, che le rappresenta e difende, giusta procura
a margine del ricorso;

Data pubblicazione: 11/12/2013

- ricorrenti contro
RUOTOLO FABIO;
– intimato –

BENEVENTO del 20.5.2011, depositata il 23/05/2011;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
07/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. LUIGI ALESSANDRO
SCARANO.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.
ANTONIETTA CARESTIA che ha concluso per raccoglimento dei
primi 4 motivi, assorbiti gli altri.

Ric. 2012 n. 15954 sez. M3 – ud. 07-11-2013
-2-

avverso la sentenza n. 1051/2011 del TRIBUNALE di

15954/2012

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza del 23/5/2011 il Tribunale di Benevento
respingeva il gravame interposto dalla società Enel
Distribuzione s.p.a. nei confronti della pronunzia G. di P.

proposta dal sig. Fabio Ruotolo di condanna al risarcimento
del lamentato danno consistente negli ingiusti oneri
sopportati per il pagamento dell’energia elettrica
erogatagli tramite bollettini postali, in conseguenza
dell’inadempimento da parte dell’Enel all’art. 6, comma 4,
Delib. n. 200 del 1999 con cui l’Autorità per l’Energia
Elettrica ed il Gas (A.E.E.G) ha imposto agli esercenti il
servizio di distribuzione e vendita dell’energia elettrica
di «offrire al cliente almeno una modalità gratuita di
pagamento della bolletta>>.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la
società Enel Servizio Elettrico s.p.a., in proprio e quale
procuratrice speciale della società Enel Distribuzione
s.p.a., propone ora ricorso per cassazione.
L’intimato non ha svolto attività difensiva.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con il l ° motivo la ricorrente denunzia violazione e
falsa applicazione dell’art. 2 L. n. 481 del 1995, in
riferimento all’art. 360, l ° co. n. 3, c.p.c.

3

Benevento n. 279/2009 di accoglimento della domanda

15954/2012

Con il 2 ° motivo denunzia «difetto di motivazione» su
punto decisivo della controversia, in riferimento all’art.
360, l ° co. n. 5, c.p.c.
Con il

3 ° motivo denunzia violazione e

falsa

360, l ° co. n. 3, c.p.c.; nonché «omessa motivazione» su
punto decisivo della controversia, in riferimento all’art.
360, l ° co. n. 5, c.p.c.
I primi 3 motivi, che possono congiuntamente esaminarsi
in quanto connessi, si appalesano fondati p.q.r. nei
termini di seguito indicati.
Come questa Corte ha già avuto ripetutamente modo in
casi analoghi di affermare, il potere normativo secondario
(o, secondo una possibile qualificazione alternativa, di
emanazione di atti amministrativi precettivi collettivi)
dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ai sensi
dell’art. 2, comma 2 lett. h), si può concretare anche
nella previsione di prescrizioni che, attraverso
l’integrazione del regolamento di servizio, di cui al comma
37 dello stesso art. 2, possono in via riflessa integrare,
ai sensi dell’art. 1339 c.c., il contenuto dei rapporti di
utenza individuali pendenti anche in senso derogatorio di
norme di legge, ma alla duplice condizione che queste
ultime siano meramente dispositive e, dunque, derogabili
dalle stesse parti, e che la deroga venga comunque fatta

4

applicazione dell’art. 1339 c.c., in riferimento all’art.

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dall’Autorità a tutela dell’interesse dell’utente o
consumatore, restando, invece, esclusa -salvo che una
previsione speciale di legge o di una fonte comunitaria ad
efficacia diretta- non la consenta – la deroga a norme di

dispositive a sfavore dell’utente e consumatore.
Si è tuttavia escluso che la prescrizione di cui
all’art. 6, comma 4, Delib. A.E.E.G. n. 200 del 1999, abbia
comportato la modifica o l’integrazione del regolamento di
servizio del settore esistente all’epoca della sua
adozione, e conseguentemente l’integrazione dei contratti
di utenza ai sensi dell’art. 1339 c.c., sicché l’azione di
responsabilità per inadempimento contrattuale esercitata
dalla originaria parte attrice risulta priva di fondamento,
in quanto basata su clausola contrattuale invero non
risulta inserita nel contratto di utenza, e pertanto
insussistente (cfr., da ultimo, Cass., 19/12/2011, n.
27500; Cass., 19/12/2011, n.27474; Cass., 16/12/2011, n.
27106).
Orbene,

il giudice dell’appello ha disatteso il

suindicato principio, a tale stregua erroneamente
attribuendo alla delibera di cui trattasi efficacia
integrativa del contratto di utenza, e conseguentemente
ravvisando sussistente il lamentato inadempimento.

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legge di contenuto imperativo e la deroga a norme di legge

15954/2012

Dell’impugnata sentenza s’imporne pertanto la cassazione
in relazione, con assorbimento dei restanti motivi.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto,
la causa può essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c.,

infondatezza emerge invero anche in ordine al profilo
subordinato concernente il preteso inadempimento
dell’obbligo di informazione, giacché l’esclusione della
integrazione del contratto da parte della delibera in
argomento in ragione della relativa indeterminatezza depone
conseguentemente per la mancata insorgenza di un siffatto
obbligo.
Le spese del giudizio di merito possono essere
integralmente compensate tra le parti, essendo notorio che
nella giurisprudenza di merito la questione di diritto
dell’efficacia della norma della nota deliberazione è stata
decisa in modi opposti.
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in
dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
La Corte accoglie p.q.r. i primi 3 motivi di ricorso,
assorbiti gli altri, e, decidendo la causa nel merito,
accoglie l’appello e rigetta la domanda originaria del
Ruotolo. Compensa le spese dei gradi di merito. Condanna il
Ruotolo al pagamento delle spese del giudizio di

6

con il rigetto della domanda originaria del Ruotolo, la cui

15954/2012

cassazione, che liquida in complessivi euro 600,00 di cui
euro 400,00 per onorari, oltre ad accessori come per legge.
Roma, 7/11/2013

Il PreiIdente
17/1

Il Giudice est.

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