Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27631 del 11/12/2013


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 27631 Anno 2013
Presidente: BUCCIANTE ETTORE
Relatore: SCALISI ANTONINO

SENTENZA

sul ricorso 8758-2009 proposto da:
CONSOB

COMMISSIONE

NAZIONALE

SOCIETA’

BORSA

80204250585, IN PESONA DEL PRESIDENTE LEGALE RAPP.TE,
elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO ANTONIO SARTI
4, presso lo studio dell’avvocato CAPPONI BRUNO, che
v

2013
1991

la rappresenta e difende unitamente agli avvocati
ERMETES MARIA LETIZIA, VALENTE ANTONELLA, BIAGIANTI
FABIO;
– ricorrente contro

SIVORI & PARTNERS SIM SPA 03833350105, IN PERSONA DEL

Data pubblicazione: 11/12/2013

LEGALE RAPP.TE P.T., elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA E. Q. VISCONTI 20, presso lo studio
dell’avvocato RISTUCCIA RENZO, che la rappresenta e
difende;
– controricorrente –

CANEVELLO LUCA, PROCURA GENERALE REPUBBLICA PRESSO
CORTE APPELLO GENOVA;
– intimati –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
ye-4-

depositata il W1V2008; (

i

udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 27/09/2013 dal Consigliere Dott. ANTONINO
SCALISI;
udito l’Avvocato Valente Antonella e Bia0fianti Fabio
difensori della ricorrente che ha chiesto
l’accoglimento del ricorso;
udito

l’Avv.

Ristuccia

Renzo

difensore

della

controricorrente che ha chiesto il rigetto del
ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. PIERFELICE PRATIS che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso.

nonchè contro

_
Svolgimento del processo
_
Con delibera n. 16000 del 27 giugno 2007 la Consob irrogava al sig. Luca
Canevello, nella qualità di responsabile della sala di negoziazioni conto terzi
della Sivori e Patners Sim, la sanzione di E. 25.823, 00 avendo accertato che
o stesso aveva posto in essere per conto di alcuni clienti della Sim una
strategia operativa speculativa

intenzionalmente e consapevolmente basata

sul ricorso al fail e, cioè sulla mancata esecuzione delle operazioni concluse
in borsa, attraverso il sistema di liquidazione alla data normativamente
prevista.
Il pagamento della sanzione irrogata al Canevello nella delibera veniva
ingiunto alla sola società Sivori e Partners Sim spa con obbligo di regresso
verso l’autore della violazione ai sensi dell’art. 195 comma 9 del D.lgs. N. 58
_

del 1998.
Avverso la delibera della Consob proponevano opposizione davanti alla Corte
di appello di Genova, la società Sivori e Partners Sim spa., e Luca Canevello
Si costituiva la Consob, chiedendo che venisse dichiarata l’inammissibilità del
ricorso presentato dal Canevello per difetto di legittimazione attiva e venisse
respinta l’opposizione della società Sivori e Partners Sim spa., per
infondatezza dell’opposizione.

La Corte di Appello di Genova, con decreto n. 51 del 2008:
a) rigettava l’opposizione proposta da Canevello con compensazione delle
spese tra le parti per difetto di legittimazione, posto che la legittimazione
all’opposizione

apparteneva

ai

soli

soggetti

destinatari

in concreto

,

dell’ingiunzione al pagamento e nel caso in esame il pagamento dell’importo

,

della sanzione di cui si dice era stato ingiunto unicamente alla società Sivori e
I

4,

_
_

non anche al Canevello

che rimaneva perciò privo della predetta

legittimazione.
b) accoglieva l’opposizione della società Sivori e Partners Sim spa., e per
l’effetto dichiarava la nullità della delibera della Consob, compensava tra le
parti le spese del giudizio. Secondo la Corte genovese la Consob non avrebbe
osservato le prescrizioni di cui all’art. 195 del D. lgs n. 58 del 1998 così come
modificato e integrato dalla legge 18 aprile 2005 n. 62, il quale prevedeva che
l’intero

procedimento

sanzionatorio

fosse

retto

dal

principio

del

contraddittorio, e nel caso in esame, la Consob non aveva assicurato il
contraddittorio rispetto alle valutazioni dell’Ufficio Sanzioni Amministrative
perché queste non sarebbero state riportate agli interessati per eventuali loro

conclusive osservazioni.

_

La cassazione di questa sentenza è stata chiesta dalla Consob con ricorso
affidato a due motivi, illustrati con memoria. La società Sivori e Partners Sim
spa., ha resistito con controricorso, illustrato con memoria. Canevello e la
Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Genova intimati in
questa fase non hanno svolto alcuna attività giudiziale.
Motivi della decisione
1.= Con il primo motivo la Consob denuncia la violazione e falsa applicazione

degli artt. 24 e 111 cost., 99, 101, 183, 359cpc., 22 e 23 della legge 24
novembre 1981 n. 689, 195 del D.Igs 24 febbraio 1998 n. 58 nonché la
violazione del principio del contraddittorio del sollecito e del leale
svolgimento del processo, carenza di potestas iudicandi, nullità del decreto e
del procedimento (ari. 360, comma primo, n. 4 cpc.). Secondo la ricorrente,

.

la Corte genovese avrebbe definito la controversia in base ad una questione
2

_
rilevata di ufficio

e non prospettata nei termini dagli opponenti

e mai

_
dibattuta nel processo e, cioè la questione relativa alla ritenuta violazione del
principio del contraddittorio nell’ambito della procedura sanzionatoria della
Consob in conseguenza della mancata comunicazione agli interessati delle

propria relazione finale della Commissione. In particolare specifica la
ricorrente la Corte territoriale ha disatteso la censura di violazione del
principio della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie, come
pure ha respinto il richiamo al giusto processo ed ha, invece,

accolto la

censura di violazione del principio del contraddittorio, ma a tale decisione è
pervenuta attraverso l’esame della questione della mancata comunicazione
i
al’interessato delle valutazioni e conclusioni formulate dall’Ufficio Sanzioni
Amministrative nella propria relazione finale per la Commissione. Pertanto,
secondo la ricorrente la questione esaminata dalla Corte territoriale sarebbe
all’evidenza diversa da quella sollevata da parte ricorrente, e sarebbe una
questione sollevata d’ufficio e che non ha sottoposto al contraddittorio delle
parti. Piuttosto, il principio del contraddittorio vuole che qualora la parte
chieda l’accertamento dell’invalidità di un atto a sé pregiudizievole la
pronuncia del giudice, debba esser circoscritta alle ragioni enunciate
dall’interessato e non possa, quindi, solitariamente fondarsi su elementi
rilevati di ufficio o tardivamente indicati.
Pertanto conclude la ricorrente, dica l’Ecc.ma Corte che il giudice, che reputi
di decidere la lite in base ad una questione (o ad un fatto) rilevato ex ufficio

e non formalmente sollevata dalle parti, debba astenersi dal decidere

_

solitariamente e deve procedere alla segnalazione della questione aprendo su
3

valutazioni e conclusioni formulate dall’Ufficio sanzioni Amministrative nella

di esso la discussione e dando spazio alle consequenziali attività assertive e
probatorie delle parti; dica dunque l’Ecc.ma Corte di Cassazione che la
decisione assunta solitariamente dal Giudice sia affetta da vizi enunciati
nell’epigrafe del presente motivo di ricorso violando in particolare il diritto di
_

fattispecie tali errores affliggano l’operato della Corte di appello di Genova
che ha accolto l’opposizione promossa ex art. 195 del D.lgs n. 58 del 1998,
ritenendo fondata la censura di violazione del principio del contraddittorio
nella procedura sanzionatoria, disciplinata dalla delibera della Consob n.
15086 del 21 giugno 2005 in ragione della mancata comunicazione agli
interessati delle valutazioni e conclusioni formulate dall’Ufficio sanzioni
Amministrative nella propria relazione finale alla Commissione, questione
_

non oggetto di discussione nel corso del giudizio in quanto non sollevato dalla
parte ricorrente nel relativo atto introduttivo né, successivamente senza
i
sottoporre tale questione alle parti, perché svolgessero in contraddittorio le
i
I loro difese.
1.1.= Il motivo è fondato.
Vero che la società Sivori aveva denunciato la lesione del principio del
contraddittorio con il primo sottomotivo del ricorso, tuttavia, le ragioni
addotte erano diverse da quelle per le quali la Corte genovese ha ritenuto che

la Consob aveva violato il principio del contraddittorio. Ora non vi è dubbio
che il principio del contraddittorio è rispettato se gli interessati in

giudizio

sono posti nelle condizioni di conoscere le eccezioni e le deduzioni dell’altra

parte e di esporre le proprie difese. Sicché. il giudice che ritenga, dopo

_

l’udienza di trattazione, di sollevare una questione rilevabile d’ufficio e non
iI

4

difesa in ragione del mancato esercizio del contraddittorio e che nella

_
considerata dalle parti, deve sottoporla ad esse al fine di provocare il
contraddittorio e consentire io svolgimento delle opportune difese, dando
spazio alle consequenziali attività.
Questa Suprema Corte ha in altra occasione (Cass. n. 21108 del 31/10/2005)
specificato che la mancata segnalazione da parte del giudice comporta la
violazione del dovere di collaborazione e determina nullità della sentenza per
violazione del diritto di difesa delle parti, private dell’esercizio del
contraddittorio, con le connesse facoltà di modificare domande ed eccezioni,
allegare fatti nuovi e formulare richieste istruttorie sulla questione che ha
condotto alla decisione solitaria. Qualora la violazione, nei termini suindicati,
si sia verificata nel giudizio di primo grado, la sua denuncia in appello,
.

accompagnata dalla indicazione delle attività processuali che la parte avrebbe

_

potuto porre in essere, cagiona, se fondata, non già la regressione al primo
giudice, ma, in forza del disposto dell’art. 354 comma quarto cod. proc. civ., la
rimessione in termini per lo svolgimento nel processo d’appello delle attività il
cui esercizio non è stato possibile. Ove, invece, la violazione sia avvenuta nel
giudizio di appello, la sua deduzione in cassazione determina, se fondata, la
cassazione della sentenza con rinvio, affinché in tale sede, in applicazione
dell’art. 394, terzo comma, cod. proc. civ., sia dato spazio alle attività
processuali omesse. Eguale soluzione va adottata nel caso di sentenza non

soggetta ad appello e come tale ricorribile per cassazione.
1.1.a).= Ora, nel caso in esame la società Sivori, ilEfag~:1331 aveva
‘ sollevato la Questione relativa alla lesione del principio del contraddittorio

‘ perché non aveva avuto la possibilità di interloquire con la Commissione
Collegio, epperò, la Corte genovese ha ritenuto fondata la censura relativa alla
E

_

violazione del contraddittorio per la mancata comunicazione all’interessato
delle

valutazioni

e

conclusioni

formulate

dall’Ufficio

Sanzioni

Amministrative cui sono affidate funzioni e competenze diverse da quella

della Commissione Collegio. Pertanto, la questione esaminata dalla Corte

dalle partì. La Corte genovese avrebbe dovuto — e non sembra lo abbia fattoporre all’attenzione delle parti la questione che ha esaminato e posta a
fondamento della sua decisione, e consentire sulla stessa il contraddittorio
inter partes.
i

2.=Con il secondo motivo la ricorrente denuncia la violazione e falsa
applicazione dell’art. 195 del D.lgs 24 febbraio 1998 n. 58, dell’art. 24 della

.

legge 28 dicembre 2005 n. 262 e degli artt. 14 e 16 della legge 24 novembre

1981 n. 689 (art. 111 cost. e art. 360 n. 3 cpc). Secondo la ricorrente al
decisione impugnata sarebbe illegittima ed ingiusta nella parte in cui ha
ritenuto condivisibile la censura riguardante la violazione del principio del
contraddittorio per il ravvisabile contrasto con la legge del regolamento atteso
che il contraddittorio endoprocidnenatale. secondo la normativa vigente,
verterebbe esclusivamente sui fatti contestati, e

non si estenderebbe, come,

invece, ha ritenuto la Corte genovese alle valutazioni e alle conclusioni cui
perviene l’Ufficio Sanzioni Amministrative. In particolare, specifica la

ricorrente la decisione della Corte genovese incorre negli errori di diritto
indicati nell’epigrafe del motivo sia laddove attribuisce portata innovativa
all’espressa previsione del principio del contraddittorio nell’ambito dei

procedimenti sanzionatori alla Consob e sia laddove prescrive alla Consob un

supercontraddittorio, non ritenendo idonea ad assicurare il contraddittorio la
6

genovese e su cui ha fondato la sua decisione è diversa da quella sollevata

sola contestazione degli estremi del fatto illecito addebitato. Piuttosto, ritiene
la ricorrente la menzione del contraddittorio tra le regole del procedimento
sanzionatorio di cui all’art. 195 del D.lgs n, 58 del 1998 è puramente
ricognitivo di un principio immanente all’ordinamento che non si colora di

da tale norma di legge. Sicché, giuridicamente infondata sarebbe, sempre
secondo la ricorrente, la tesi della Corte territoriale secondo cui la formale
previsione del principio del contraddittorio risponderebbe alle finalità di
assicurare l’esigenza di una maggiore accentuazione dei diritti degli interessati
e avrebbe quindi in sostanza portata innovativa. Con l’ulteriore conseguenza
che non vi sarebbe alcuna differenza sotto il profilo del contraddittorio tra il
eU:to

procedimento sanzionatorio disciplinato dall’art. 195 TUF vecchio ffittio e il
procedimento regolato dallo stesso articolo nel testo attualmente vigente.
Pertanto, il principio del contraddittorio e il diritto di difesa, nella fase
amministrativa prociromica all’emanazione dell’ordinanza

ingiunzione, è

concentrato alla contestazione al presunto trasgressore del fatto di cui è
incolpato, individuato in tutte le circostanze oggettive e soggettive che
valgono a caratterizzarlo e siano rilevanti ai fini della pronuncia del
provvedimento finale. Una volta chiarito, conclude la ricorrente, che il
contraddittorio endoprocedimentale verte esclusivamente sui fatti contestati va
ribadita la piena idoneità del procedimento sanzionatorio, disciplinato dalla
delibera 15086 del 2005 ad assicurare il diritto

dell’interessato al

contraddittorio.
Dica, dunque, l’Ecc.n-ia Corte di cassazione, conclude la ricorrente che la
previsione dei principio del contraddittorio nell’art. 195 comma 2 del decreto

un’intensità maggiore o diversa nell’ambito dei procedimenti punitivi regolati

legislativo del 24 febbraio 1998 n. 58 come modificato dall’art. 9 della legge
18 aprile 2005 n. 62 e nell’ari, 24 della legge 28 dicembre 2005 n. 262 non ha
portata innovativa bensì puramente ricognitiva di un principio immanente
all’ordinamento che, conseguentemente, anche alla luce della disciplina di cui

dalla giurisprudenza di questa Ecc.ma Corte, l’oggetto del contraddittorio
della contestazione che lo introduce nel procedimento sanzionatorio di cui
all’art. 195 del d.les n. 58 del 1998 sia nella vecchia che nell’attuale
formulazione è unicamente il nucleo fattuale della violazione nei suoi estremi
soggettivi ed oggettivi, dica, dunque, l’Ecc.ma Corte di Cassazione, che
incorre nella violazione e falsa applicazione delle disposizioni enunciate
nell’epigrafe dei presente motivo la pronuncia che affermi, come in concreto e
nel caso di specie la Corte di Genova ha affermato ai fini della legittimità
dell’atto conclusivo del procedimento sanzionatorio di cui all’art. 195 del
d.lgs n. 58 del 4998 nuovo

o, la necessità che il contraddittorio

endoprocedimencale si sviluppi sulle valutazioni svolte dall’Ufficio sanzioni
Amministrative della Consob in punto di sussistenza dell’illecito e in punto di
quantiticazione della sanzione da applicare e che, pertanto, nella specie tali
vizi affliggono l’i, _,u„51,nato decreto della Corte d’Appello di Genova che ha
statuito in tal senso.
2.1= 11 motivo, per ovvie ragioni, rimane assorbito dall’accoglimento del
prime motivo, atteso che la questione prospettata non potrà che riproporsi
all’attenzione del giudice del rinvio.
In definitiva, va accolto il primo motivo dei ricorso e rigettato il secondo, la
sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte
8

agli arti. 14 e 18 della legge 24 novembre 1981 n. 689, così come ricostruita

di Appello di Genova, anche per il regolamento delle spese del presente
giudizio di cassazione.
PQM
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara assorbito secondo,

cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa ad altra sezione della Corte di

appello di Genova, anche per il regolamento delle spese del presente giudizio

di cassazione.
Così deciso nella Camera di Consiglio della Seconda Sezione Civile della
Corte Suprema di Cassazione il 27 settembre 2013

Il Consigliere relatore

,

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