Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27685 del 03/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 03/12/2020, (ud. 09/09/2020, dep. 03/12/2020), n.27685

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Presidente –

Dott. LEONE Margherita Maria – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22564-2019 proposto da:

D.L.L., in proprio e nella qualità di liquidatore pro

tempore della MUOVICASA SRL IN LIQUIDAZIONE, B.M.,

elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentati e difesi dagli avvocati GIAN PIETRO

DALL’ARA, ANGELA MARESCOTTI;

– ricorrenti –

contro

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO SEDE DISTRETTUALE DI (OMISSIS) E

(OMISSIS);

– intimato –

avverso la sentenza n. 161/2019 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 05/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/09/2020 dal Presidente Relatore Dott. LUCIA

ESPOSITO.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

La Corte d’appello di Bologna confermava la decisione del giudice di primo grado che aveva rigettato l’opposizione ex L. n. 689 del 1981, proposta da Muovicasa s.r.l. in liquidazione e dai legali rappresentanti della medesima in periodi successivi avverso due provvedimenti con cui era stato loro intimato il pagamento solidale di somme a titolo di sanzioni amministrative per violazioni di cui al verbale di accertamento del (OMISSIS), relative all’irregolare impiego delle lavoratrici T.S. e di M.M.;

osservava la Corte territoriale che dalle convergenti dichiarazioni delle lavoratrici e dei testi escussi in punto di durata del rapporto, di entità e modalità esecutive della prestazione, implicanti costanti direttive da parte dei titolari, era emersa la natura subordinata del rapporto;

avverso la sentenza propongono ricorso per cassazione Muovicasa s.r.l. in liquidazione, B.M. e D.L.L. sulla base di due motivi;

l’Ispettorato del lavoro è rimasto intimato;

la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata notificata alla parte costituita, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

con il primo motivo i ricorrenti deducono violazione dell’art. 2094, in relazione all’individuazione dei presupposti che qualificano la prestazione di lavoro, osservando che i giudici del merito avevano fondato la decisione sulle dichiarazioni rese dalle lavoratrici in causa connessa, confermate in sede di ispezione, le quali erano inidonee a fondare il giudizio in ordine alla subordinazione e intrinsecamente contraddittorie, allo stesso modo del provvedimento impugnato;

con il secondo motivo i ricorrenti deducono violazione dell’art. 2094 c.c., in relazione alla configurazione dei criteri della subordinazione secondo i principi processuali degli artt. 116 e 421 c.p.c., e rilevano, ripercorrendo le risultanze istruttorie acquisite, che i presupposti essenziali del lavoro subordinato non risultavano configurati in relazione alle circostanze di fatto;

le censure, che possono essere esaminate congiuntamente in ragione dell’intima connessione, oltre a risultare carenti sotto il profilo della specificità, poichè non individuano con certezza i criteri della subordinazione che il giudice del merito avrebbe ritenuto erroneamente esistenti, sono inammissibili poichè, piuttosto che investire i parametri generali e astratti che presiedono alla individuazione del rapporto di lavoro subordinato, propongono una diversa lettura delle risultanze istruttorie, in tal modo ponendo questioni di mero fatto concernenti l’accertamento concreto da cui è stata tratta la valutazione circa la natura del rapporto, questioni riservate al giudice del merito (in tal senso il fermo orientamento di questa Corte, sin da Cass. n. 9168 del 7/6/2003, cui sono seguite molte altre successive conformi);

ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, senza alcun provvedimento in ordine alle spese, in mancanza di svolgimento di attività difensiva ad opera della controparte;

sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 9 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 3 dicembre 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA