Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27430 del 06/12/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 27430 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: CARACCIOLO GIUSEPPE

ORDINANZA
sul ricorso 19883-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro

L.G. COSTRUZIONI SRL;
– intimata –

avverso la sentenza n. 584/39/2010 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di ROMA, SEZIONE DISTACCATA
di LATINA del 12/05/2010, depositata il 31/05/2010;

Data pubblicazione: 06/12/2013

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
13/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE
CARACCIOLO;

è presente il P.G. in persona del Dott. UMBERTO APICE.

Ric. 2011 n. 19883 sez. MT – ud. 13-11-2013
-2-

La Corte,
ritenuto che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in
cancelleria la seguente relazione:
Il relatore cons. Giuseppe Caracciolo,
letti gli atti depositati

La CTR di Roma ha respinto l’appello dell’Agenzia -appello proposto contro la
sentenza n.452/08/2006 della CTP di Latina che aveva accolto il ricorso della “L.G.
Costruzioni srl”- ed ha così annullato la cartella di pagamento per IRPEG-IRAP per
l’anno 2001, cartella emessa a seguito del controllo automatizzato della dichiarazione
relativa al predetto periodo di imposta.
La CTR ha motivato la propria decisione rilevando che il ruolo formato ex art.36 bis
del DPR n.600/1973 avrebbe dovuto essere inviato al concessionario entro il termine
dell’art.17 DPR n.602/1973 ed art.43 del DPR n.600/1973 ed entro tale termine
notificato al contribuente, ciò che l’Agenzia non aveva dimostrato essere avvenuto.
L’Agenzia ha interposto ricorso per cassazione affidato a quattro motivi.
La società contribuente non si è difesa.
Il ricorso — ai sensi dell’art.380 bis cpc assegnato allo scrivente relatore, componente
della sezione di cui all’art.376 cpc- può essere definito ai sensi dell’art.375 cpc.
Infatti, con il secondo motivo di censura (improntato alla nullità della sentenza per
omessa pronuncia-violazione dell’art.112 cpc) la ricorrente si duole —dopo avere dato
autosufficiente allegazione delle eccezioni proposte nell’atto di appello, trascrivendo
in ricorso i passi salienti di detto atto di appello- dell’omessa pronuncia in relazione
alla censura proposta con riguardo alla questione della ultrapetizione commessa dal
giudice di prime cure, il quale aveva rilevato la violazione dei menzionati termini e la
decadenza dal potere impositivo senza che vi fosse stata alcuna espressa domanda sul
punto da parte della società ricorrente.
Per quanto è possibile intendere dalla correlazione tra le censure di appello riassunte
nel ricorso introduttivo di questo grado e gli argomenti su cui è fondata la decisione

3

Osserva:

(atteso che non vi è altro modo per ricostruire il thema decidedendum in grado di
appello, non avendo il giudicante dato conto alcuno dell’oggetto delle censure), la
Commissione di secondo grado si è limitata ad esaminare la questione del decorso del
termine di decadenza, senza alcunché argomentare in ordine alla prioritaria questione
della rituale proposizione di detto motivo di impugnazione da parte della società

La pronuncia impugnata merita quindi di essere cassata per il difetto di correlazione
tra il chiesto ed il pronunciato, con conseguente restituzione degli atti al medesimo
giudice di appello, in funzione di giudice del rinvio, affinché esamini
preliminarmente la censura proposta in appello che è rimasta inevasa.
Pertanto, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per
manifesta fondatezza.
Roma, 20 marzo 2013.

che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati
delle parti;
che non sono state depositate conclusioni scritte, né memorie;
che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i
motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, il ricorso va accolto;
che le spese di lite possono essere regolate dal giudice del rinvio.
P.Q. M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la decisione impugnata e rinvia alla CTR Lazio
che, in diversa composizione, provvederà anche sulle spese di lite del presente grado.
Così deciso in Roma il 13 novembre 2013.

contribuente.

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