Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27707 del 11/12/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 27707 Anno 2013
Presidente: PIVETTI MARCO
Relatore: PERRINO ANGELINA MARIA

SENTENZA
sul ricorso iscritto al numero 3936 del ruolo generale
dell’anno 2009, proposto
da
Agenzia delle entrate, in persona del direttore pro
tempore, rappresentato e difeso ope legis dall’avvocatura
dello Stato, presso gli uffici della quale in Roma, alla via
dei Portoghesi, n. 12, domicilia;
– ricorrente contro
Gino rag. Felice & figlio s.p.a., in persona del legale
rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso, giusta
procura speciale a margine del controricorso, dagli
avvocati Enzo Barazza e Giuseppe Niccolini,
elettivamente domiciliato presso lo studio del secondo in
Roma, alla via Teodosio Macrobio, n. 3
RG n. 3936/2009
Anuelina-Mari Peril estensore

Data pubblicazione: 11/12/2013

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controricorrenteper la cassazione della sentenza della Commissione tributaria
regionale del Piemonte, sezione 10 0 , depositata in data 19 dicembre
2007, n. 54/10/07;
udita la relazione sulla causa svolta alla pubblica udienza in data 11

uditi per l’Agenzia delle entrate l’avvocato dello Stato Francesco
Meloncelli e per la ricorrente l’avv. Enzo Barazza;
udito il pubblico ministero, in persona del sostituto procuratore
generale Sergio Del Core, che ha concluso per la dichiarazione di
estinzione per rinuncia
Fatto
La società contribuente fu destinataria di due avvisi di
accertamento relativi a recupero di iva, così di seguito giustificati:
a.-per un verso, erano recuperate a tassazione operazioni
apparentemente intercorse con soggetti comunitari, ma, in realtà,
avvenute con clienti italiani, in quanto le autovetture che ne erano
oggetto erano state immatricolate in Italia a distanza di pochi giorni
dalla data delle fatture intracomunitarie;

b.-per altro verso, era stata indebitamente detratta l’iva assolta
su acquisti compiuti da soggetti in realtà inesistenti.
A seguito d’impugnazione degli avvisi, la locale Commissione
tributaria provinciale, dopo aver respinto l’eccezione preliminare
concernente la carenza di motivazione, accolse nel merito i ricorsi,
affermando, quanto al rilievo sub a., che l’appello si è basato sulla
deduzione di motivi nuovi non ammessi, incentrati sulla
qualificazione dell’operazione come d’interposizione oggettiva e
non più d’interposizione soggettiva, come affermato con l’avviso di
accertamento, là dove, in relazione all’impostazione seguita con
RG n. 3936/2009
Angelina-Maria

tensore

giugno 2013 dal consigliere Angelina-Maria Perrino;

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12(

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l’avviso di accertamento, non è stato identificato l’accordo
trilaterale necessario per la riconoscibilità dell’interposizione
soggettiva e, in ogni caso, non vi è interposizione oggettiva, avendo
la società dimostrato di avere effettivamente venduto; quanto al
rilievo sub b., facendo leva sulla formazione di un giudicato
interno, non essendo stata impugnata la sentenza di primo grado nel

Ricorre l’Agenzia delle entrate per ottenere la cassazione della
sentenza impugnata, affidando il ricorso a due motivi, accorpati in
relazione agli addebiti.
Resiste con controricorso la società.
Diritto
Va dichiarata l’estinzione del giudizio, per l’intervenuta
rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte.
Spese compensate, giusta accordo fra le parti.

r

per questi motivi
La Corte:
-dichiara estinto il giudizio;
-compensa le spese.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione quinta
civile, 1’11 giugno 2013

!”7.7

punto in cui escludeva l’interposizione soggettiva.

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