Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27502 del 30/12/2016

Cassazione civile, sez. II, 30/12/2016, (ud. 25/05/2016, dep.30/12/2016),  n. 27502

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – rel. Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 14018-2009 proposto da:

B.I. (OMISSIS), C.M. nato a (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CRESCENZIO 42, presso lo

studio dell’avvocato VINCENZO LA RUSSA, rappresentati e difesi

dall’avvocato GIUSEPPE POLITI;

– ricorrenti –

contro

PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

e contro

F.G., F.M., L.R., T.G.,

P.N., D.M.V., P.N. nato a il

(OMISSIS), P.G.C., P.C.,

L.G., P.N. nato a il (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 559/2008 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 23/04/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

25/05/2016 dal Consigliere Dott. PASQUALE D’ASCOLA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI CARMELO che ha concluso per l’inammissibilità, nel merito

accoglimento del ricorso.

Fatto

ESPOSIZIONE DEL FATTO

La controversia è sorta nel 1997 con domanda proposta dagli odierni ricorrenti C. e B. per far accertare l’acquisto per usucapione di un antico fabbricato sito in (OMISSIS).

Il 12 luglio 2011 il tribunale di Catania ha rigettato la domanda principale e la riconvenzionale di risarcimento danni proposta dai sigg. F.G., M. e L.R..

La Corte di appello di Catania ha disposto l’integrazione del contraddittorio con gli eredi di P.C..

Non essendo stata correttamente eseguita la evocazione in giudizio dello Stato, al quale era stata devoluta l’eredità della P., la Corte territoriale ha dichiarato inammissibile il gravame.

C. e B. hanno proposto ricorso per cassazione.

Avvocatura si è costituita con controricorso.

La Sesta sezione civile all’adunanza del 23 maggio 2011 ha disposto la rinnovazione della notifica, non adeguatamente documentata, con altri 8 eredi.

Parte ricorrente ha depositato atto di rinnovazione della notifica, pervenuto nell’ottobre 2011.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

All’udienza del 25 maggio 2016, assenti i difensori delle parti, è stata rilevata la mancata produzione di tre avvisi di ricevimento delle notifiche destinate a P.G.C. – T.C. (erede G.) e L.G..

Il pubblico ministero ha chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso. Tale declaratoria si impone alla luce della normativa vigente.

In conformità all’insegnamento delle Sezioni Unite è stato applicato dalla Sesta sezione l’art. 331 cod. proc. civ., in ossequio al principio del giusto processo in ordine alla regolare costituzione del contraddittorio ex art. 111 cod. proc. civ., da ritenersi prevalente, di regola, rispetto al principio della ragionevole durata del processo, e pertanto il giudice ha ordinato l’integrazione del contraddittorio. (Sez. U, Sentenza n. 14124 del 11/06/2010)

Parte ricorrente doveva quindi provvedere alla costituzione del contraddittorio entro il termine fissato (art. 331, comma 2).

A tal fine doveva dimostrare il perfezionamento della notifica, nella fattispecie di notifica a mezzo posta, mediante produzione dell’avviso di ricevimento.

La dimostrazione, nel caso di giudizio di cassazione, è possibile fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 cod. proc. civ., ma prima che abbia inizio la relazione di cui al primo comma della citata disposizione.

In caso, però, di mancata produzione dell’avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell’intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 cod. proc. civ. (Su 627/08 e 14124 cit.).

L’ordine di integrazione del contraddittorio, emesso nei confronti di più persone, litisconsorti necessarie, non può infatti ritenersi ottemperato ove la parte, pur avendo provveduto a depositare tempestivamente gli atti di integrazione con le retate delle notificazioni, eseguite a mezzo posta, abbia omesso di depositare l’avviso di ricevimento, relativo anche ad uno solo dei destinatari dell’ordine stesso, dovendosi ritenere non fornita la prova dell’avvenuta ottemperanza, con conseguente inammissibilità del ricorso. (Sez. 3, Sentenza n. 891 del 20/01/2016, Rv. 638653).

Inoltre si ricordi che “Quando il giudice abbia pronunziato l’ordine di integrazione del contraddittorio in causa inscindibile e la parte onerata non vi abbia provveduto, ovvero vi abbia ottemperato solo parzialmente, evocando in giudizio soltanto alcuni dei litisconsorti pretermessi, non può essere assegnato un nuovo termine per il completamento dell’integrazione, che equivarrebbe alla concessione di una proroga del termine perentorio precedentemente fissato, vietata espressamente dall’art. 153 c.p.c., salvo che l’istanza di assegnazione di un nuovo termine, tempestivamente presentata prima della scadenza di quello già concesso, si fondi sull’esistenza, idoneamente comprovata, di un fatto non imputabile alla parte onerata o, comunque, risulti che la stessa ignori incolpevolmente la residenza dei soggetti nei cui confronti il contraddittorio avrebbe dovuto essere integrato” (Sez. 3, Sentenza n. 6982 del 11/04/2016,; cfr anche 28223/08; 17416/2010).

Discende da quanto esposto la declaratoria di inammissibilità del ricorso e la condanna alla refusione delle spese di lite, liquidate in dispositivo, in relazione al valore della controversia.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Condanna parte ricorrente alla refusione all’amministrazione resistente delle spese di lite liquidate in Euro 3.000 per compenso, oltre rimborso delle spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 2^ sezione civile, il 25 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2016

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