Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27546 del 10/12/2013


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Civile Sent. Sez. 3 Num. 27546 Anno 2013
Presidente: FINOCCHIARO MARIO
Relatore: D’ALESSANDRO PAOLO

SENTENZA
sul ricorso 7778-2008 proposto da:
DE CONCILIIS ROSA DCNRS036L50A509Z, DE CONCILIIS EVA
DCNVEA33A71A501H, elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA G. ZANARDELLI 36, presso lo studio dell’avvocato
PUCCIONI PAOLO, che li rappresenta e difende
unitamente agli avvocati CAGNETTA VINCENZA,

DE

CONCILIIS GIUSEPPE;
– ricorrenti contro

COMUNE DI AVELLINO 00184530640 in persona del Sindaco
p.t. Dott. GIUSEPPE GALASSO, elettivamente domiciliato

1

Data pubblicazione: 10/12/2013

in ROMA, VIA VITTORIA COLONNA 18, presso lo studio
dell’avvocato BENIGNI ITALO, che lo rappresenta e
difende giusta delega in atti;
– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1342/2007 della CORTE D’APPELLO

20115/2004;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 13/11/2013 dal Consigliere Dott. PAOLO
D’ALESSANDRO;
udito l’Avvocato GENEROSO BENIGNI per delega;
udito

il

P.M.

Generale Dott.
per

la

in

persona

del

Sostituto

Procuratore

ROSARIO GIOVANNI RUSSO che ha concluso

manifesta

infondatezza

del

motivo

di

ricorso, per l’inammissibilità del 2 ° motivo; condanna
aggravata alle spese ex art. 385 4 ° co. c.p.c.;

2

di NAPOLI, depositata il 30/04/2007, R.G.N.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Rosa ed Eva De Conciliis propongono ricorso per cassazione, affidato
a due motivi, avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli che, in
riforma della sentenza di primo grado del Tribunale di Avellino, ha accolto
le opposizioni alle esecuzioni proposte nei loro confronti dal Comune di
Avellino.
Il Comune resiste con controricorso, illustrato da successiva

Anche le ricorrenti hanno depositato memoria.

MOTIVI DELLA DECISIONE
1.- La Corte di Appello assume che la transazione inter partes (che
accerta essere stata stipulata il 24/10/90, il giorno prima della
pubblicazione delle sentenze poste a base dei precetti) sarebbe
opponibile in sede esecutiva in quanto è intervenuta prima della
formazione del giudicato formale ma in un momento in cui le parti non
potevano più invocarla.
Con il primo motivo le ricorrenti deducono, in relazione a tale ratio
decidendi,

la violazione degli artt. 324 cod. proc. civ. e 2909 cod. civ. ed

il vizio di motivazione.
1.1.- Il primo motivo è infondato.

D 14-&-•–42

Nella sentenza n. 11581 del 2005 di questa Corte (conforme alla
sentenza n. 3412 del 2003) si afferma infatti che della sopravvenuta
transazione (come della rilevanza estintiva del debito a seguito di
pagamento) è possibile discutere in sede di opposizione alla esecuzione,
perché il giudicato non si forma in relazione ai fatti che non avrebbero
potuto essere dedotti nel giudizio di merito, essendo sopraggiunti in una
fase del processo di cognizione che non consente nuove allegazioni
difensive. Il che costituisce aqounto la ratio decidendi della senten7a.
sfrondata della distinzione tra giudicato formale e giudicato sostanziale.
2.- Con il secondo motivo, sotto il profilo della violazione di legge,
«condizionatamente all’esito favorevole dell’odierno gravame», le
ricorrenti si dolgono nuovamente, come già in appello, che il giudice di
primo grado, disattendendo la nota spese depositata, abbia liquidato le
spese al di sotto dei minimi di tariffa.
2.1.- Il mezzo è assorbito dal rigetto del primo motivo.

3

memoria.

3.- Il ricorso va quindi rigettato, con la condanna delle ricorrenti al
pagamento delle spese, liquidate in C 7.200, di cui C 7.000 per
compenso, oltre accessori di legge.
PQM
la Corte rigetta il ricorso e condanna le ricorrenti alle spese,
liquidate in C 7.200, di cui C 7.000 per compenso, oltre accessori di
legge.

civile, il 13 novembre 2013.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Terza Sezione

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