Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27668 del 11/12/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 27668 Anno 2013
Presidente: PIVETTI MARCO
Relatore: MELONI MARINA

SENTENZA

sul ricorso 27885-2009 proposto da:
AGENZIA DELLE DOGANE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente 2013
886

contro

SIVET DI VINCENZO MARRA & C. SAS in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA VIA ANTONIO CHINOTTO 1, presso lo
studio dell’avvocato VACCA GIUSEPPE, rappresentato e
difeso dall’avvocato MANGO ANTONIO giusta delega in

Data pubblicazione: 11/12/2013

:

calce;

controri corrente

avverso la sentenza n. 58/2009 della COMM.TRIB.REG.
di TORINO, depositata il 07/09/2009;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

MELONI;
udito per il ricorrente l’Avvocato FIDUCCIA che ha
chiesto l’accoglimento;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. TOMMASO BASILE che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso.

udienza del 12/03/2013 dal Consigliere Dott. MARINA

Svolgimento del processo
A seguito di notifica di due avvisi di pagamento
emessi dalla Agenzia delle Dogane di Torino,

erariale per l’energia elettrica oltre indennità
per l’anno 1996, la società SIVET s.a.s.
presentava separati ricorsi alla Commissione
Tributaria provinciale di Torino la quale disponeva
la riunione dei due ricorsi. In particolare la
società lamentava che i due avvisi erano già stati
oggetto di precedente emissione di cartella
esattoriale a suo tempo impugnata ed annullata con
sentenza di primo e secondo grado ormai passata in
giudicato.
La Commissione tributaria provinciale di Torino con
sentenza nr.102/08/07 rigettava i ricorsi riuniti.
Su ricorso in appello proposto dalla SIVET s.a.s.
la Commissione tributaria regionale del Piemonte,
con sentenza nr.58/02/09 depositata in data
7/9/2009, in riforma della sentenza di primo grado,
dichiarava illegittima la richiesta di pagamento
degli importi dovuti in quanto gli avvisi di
pagamento erano riproposizione di altri avvisi già
oggetto di precedente contenzioso passato in
4

relativi al mancato pagamento dell’addizionale

giudicato e pertanto

riproposti

in

violazione del principio ne bis in idem.
Avverso la sentenza della Commissione Tributaria
regionale ha proposto ricorso per cassazione
l’Agenzia delle Dogane con un motivi ed ha

ha presentato memoria.

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo di ricorso la ricorrente
Agenzia delle Dogane lamenta violazione e falsa
applicazione dell’art.2909 cc e 324 cpc e dei
principi generali sul giudicato in riferimento
all’art. 360 n.3 cpc in quanto la CTR ha
dichiarato l’illegittimità e la nullità degli
avvisi di pagamento perchè oggetto di precedente
giudizio concluso con sentenza passato in
giudicato sebbene la predetta precedente
sentenza nr. 37/25/05 non abbia contestato nel
merito la pretesa tributaria ma rilevato solo
carenze formali e probatorie degli atti
impugnati.

5

resistito Sivet s.a.s. con controricorso.L’Agenzia

Il motivo di ricorso è fondato e deve essere
accolto con condanna alle spese della
ricorrente.

in caso analogo e del tutto sovrapponibile a
quello in esame (Cass. V sez. nr . 10376 del
12/5/2011)

“In tema di accertamento delle

imposte sui redditi,

la pronuncia di una

sentenza che dichiari la nullità dell’avviso di
accertamento per motivi di forma, sia o meno
passata in giudicato, non solo non preclude la
possibilità ma impone all’Amministrazione
finanziaria di emettere un nuovo avviso, il
quale autoannullerà, se necessario, il
precedente, purchè siano rispettati i termini di
cui ai primi due commi dell’art. 43 del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 600 e ciò in quanto, se
ancora in tempo, non è in potere dell’
Amministrazione

rinunciare

con

l’inerzia

all’azione di recupero del credito fiscale.”

Per quanto sopra il ricorso proposto deve essere
accolto con condanna alle spese della
ricorrente.
P.Q.M.
3

Infatti secondo l’orientamento di questa Corte

Accoglie

il

ricorso

proposto

e

condanna la ricorrente SIVET di Vincenzo Marra &
C.sas alle spese di giudizio che si liquidano in
3.300,00 oltre spese prenotate a debito.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio della V

sezione civile il 12/3/2013

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