Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27562 del 28/10/2019

Cassazione civile sez. VI, 28/10/2019, (ud. 25/06/2019, dep. 28/10/2019), n.27562

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCIOTTI Lucio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – rel. Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20577-2018 proposto da:

COMUNE DI LATINA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, PIAZZA DELL’OROLOGIO 7, presso lo studio

dell’avvocato PONTECORVI PAOLO, rappresentato e difeso dall’avvocato

DI LEGINIO FRANCESCO;

– ricorrente –

contro

B.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 332/3/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di ROMA, depositata il 23/01/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 25/06/2019 dal Consigliere Relatore Dott. CASTORINA

ROSARIA MARIA.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte:

costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016, osserva quanto segue;

Con sentenza n. 332/3/2017, depositata il 23.1.2018 non notificata, la CTR del Lazio rigettava l’appello del Comune di Latina avverso la sentenza della CTP di Latina che aveva accolto il ricorso proposto da B.M. su controversia avente ad oggetto avvisi di accertamento ICI per le annualità dal 2008 al 2011, sul presupposto dell’erroneità del classamento catastale dell’immobile di sua proprietà.

Avverso la sentenza della CTR il Comune di Latina ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, illustrati con memoria.

Il contribuente non ha spiegato difese.

1. Con il primo motivo il Comune di Latina deduce la nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione di norme di legge con specifico riferimento alla legittimazione ad causam; violazione dell’art. 100 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 per avere la CTR ritenuto la legittimazione passiva dell’ente locale con riferimento alla classificazione catastale.

2. Con il secondo motivo, articolato in due censure il Comune di Latina deduce le nullità della sentenza per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti e la violazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5.

Le censure sono suscettibili di trattazione congiunta.

Esse sono fondate.

La CTR ha confermato la decisione di primo grado sulla base della seguente affermazione: “la prefata decisione mette innanzitutto in luce l’irrituale attribuzione della classe 4 all’immobile in parola. Tale irregolarità rende attuale la disquisizione nel merito circa effettiva classe da attribuire all’immobile. D’altra parte il contribuente appena a conoscenza della nuova applicazione della classe catastale si faceva parte diligente facendo asseverare le caratteristiche dell’immobile da apposita perizia giurata”.

Dalla motivazione non è dato comprendere se il contribuente abbia impugnato l’attribuzione della categoria catastale (e ciò ai fini della valutazione della legittimazione passiva dell’ente locale) e il motivo per il quale la CTR abbia ritenuto non corretto il classamento.

Il vizio di motivazione “può dirsi sussistente quando, nel ragionamento del giudice di merito, sia rinvenibile traccia evidente del mancato (o insufficiente) esame dei punti decisivi della controversia, prospettati dalle parti o rilevabili d’ufficio, ovvero quando esista insanabile contrasto tra le argomentazioni complessivamente adottate, tale da non consentire l’identificazione del procedimento logico-giuridico posto a base della decisione” (ex multis, Cass. n. 8718/2005). Il ricorso deve essere conseguentemente accolto e la sentenza cassata con rinvio alla CTR del Lazio in diversa composizione la quale liquiderà le spese anche del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR del Lazio in diversa composizione anche per le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 25 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 28 ottobre 2019

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