Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27525 del 10/12/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 27525 Anno 2013
Presidente: LAMORGESE ANTONIO
Relatore: NOBILE VITTORIO

SENTENZA

sul ricorso 24095-2008 proposto da:
POSTE ITALIANE S.P.A. C.F. 97103880585, in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA PO 25-B, presso lo studio
dell’avvocato PESSI ROBERTO, che la rappresenta e
difende giusta delega in atti;
– ricorrente, –

2013
3191

contro

D’OSTUNI ANTONELLA, BUCCOLIERI ADA;
– intimate –

avverso la sentenza n. 1891/2007 della CORTE D’APPELLO

Data pubblicazione: 10/12/2013

di LECCE, depositata il 04/10/2007 r.g.n. 1905/2006 +
altre ;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 07/11/2013 dal Consigliere Dott. VITTORIO
NOBILE;

ROBERTO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. PAOLA MASTROBERARDINO, che ha concluso
Pt
per l’inammissibilitàíéntrambi.

udito l’Avvocato MICELI MARIO per delega PESSI

R.G. 24095/2008
FATTO E DIRITTO
Con sentenza depositata il 4-10-2007 la Corte d’Appello di Lecce, tra
l’altro, in accoglimento dell’appello proposto da Antonella D’Ostuni e da Ada

del termine apposto ai contratti di lavoro intercorsi tra le parti (rispettivamente
dall’11-7-2000 al 30-9-2000 e dall’11-6-1998 al 30-9-1998, per “necessita di
espletamento del servizio in concomitanza di assenze per ferie”), riconoscendo
il diritto delle appellanti alla prosecuzione del rapporto, e condannava la
società al risarcimento del danno rapportato alle retribuzioni maturate dalla
data di notifica del ricorso introduttivo, oltre rivalutazione monetaria e interessi
legali, nonché alla relativa regolarizzazione contributiva.
Per la cassazione di tale sentenza la società ha proposto ricorso con quattro
motivi.
La D’Ostuni e la Buccolieri sono rimaste intimate.
Infine la società ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c. nonché copie di
verbali di conciliazione in sede sindacale conclusi entrambi il 14-11-2008.
Ciò posto, il ricorso va dichiarato inammissibile.
Dai verbali di conciliazione prodotti in copia risulta che le parti hanno
raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia de qua, dandosi
atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di
legge e dichiarando che — in caso di fasi giudiziali ancora aperte — le stesse
saranno definite in coerenza con il presente verbale.
Osserva il Collegio che i suddetti verbali di conciliazione si palesano
idonei a dimostrare la cessazione della materia del contendere nel giudizio di
1

Buccolieri, avverso le pronunce di rigetto di primo grado, dichiarava la nullità

cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a
proseguire il processo; alla cessazione della materia del contendere consegue
pertanto la declaratoria di inammissibilità del ricorso in quanto l’interesse ad
agire, e quindi anche ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in

decisione, in relazione alla quale, ed in considerazione della domanda
originariamente formulata, va valutato l’interesse ad agire (Cass. S.U. 29
novembre 2006 n. 25278, Cass. 13-7-2009 n. 16341, Cass. S.U. Ord. 9-1-2013
n. 302).
Infine, non deve provvedersi sulle spese, non avendo le intimate svolto
alcuna attività difensiva.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso, nulla per le spese.
Roma 7 novembre 2013

cui è proposta l’azione o l’impugnazione, ma anche nel momento della

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