Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27398 del 06/12/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 27398 Anno 2013
Presidente: MAMMONE GIOVANNI
Relatore: PAGETTA ANTONELLA

ORDINANZA
sul ricorso 2592-2012 proposto da:
QUARTU ALESSIA QRTLSS83C55H501N, ZACCARIELLO MICHELINA
ZCCMHL52M69B781A, QUARTU DANIELE QRTDNL77E26H501L, eredi
del Sig. Armando Quartu elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA DEI
NAVIGATORI 22, presso lo studio dell’avvocato PERNISCO EMILIA, che li
rappresenta e difende giusta procura speciale a margine del ricorso;
– ricorrenti contro
MINISTERO DELLA SALUTE 96047640584, in persona del Ministro pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,
presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e
difende ope legis;
– controricorrente e ricorrente incidentale contro
QUARTU ALESSIA QRTLSS83C55H501N, ZACCARIELLO MICHELINA
ZCCMHL52M69B781A, QUARTU DANIELE QRTDNL77E26H501L, eredi
del Sig. Armando Quartu elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA DEI
NAVIGATORI 22, presso lo studio dell’avvocato PERNISCO EMILIA, che li
rappresenta e difende giusta procura speciale a margine del ricorso notificato;

– controricorrenti nonché contro

V358
3
)

Data pubblicazione: 06/12/2013

AZIENDA SANITARIA F/RM;

– intimata –

– ricorrenti incidentali –

26/10/2010, depositata il 12/01/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 27/09/2013 dal
Consigliere Relatore Dott. ANTONELLA PAGETTA;
udito l’Avvocato Pernisco Emilia difensore dei controricorrenti che ha chiesto di
cassare la sentenza impugnata;
è presente il P.G. in persona del Dott. MARCELLO MATERA che nulla osserva.
Fatto e diritto
Il Consigliere relatore nominato ai sensi dell’art. 377 cod. proc. civ. ha depositato
la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ. e 375 cod. proc. civ.:
” Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Roma respingeva l’appello
principale proposto da Michelina Zaccariello, Daniele Quartu e Alessia Quartu
quali eredi di Armando Quartu e l’appello incidentale proposto dal Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali avverso la sentenza di primo grado
che, accertata la legittimazione passiva del Ministero convenuto, aveva respinto la
domanda del Quartu intesa ad ottenere i benefici previsti dall’art. 3 L. n. 210 del
1992, per essere l’interessato decaduto dall’azione in ragione del tardivo deposito
della domanda amministrativa .
Per la cassazione della decisione hanno proposto ricorso gli eredi di Armando
Quartu sulla base di tre motivi . Con il primo hanno dedotto, la violazione dell’art.
3 L n. 210 del 1992 in relazione alla modificazione introdotta dalla legge n. 238 del
1997 e anche in relazione agli arti. 2043 cod. civ. e 2935 cod. civ. . In sintesi hanno
censurato la decisione per avere la Corte territoriale, in violazione del disposto di
cui ai commi 2 e 3 dell’art. 3 L n. 210 cit. come modif. dalla L. n. 238 del 1997,
fatto decorrere il termine di decadenza dalla data di entrata in vigore — il 28 luglio
1997 — della legge n. 238 del 1997 anzichè dalla data di conoscenza del danno
derivato dall’epatite post- trasfusionale — conoscenza che asseriscono intervenuta
2
Ric. 2012 n. 02592 sez. ML – ud. 27-09-2013

avverso la sentenza n. 8471/2010 della CORTE D’APPELLO di ROMA DEL

solo successivamente . Con il secondo motivo hanno dedotto la violazione
dell’art. 3, L n. 210 del 1992 in relazione alla modificazione introdotta dalla legge n.
238 del 1997 e anche in relazione agli artt. 2043 cod. civ. e 2935 cod. civ. e all’art. 2
Cost., per avere considerato ai fini del termine di decadenza l’epoca di insorgenza
della patologia — anteriore al 1997- e non la conoscenza del danno concreto dalla
stessa scaturito.

riferimento al mancato accertamento della data di effettiva conoscenza del danno
da emotrasfuzsone
Con il motivo di ricorso incidentale il Ministero ha dedotto la erroneità della
decisione per avere ritenuto esso Ministero della Salute legittimato passivo. Ha
sostenuto che la legittimazione è limitata al solo profilo accertativo del diritto
all’indennizzo e non si estende alla domanda di condanna alla relativa erogazione
. I ricorrenti principali hanno depositato controricorso con il qualer hanno
eccepito la inammissibilità del motivo di ricorso incidentale per mancata
indicazione del morivo per il quale si chiede la cassazione e per omessa
indicazione delle norme di diritto che si assumono violate.
Con riferimento al motivo proposto con il ricorso incidentale, il cui esame ha
carattere di priorità attenendo alla legittimazione passiva della parte intimata, va in
primo luogo disattesa la eccezione di inammissibilità per genericità formulata dai
controricorrenti; il motivo risulta infatti sufficientemente specifico sia quanto al
vizio denunziato ( violazione di norme di diritto ai sensi dell’art. 360, comma 1,
n.3 cod. proc. civ. )sia quanto alle norme di diritto che si assumono violate, le
quali sono indicate nella relativa illustrazione . Nel merito si rileva che la
questione attinente alla legittimazione passiva del Ministero della Salute nelle
controversie aventi ad oggetto l’indennizzo di cui all’art. 3 L. n 201 del 1992 è
stata decisa dalle Sezioni Unite di questa Corte, che, in sede di composizione dei
contrasto formatosi nella giurisprudenza della Sezione Lavoro, hanno affermato il
principio secondo cui, in tema di controversie relative all’indennizzo previsto dalla
legge 25 febbraio 1992, n. 210 in favore di soggetti che hanno riportato danni
irreversibili a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni, somministrazione di
emoderivati, e da questi ultimi proposte per l’accertamento del diritto al beneficio,
sussiste la legittimazione passiva dei Ministero della Salute, in quanto soggetto
3
Ric. 2012 n. 02592 sez. ML – ud. 27-09-2013

Con il terzo motivo di ricorso han,,no dedotto il vizio di motivazione con

pubblico che, analogamente, decide in sede amministrativa pronunciandosi sul
ricorso di chi chiede la prestazione assistenziale (Cass. SS. UU n.12538/2011). A
tale indirizzo ermeneutico si ritiene di dare continuità non essendo state svolte
ragioni ulteriori rispetto a quelle già esaminate e disattese dalle Sezioni Unite dì
questa Corte. Quanto ai motivi di ricorso principale che stante la loro connessione
possono esaminarsi congiuntamente , si osserva quanto segue .Questa Corte ha

tutela indennitaria, la malattia epatica dalla evidenza del danno conseguente, posto
che i termini della domanda per l’indennizzo decorrono, alla stregua dell’art. 1,
primo comma, “dal momento in cui, sulla base della documentazione.. .l’avente
diritto risulti aver avuto conoscenza del danno”. Ne consegue che la
cronicizzazione della epatopatia post-trasfusionale non configura e costituisce di
per sé il requisito esclusivo per accedere ai benefici della legge di sostegno, ma con
la malattia post-trasfusionale deve coesistere la documentata consapevolezza, per
l’assistito, dell’esistenza di un danno irreversibile. “( Cass. n. 837 del 2006 ) . E’
inoltre costante l’affermazione che “In tema di indennizzo spettante ai soggetti
danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, il principio per cui il termine triennale per
la presentazione dell’istanza in sede amministrativa non può decorrere prima che
l’avente diritto abbia avuto conoscenza del fatto lesivo, trova applicazione anche
con riferimento agli eventi dannosi verificatisi prima dell’entrata in vigore della
legge n. 210 del 1992; pertanto, il termine decorre dall’entrata in vigore della legge
solo se alla medesima data il soggetto abbia già avuto conoscenza del danno (con
riferimento anche alla sua eziologia), in caso contrario il termine decorre dal
momento in cui il soggetto risulti avere avuto conoscenza del danno. ” ( exp/urimis
Cass. n. 7304 del 2011 ) . La Corte di merito non si è attenuta a tali principi
in quanto, con riferimento alla epatite posttrasfu3ionale contratta dal dante causa
degli odierni ricorrenti, ha considerato solo l’epoca di insorgenza della patologia
ed essendo tale patologia insorta prima della entrata in vigore della L. n. 238 del
1997 ha fatto decorrere il termine per la presentazione della domanda dalla data di
entrata in vigore della detta legge e cioè dal 28 luglio 1997, senza considerare il
momento in cui l’avente diritto ha avuto effettiva conoscenza del danno lesivo .
In conclusione,non essendosi il giudice di merito adeguato ai principi espressi da
questa in tema di decorrenza del termine di decadenza il Collegio, riunito in
4
Ric. 2012 n. 02592 sez. ML – ud. 27-09-2013

chiarito che “La legge 25 febbraio 1992, n. 210 distingue nettamente, ai fini della

camera di consiglio , dovrà valutare se in relazione a tali motivi il ricorso non sia
manifestamente fondato. Attesa la conformità della statuizione in tema di
legittimazione passiva del Ministero della Salute alla giurisprudenza di questa
Corte, il Collegio riunito in camera di consiglio dovrà valutare se il ricorso
incidentale non sia manifestamente infondato “.
Preliminarmente va disposta la riunione dei ricorsi principale ed incidentale.

condivisibili siccome coerenti alla ormai consolidata giurisprudenza in materia .
Ricorre con ogni evidenza il presupposto dell’art. 375, comma 1°, n. 5 cod. proc.
civ. , per la definizione camerale. .Consegue il rigetto del ricorso incidentale e
raccoglimento del ricorso principale, La sentenza impugnata va pertanto cassata ,
con rinvio, anche per le spese del presente grado, alla Corte di appello di Roma in
altra composizione.
P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi ; rigetta il ricorso incidentale. Accoglie il ricorso
principale; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente
giudizio, alla Corte d’appello di Roma in altra composizione.

Roma, 27 settembre 2013

Ritiene questo Collegio che le considerazioni svolte dal Relatore sono del tutto

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA