Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27457 del 09/12/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 27457 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: BOGNANNI SALVATORE

ORDINANZA
sul ricorso 12753-2011 proposto da:
ORLANDO ANNA MARIA (RRNNMR53L57H9141) SURIANO
MARIA( SRNMRA51R58G4114 nella loro qualità di socie della
società SURIANO MARIA & ORLANDO ANNA MARIA SNC
esercenti l’attività di parrucchiere per signora, elettivamente domiciliate
in ROMA, VIA COLA DI RIENZO 69, presso lo studio
dell’avvocato SANTULLI TERESA, che le rappresenta e difende
giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrenti contro
AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

531

.C9.3

Data pubblicazione: 09/12/2013

- controricorrente avverso la decisione n. 513/2010 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA CENTRALE di GENOVA del 4/06/2010, depositata
il 07/06/2010;

28/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. SALVATORE
BOGNANNI.

Ric. 2011 n. 12753 sez. MT – ud. 28-11-2013
-2-

udita la relazione della causa svolta nella camera di consigli d

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezione Sesta (Tributaria)
R.G. ric. n. 12753/11

Ricorrenti: Anna Maria Orlando e Maria Suriano
Controricorrente: agenzia entrate

Ordinanza
Svolgimento del processo

1. Anna Maria Orlando e Maria Suriano propongono ricorso per
cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della commissione tributaria centrale, sez. stacc. della Liguria, n.
513/03/10, depositata il 7 giugno 2010, con la quale, accolto
l’altro dell’ufficio Iva contro la decisione di quella di secondo
grado, l’opposizione delle medesime, socie della società Suriano
Maria & Orlando Anna Maria snc., esercente l’attività di parrucchiere, ed inerente all’avviso di accertamento, relativamente
all’omonima imposta per l’anno 1987, veniva rigettata. In particolare il giudice di terzo grado osservava che il metodo induttivo
seguito era stato perfettamente regolare, perché basato sulla verifica della Guardia di finanza, che aveva rinvenuto dei prospetti
prestampati, sui quali erano stati riportati dei dati significativi in ordine al maggior ricarico del 341,63% applicato al costo
delle merci ed alle prestazioni, come pure ai beni strumentai.
L’agenzia delle entrate resiste con controricorso.
Motivi della decisione

2. Col primo motivo le ricorrenti deducono violazione di norm
di legge, in quanto la CTC avrebbe dovuto dichiarare l’estinzione
del giudizio, atteso che l’amministrazione era rimasta del tutto
soccombente nei precedenti due gradi, dal momento che Orlando e
Suriano avevano impugnato l’avviso di accertamento limitatamente
ai punti l e 2 di esso, e cioè la omessa registrazione dei corrispettivi, e la presentazione della dichiarazione dei redditi con
dati inesatti; mentre invece non avevano addotto alcuna contesta-

Oggetto: impugnazione avviso accertamento,

2

zione in ordine alla mancata registrazione di una fattura di ac-

,

quisto sul prescritto registro, con le relative sanzioni.
Il motivo è inammissibile, perché nuovo, in quanto non proposto in sede di merito. Inoltre è infondato, trattandosi di evidente non condivisione della questione da parte della CTC, posto che

visto, ed inoltre le commissioni di merito avevano rigettato
l’impugnazione dell’atto impositivo in ordine alle questioni attinenti alle fatture, oltre che alla loro non registrazione, sicché
quell’avviso era stato annullato solo parzialmente in relazione al
ricarico e alla indicazione di dati inesatti.
3. Col secondo motivo le ricorrenti deducono vizi di motivazione, giacché il giudice di terzo grado non considerava che il metodo induttivo seguito non poteva essere applicato, dal momento che
nessuna prova l’ufficio aveva addotto a sostegno della pretesa fiscale, mentre i prospetti rinvenuti dalla GdF non potevano avere
alcun rilievo probatorio. Inoltre la CTC non valutava che Orlando
da poco aveva dato alla luce una bambina, e quindi il suo apporto
lavorativo era ridotto, come pure Suriano aveva il marito gravemente malato, sicché non poteva accudire all’attività in modo
tenso, con la conseguenza che i ricavi erano ridotti.
Si tratta di questioni di merito, peraltro di car tere nuovo,
oltre che generico, e quindi inammissibili. Ad ogni buon conto
tuttavia si rileva che esse sono infondate, posto che, com’è noto,
in tema di accertamento delle imposte sui redditi, la “contabilità
in nero”, costituita da appunti personali ed informazioni dell’imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei
requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti
dall’art. 39 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dagli artt. 2709
e ss. cod. civ. tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d’impresa, ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell’imprenditore ed il risultato
economico dell’attività svolta. Ne consegue che detta “contabilità
2

il valore della controversia è di importo superiore al limite pre-

3

nero”, per il suo valore probatorio, legittima di per sé, ed a
prescindere dalla sussistenza di qualsivoglia altro elemento, il
ricorso all’accertamento induttivo di cui al citato art. 39, incombendo al contribuente l’onere di fornire la prova contraria, al
fine di contestare l’atto impositivo notificatogli (Cfr. anche

Dunque sul punto la sentenza impugnata risult mot’vata in modo adeguato e logicamente corretto.
4. Ne deriva che il ricorso va rigettat
5. Quanto alle spese del giudizio, sussistoni g sti motivi
per compensarle, avuto riguardo alla natura dell•ntroversia e
delle questioni giuridiche trattate.
P.Q.M.
La Corte
Rigetta il ricorso, e compensa le spese.
Così deciso in Roma, il 28 novembre 2013.

Cass. Sentenze n. 24051 del 16/11/2011, n. 9210 del 2011).

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